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112: La Commissione auspica una gestione multilingue del numero unico di emergenza dell'UE

European Commission - IP/09/240   11/02/2009

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IP/09/240

Bruxelles, 11 febbraio 2009

112: La Commissione auspica una gestione multilingue del numero unico di emergenza dell'UE

A partire da dicembre 2008, i cittadini dell'Unione europea possono contattare i servizi di emergenza da qualsiasi località dell'UE chiamando gratuitamente il 112, il numero unico di emergenza, sia da telefoni fissi che da cellulari. Solo un europeo su quattro è tuttavia a conoscenza del fatto che questo numero salva-vita esiste in altri Stati membri e quasi tre persone su dieci tra quelle che hanno chiamato il 112 in altri paesi hanno avuto problemi linguistici. Oggi la Commissione, d'intesa con il Parlamento europeo e il Consiglio, ha dichiarato l'11 febbraio "Giornata europea del 112" al fine di promuovere il numero unico di emergenza dell'UE e spingere le autorità nazionali a renderlo più multilingue.

"Il numero di emergenza europeo dovrebbe cessare di essere il segreto meglio custodito d'Europa. Disponiamo di un numero unico, il 112, che funziona per tutte le emergenze e per ogni Stato membro e cittadino che ne ha bisogno. Ma è inaccettabile che meno di un quarto dei cittadini conosca questo numero o che le barriere linguistiche impediscano ai viaggiatori che chiamano il 112 di comunicare con l'operatore" ha dichiarato Viviane Reding, Commissaria europea responsabile delle telecomunicazioni. "L'UE deve sforzarsi di garantire la sicurezza dei suoi 500 milioni di cittadini con lo stesso impegno con cui si è adoperata per garantire loro la possibilità di viaggiare liberamente tra i 27 paesi. La prima giornata europea del 112 dovrebbe sensibilizzare le autorità nazionali circa la necessità di aumentare il numero di lingue disponibili nei loro centri di emergenza '112' nonché promuovere la conoscenza di questo numero."

Un sondaggio condotto in tutta l'UE per conto della Commissione europea mostra che il 94% dei cittadini europei ritiene sia utile disporre di un numero unico di emergenza accessibile in tutta l'Unione. Il sondaggio Eurobarometro pubblicato oggi ha messo inoltre in evidenza i settori in cui è ancora possibile apportare miglioramenti.

Problemi linguistici: il 28% dei chiamanti incontra problemi linguistici quando chiama il 112 all'estero malgrado il fatto che, stando alle informazioni fornite da 21 Stati membri, i centri di emergenza "112" di tali Stati dovrebbero essere in grado di gestire le chiamate in inglese (12 Stati membri sono in grado di gestirle in tedesco e 11 Stati membri in francese).

Conoscenza del 112: in generale, solo il 24% degli europei interpellati è stato in grado di identificare spontaneamente il 112 come il numero a cui rivolgersi per ottenere servizi di emergenza in tutta l'UE. Ciò costituisce un miglioramento del 2% rispetto al febbraio 2008, ma la conoscenza del numero di emergenza dell'UE varia notevolmente da un paese all'altro, dal 3% in Italia al 58% nella Repubblica ceca. Molti Stati membri informano i propri cittadini e i visitatori in merito al 112. In particolare:

  • in Finlandia la giornata del 112 si celebra annualmente l'11 febbraio;
  • i viaggiatori che si recano in Bulgaria ricevono un SMS di benvenuto contenente informazioni sul 112;
  • il 112 è pubblicizzato lungo le autostrade e presso i caselli autostradali in Austria, Grecia e Spagna, nonché nelle stazioni ferroviarie e negli aeroporti di alcuni paesi fra cui il Belgio, la Repubblica ceca, l'Estonia, l'Irlanda, la Grecia e i Paesi Bassi;
  • in Svezia prima dell'inizio della stagione turistica vengono organizzate campagne di informazione nei media che informano i cittadini in merito al 112.

Nel corso dell'ultimo anno la conoscenza del 112 è aumentata almeno del 10% in Bulgaria, Svezia, Romania, Lituania e Portogallo.

Il sondaggio Eurobarometro ha inoltre mostrato che:

  • un quarto dei cittadini dell'UE ha chiamato un numero di emergenza nel corso degli ultimi cinque anni;
  • la maggior parte delle chiamate (53%) proviene ancora da telefoni fissi; si rileva tuttavia un aumento delle chiamate di emergenza effettuate da cellulari (il 45%, rispetto al 42% nel 2008).

Per garantire la conoscenza del 112 in tutta l'Europa la Commissione europea, d'intesa con il Parlamento europeo e il Consiglio, ha dichiarato l'11 febbraio "Giornata europea del 112". La Commissione e gli Stati membri moltiplicheranno gli sforzi destinati a pubblicizzare il 112, soprattutto in prossimità delle vacanze estive.

Contesto

Il numero di emergenza europeo 112 è stato introdotto nel 1991 per mettere a disposizione un numero di emergenza unico per tutti gli Stati membri, in aggiunta ai numeri di emergenza nazionali, e rendere così più accessibili i servizi di emergenza, soprattutto per i viaggiatori. Dal 1998 la normativa dell'UE impone agli Stati membri di garantire che tutti gli utenti di telefonia fissa e mobile possano chiamare gratuitamente il 112. Dal 2003 gli operatori di telecomunicazioni devono fornire ai servizi di emergenza informazioni sulla localizzazione del chiamante per consentire loro di reperire rapidamente le vittime di incidenti. Gli Stati membri hanno inoltre il compito di sensibilizzare i cittadini sull'uso del 112.

Per garantire l'operatività del 112, la Commissione ha lanciato 17 procedure d'infrazione contro 15 paesi in cui esso non era disponibile, non era attiva la funzione di localizzazione del chiamante o la gestione delle chiamate risultava inadeguata. La maggior parte di tali casi sono stati chiusi a seguito dell'adozione di misure correttive.

Benché in genere il 112 completi gli altri numeri nazionali di emergenza esistenti, la Danimarca, la Finlandia, i Paesi Bassi, il Portogallo, la Svezia e di recente la Romania hanno deciso di farne il loro principale numero di emergenza nazionale. In altri paesi, il 112 è il solo numero disponibile per determinati servizi di emergenza (ad esempio in Estonia e Lussemburgo per le ambulanze o i vigili del fuoco).

Il sito web della Commissione sul 112: www.ec.europa.eu/112

Come funziona il 112 nel mio paese:

http://ec.europa.eu/information_society/activities/112/ms/index_en.htm

L'angolo dei bambini:

http://ec.europa.eu/information_society/activities/112/kids/index_en.htm

MEMO/09/60

Annex:

[ Tabelle disponibili in PDF o Word PROCESSED ][ Tabelle disponibili in PDF o Word PROCESSED ][ Tabelle disponibili in PDF o Word PROCESSED ]

Calls in foreign languages

Among the 23 Member States, which provided information on the language issue, 19 Member States (in addition to the United Kingdom and Ireland) reported on the ability of their emergency call centres to handle calls in English (Bulgaria, the Czech Republic, Denmark, Germany, Estonia, Greece, Spain, France, Cyprus, Latvia, Lithuania, Luxembourg, the Netherlands, Austria, Romania, Slovenia, Slovakia, Finland and Sweden). Of these Member States, Germany, Spain, France and Slovakia indicated that English may not be available in all cases in all emergency call centres and its availability depends on the linguistic resources of the emergency call centres while Bulgaria and Latvia said that calls in English can be forwarded for processing to another (central) call centre where competent staff is available.

112 calls in French are answered in nine Member States (in addition to France and Luxembourg) - Bulgaria (by call transfer to another call centre if necessary), the Czech Republic (by transfer to another call centre if necessary), Ireland, Greece, Spain (may not be available in all call centres) the Netherlands, Romania, Slovakia (subject to availability of appropriate staff) and Finland (by involving interpretation service).

112 calls in German are also answered in nine Member States (in addition to Germany, Austria and Luxembourg) - Bulgaria (by call transfer to another emergency call centre if necessary), the Czech Republic, Denmark (by call transfer to another call centre if necessary), Spain (may not be available in all call centres), Ireland, the Netherlands, Romania (by call transfer to another emergency call centre if necessary), Slovakia (subject to availability of appropriate staff) and Finland (by involving an interpretation service).

112 calls in Italian are answered in three Member States (in addition to Italy) – Spain (may not be available in all emergency call centres), Ireland and Romania (by call transfer to another emergency call centre if necessary).

A number of Member States have indicated the ability of their emergency call centres to answer calls in the languages of their neighbouring EU countries. Thus, calls in Polish can be handled by call centres in the Czech Republic (by call transfer to another call centre if necessary), Lithuania and Slovakia (in call centres of certain areas); calls in Hungarian – in Romania (by call transfer to another call centre if necessary), Slovenia (in call centres of certain areas) and Slovakia (in call centres of certain areas); calls in Czech - in Slovakia, calls in Italian – in Slovenia (in call centres of certain areas), calls in Portuguese – in Spain (may not be available in all call centres) and calls in Finnish - in Estonia. Languages of the neighbouring EU countries are also catered for by German call centres in border areas.

Furthermore, Spanish emergency call centres can handle calls also in Swedish (may not be available in all call centres), Irish call centres can handle 112 calls also in Polish and Romanian call centres can handle calls also in Spanish (by call transfer to another call centre if necessary).

Finally, the United Kingdom indicated that its emergency call centres can use an interpretation services covering 170 languages, Swedish call centres can also use an interpretation service covering all major EU languages and French call centres can use interpretation services in English and other languages.


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