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Pesca: la Commissione interviene a salvaguardia degli squali

European Commission - IP/09/220   05/02/2009

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IP/09/220

Bruxelles, 5 febbraio 2009.

Pesca: la Commissione interviene a salvaguardia degli squali

La Commissione europea ha adottato oggi il primissimo piano d'azione della Comunità europea per la conservazione e la gestione degli squali. Il piano si prefigge di garantire che siano prese misure concrete per contribuire a ricostituire gli stock di squali nelle zone in cui questi pesci sono minacciati, se necessario in via precauzionale, e fissare orientamenti per la gestione sostenibile della pesca, anche nei casi in cui lo squalo costituisce una cattura accessoria. Il piano comprende anche misure per ampliare le conoscenze scientifiche sugli stock di squali e sulla pesca di questa specie. Le misure previste riguardano non solo gli squali, ma anche specie affini, quali le razze, e si applicheranno ovunque operino flotte comunitarie, sia all'interno che al di fuori delle acque europee. La Commissione si è inoltre impegnata a fare in modo che la posizione dell'UE nell'ambito di organismi e accordi internazionali sia coerente con la propria politica interna in questa materia.

Il Commissario europeo responsabile degli Affari marittimi e della pesca, Joe Borg, ha così commentato: "Gli squali sono molto vulnerabili allo sfruttamento eccessivo e le conseguenze del loro depauperamento possono essere molto gravi, non solo per la stessa specie, ma anche per gli ecosistemi marini e per i pescatori. Ecco perché abbiamo elaborato il piano d'azione presentato oggi, il quale, oltre a rendere più rigoroso il principio precauzionale che deve guidare la gestione dei tipi di pesca in cui si catturano squali, sosterrà l'attività di ricerca ancora necessaria per capire appieno il ruolo svolto dagli squali nella vita dei nostri oceani e le ripercussioni che la pesca può avere su di essi.".

Nel piano d'azione rientrano alcune misure destinate a migliorare la raccolta dei dati, i pareri scientifici e le misure tecniche e di gestione, nonché a rafforzare ulteriormente il controllo del divieto di asportazione delle pinne, entrato in vigore nel 2003 e applicabile nelle acque comunitarie e a tutte le navi dell'UE, indipendentemente dalle acque in cui pescano. Oltre a prevedere misure che saranno attuate sia a livello comunitario sia dagli Stati membri, propone che l'UE ricerchi l'appoggio di tutte le organizzazioni regionali di gestione della pesca pertinenti. L'elenco completo delle misure proposte si trova alla pagina web sottoindicata.

Il piano investe tutti i pesci cartilaginei — non solo gli squali, ma anche le razze e le chimere, che nell'insieme rappresentano oltre 1 000 specie. Questi pesci sono presenti in tutti i mari e gli oceani, in particolare nell'Atlantico settentrionale, dove si concentra oltre il 50% delle catture di squali effettuate dai pescherecci comunitari. La pesca degli squali ha registrato un rapido aumento a partire dalla metà degli anni '80, indotto da una crescente domanda di prodotti derivati (in particolare le pinne). Ma queste specie sono particolarmente vulnerabili alla pesca eccessiva, poiché sono longeve, lente a raggiungere la maturità sessuale, con periodi di gestazione lunghi e con una bassa fertilità. Uno studio recente realizzato dall'Unione internazionale per la conservazione della natura (UICN) indica che non meno di un terzo delle specie di squali catturate nelle acque dell'UE sono attualmente minacciate da un'eccessiva pressione di pesca. Nonostante la fragilità di questi stock e la loro crescente importanza per le flotte comunitarie, la pesca dello squalo non è mai stata gestita in maniera sistematica all'interno dell'UE. Negli ultimi anni la Commissione ha riconosciuto la situazione preoccupante di vari stock e ha proposto di sospenderne la cattura o di ridurne notevolmente la mortalità per pesca, sia nell'UE sia in varie organizzazioni regionali di gestione della pesca.

Il piano d'azione comunitario a favore degli squali si fonda su ampie consultazioni con gli Stati membri, con le parti interessate e con i cittadini, condotte nel 2007 e 2008, ed è articolato nei termini proposti dal piano d'azione internazionale per la conservazione e la gestione degli squali della FAO, adottato nel 1999. Come richiesto dal piano FAO, il piano d'azione comunitario è accompagnato da un rapporto di valutazione sugli squali che figura in allegato alla comunicazione.

Per ulteriori informazioni

MEMO/09/52

Link al piano d'azione e al rapporto di valutazione sugli squali:

http://ec.europa.eu/fisheries/cfp/management_resources/conservation_measures/sharks/introduction_en.htm


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