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Bruxelles, 24 novembre 2009

La Commissione lancia una consultazione sull'UE 2020: una nuova strategia per fare dell'UE un mercato sociale più intelligente e più verde

Oggi la Commissione ha pubblicato un documento di consultazione su come offrire all'economia europea prospettive più brillanti mediante la strategia UE 2020. Come sottolineato dal Presidente Barroso negli orientamenti politici, l'UE 2020 intende promuovere una crescita più "verde" e socialmente inclusiva. La nuova strategia svilupperà quanto acquisito con la strategia di Lisbona traendone, al tempo stesso, i debiti insegnamenti. Come risulta dal documento di consultazione, l'UE 2020 mira principalmente a consolidare la ripresa post-crisi, a cercare di scongiurare in futuro il rischio di crisi analoghe e a raggiungere tre obiettivi tematici: far sì che la conoscenza sia un fattore di ricchezza, coinvolgere i cittadini in una società partecipativa e creare un’economia competitiva, interconnessa e più verde. Il termine ultimo per inviare i contributi alla consultazione è il 15 gennaio 2010. La nuova Commissione presenterà quindi una proposta dettagliata al Consiglio europeo di primavera.

Il Presidente della Commissione José Manuel Barroso ha dichiarato: "L'UE 2020 rappresenta l'azione concertata dell'UE nel prossimo decennio per sormontare alcune delle sfide economiche più temibili con cui l'Europa si sia mai confrontata. Un'economia "intelligente" è indissociabile da una società "saggia", basata su solidi valori europei. La crescita, la sostenibilità delle finanze pubbliche, la risposta ai cambiamenti climatici, l'inclusione sociale, una base industriale rafforzata e un terziario dinamico non sono alternative, bensì fattori che si rafforzano a vicenda. Nel decennio che ha preceduto il 2008, la disoccupazione in Europa è stata ridotta dal 12% al 7%. Ora abbiamo bisogno di nuove fonti di crescita per sostituire i posti di lavoro persi durante la crisi. Questo documento illustra le nostre proposte per mettere a frutto le potenzialità dell'Europa. Al tempo stesso, possiamo acquistare peso su una scena mondiale globalizzata dimostrando ai nostri partner che l'economia di mercato sociale è quella più efficiente e giusta. Prima di presentare le nostre proposte al Consiglio europeo di primavera, desideriamo ricevere i pareri delle parti interessate sulla strategia UE 2020.

La Commissione ritiene che l'UE 2020 debba concentrarsi sui settori indicati in appresso e lancia una consultazione su come riuscire in questo intento.

Una crescita basata sulla conoscenza come fattore di ricchezza

Occorre potenziare il settore dell'istruzione in Europa, dalla scuola materna all'istruzione superiore, per aumentare la produttività, sostenere le categorie vulnerabili e lottare contro la disuguaglianza e la povertà.

C'è ancora molto margine per migliorare le condizioni atte a favorire l'innovazione e la creatività in Europa, ad esempio modernizzando il sistema UE di tutela dei diritti di proprietà intellettuale. L'accesso al credito deve essere agevolato, anche mediante fonti di capitale di crescita pubblico-private.

L'Unione ha bisogno di un'agenda europea del digitale per poter realizzare un vero mercato unico online che permetta ai consumatori di beneficiare dei prezzi competitivi praticati in altri Stati membri e alle PMI di penetrare in mercati più vasti. L'accesso a internet e le competenze informatiche sono sempre più necessari per una piena partecipazione alla vita pubblica. L'"inclusione digitale" rientra nel più vasto concetto di inclusione sociale.

Coinvolgere i cittadini in una società partecipativa

La crisi ha cambiato le carte in tavola e ha distrutto definitivamente numerosi posti di lavoro.

L'Europa non può prosperare se i lavoratori non vantano le competenze necessarie per contribuire a un'economia basata sulla conoscenza e per trarne i debiti vantaggi. Occorre conciliare meglio domanda e offerta promuovendo la mobilità dei lavoratori al di là e all'interno delle frontiere e prevedendo con maggior precisione la futura domanda di competenze.

La Commissione è fermamente decisa a portare avanti il programma "flessicurezza" e a chiarirne i risvolti, non solo per quanto riguarda la flessibilità di cui devono dar prova i lavoratori, ma anche come assunzione di maggiori responsabilità da parte dei datori di lavoro e dei governi ad investire nel capitale umano e a tutelare i lavoratori. A chi non riesce a trovare lavoro occorrerà fornire un sostegno finanziario e un aiuto personalizzato perché possa reinserirsi nel mercato occupazionale.

Creare un’economia competitiva, interconnessa e più verde

Per il futuro si prevede un aumento dei prezzi dell'energia, delle restrizioni alle emissioni di carbonio e della lotta all'accaparramento di risorse e mercati. Questi rischi rappresentano tuttavia altrettante opportunità di creare una "nuova" economia UE 2020 che goda di un forte vantaggio competitivo a livello globale. Nuove tecnologie più verdi possono stimolare la crescita, creare nuovi posti di lavoro e nuovi servizi e contribuire al conseguimento degli obiettivi dell'Unione in fatto di cambiamenti climatici. Un'Europa incapace di adeguarsi al XXI secolo sarebbe invece condannata al declino.

Le politiche adottate a livello europeo e nazionale per promuovere l'ecoinnovazione e prodotti e sistemi efficienti sotto il profilo energetico devono contemplare, fra l'altro, lo scambio delle quote di emissione, la riforma fiscale, le sovvenzioni e i prestiti, gli investimenti e gli appalti pubblici, così come stanziamenti mirati alla ricerca e all'innovazione.

L'Europa deve disporre quanto prima di infrastrutture di trasporto innovative e di una "rete intelligente" per l'energia, così come di una copertura totale della banda larga. L'UE e gli Stati membri devono unire gli sforzi per effettuare gli investimenti strategici giusti affinché due terzi dell'elettricità vengano prodotti in condizioni più sicure e con emissioni di carbonio limitate entro i primi mesi del 2020.

Il settore manifatturiero rimarrà di fondamentale importanza per il futuro successo economico dell'UE. Ma l'Europa ha bisogno di una nuova politica industriale che ponga l'accento sulla capacità di innovazione, sulle nuove tecnologie, sulle competenze, sulla promozione dell'imprenditorialità e sull'internazionalizzazione delle PMI. Occorre affrontare il problema della capacità eccessiva in determinati settori, fornendo sostegno a chi subisce ripercussioni negative.

Governance - far funzionare l'UE 2020

La Commissione propone che il Consiglio europeo si assuma la guida dell'UE 2020, adottando le decisioni fondamentali e fissando gli obiettivi sulla base delle proposte della Commissione. La Commissione si augura che il Parlamento europeo svolga un ruolo molto più incisivo e auspica un forte interesse e coinvolgimento da parte dei parlamenti nazionali.

Sulla base delle conclusioni del Consiglio europeo di primavera del 2010, il documento di consultazione propone l'elaborazione dei cosiddetti "orientamenti integrati", a conferma della priorità politiche da perseguire attraverso un partenariato fra UE e Stati membri. I nuovi orientamenti sostituirebbero quelli in vigore dal 2005 nell'ambito della strategia di Lisbona.

Per ciascuno di questi obiettivi, gli Stati membri sarebbero invitati a definire obiettivi nazionali per il quinquennio in funzione della congiuntura da cui partono. La Commissione e il Consiglio europeo valuteranno ogni anno i progressi compiuti a livello europeo e nazionale.

Il termine ultimo per inviare i contributi alla consultazione è il 15 gennaio. Le risposte possono essere inviate per e-mail a EU2020@ec.europa.eu .

Il testo integrale del documento di consultazione potrà essere consultato ai seguenti indirizzi: http://ec.europa.eu/commission_barroso/president/index_en.htm e http://ec.europa.eu/eu2020


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