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IP/ 09/1784

Bruxelles, 20 novembre 2009

112 : la Commissione europea invia all'Italia un ultimo avvertimento e chiude il procedimento nei confronti della Lituania

Oggi la Commissione europea ha avviato una nuova fase del procedimento nei confronti dell'Italia, in quanto i servizi di pronto intervento italiani non ricevono ancora informazioni sull'ubicazione di coloro che chiamano il 112 – il numero unico d'emergenza europeo – da cellulari, nonostante una precedente sentenza della Corte di giustizia europea. La Commissione ha deciso di inviare all'Italia un parere motivato, ultima fase del procedimento prima di adire nuovamente la Corte di giustizia europea, che dovrebbe poi decidere di condannare l'Italia al pagamento di una penale per il mancato rispetto di una precedente sentenza. La Commissione ha inoltre messo termine al procedimento avviato nei confronti della Lituania, dato che sono ora disponibili i particolari relativi all'ubicazione di coloro che chiamano il 112 dai cellulari.

" Sapere dove si trovano le persone che hanno urgente bisogno di aiuto è fondamentale per l'efficace funzionamento del 112, numero unico d'emergenza europeo, soprattutto quando le chiamate sono effettuate da cellulari. Invito pertanto l'Italia a dare attuazione a tutti gli elementi di questo importantissimo servizio e a conformarsi alla sentenza formulata dalla Corte di giustizia europea nel gennaio di quest'anno. L'Italia deve rispettare questa importante prescrizione comunitaria, obbligatoria negli ultimi sei anni " ha detto Viviane Reding, commissario dell'UE responsabile per le telecomunicazioni. "Il nostro operato per garantire la corretta attuazione dei servizi del 112 ha dato buoni risultati in altri Stati membri e sono soddisfatta per il fatto che i servizi di soccorso della Lituania ricevano ora informazioni sull'ubicazione di coloro che formano il 112 e che quindi la Commissione possa chiudere il procedimento di infrazione."

Invio di un parere motivato all 'Italia

Il 15 gennaio 2009 la Corte di giustizia delle Comunità europee (CGCE) ha statuito che l'Italia non aveva messo a disposizione degli organismi di soccorso le informazioni occorrenti per localizzare coloro che effettuano chiamate telefoniche al 112 (causa C-539/07 ). In particolare, i servizi di soccorso nell'intera Italia non ricevono ancora informazioni sull'ubicazione di coloro che effettuano la chiamata al 112 a partire da cellulari. La sentenza ha fatto seguito a un procedimento di infrazione avviato dalla Commissione nell'aprile 2006 (IP/06/464).

In risposta alla lettera di costituzione in mora inviata a seguito della sentenza della CGCE ( IP/09/774 ), le autorità italiane hanno deciso di attuare un sistema d'emergenza temporaneo che consentirebbe di ottenere in tempi relativamente brevi informazioni sull'ubicazione di chi effettua la chiamata. Tuttavia tale sistema dovrebbe diventare operativo soltanto nel settembre 2010. Poiché questo ritardo non è conforme a quanto disposto nella sentenza della CGCE, la Commissione ha deciso di inviare un parere motivato all'Italia in conformità all'articolo 228 del trattato CE. Se anche questa volta le autorità italiane non si conformeranno alla normativa, la Commissione adirà la CGCE chiedendole di condannare l'Italia al pagamento di una penale.

Informazioni disponibili in Lituania sull'ubicazione di chi effettua una chiamata al servizio di emergenza 112

Oggi la Commissione ha messo fine al procedimento avviato nei confronti della Lituania, dato che ora i servizi di soccorso di tale paese possono stabilire la posizione approssimativa di chi chiama il numero unico europeo di emergenza 112, anche quando la persona non è in grado di dire dove si trova. In seguito a una causa avviata dalla Commissione nel 2006 ( IP/06/464 ), l'11 settembre 2008 la CGCE ha statuito che la Lituania non aveva messo a disposizione degli organismi di soccorso le informazioni relative all'ubicazione di coloro che effettuano chiamate al 112 (causa C-274/07 ). Il ministero degli Interni lituano ha indicato che per l'intero paese le informazioni sull'ubicazione di chi effettua chiamate al 112 da telefoni cellulari sarebbero state disponibili per i servizi di soccorso a decorrere dal 16 settembre 2009. La Commissione ha ricevuto le prove di tale disponibilità e pertanto il procedimento è stato chiuso.

Contesto

Il numero unico di emergenza per tutti i paesi dell 'UE, il 112, è stato introdotto nel 1991 in aggiunta ai numeri nazionali di soccorso. Il 112 è ora operativo in tutti gli Stati membri dell'UE ( IP/08/1968 ). Dal 1998 la normativa dell'UE impone agli Stati membri di garantire che tutti gli utenti di telefonia fissa e mobile possano chiamare gratuitamente il 112. Dal 2003 gli operatori nel settore delle telecomunicazioni devono fornire ai servizi di soccorso informazioni sull'ubicazione di chi effettua la chiamata. Le disposizioni comunitarie concernenti il 112 sono rafforzate nel quadro della riforma delle norme europee in materia di telecomunicazioni, segnatamente per quanto riguarda una più rapida messa a disposizione delle autorità di soccorso di informazioni sull'ubicazione di chi effettua la chiamata, la maggiore sensibilizzazione (in particolare dei viaggiatori), l'estensione degli obblighi di accesso ad alcuni tipi di telefonia via Internet (VoIP) e l'accesso per i disabili.

Dal 2005 la Commissione ha avviato procedimenti di infrazione concernenti l'ubicazione di chi effettua la chiamata nei confronti di 14 Stati membri e 13 di questi sono ora conclusi. Altri procedimenti di infrazione sono stati avviati e conclusi per due Stati membri (Polonia e Bulgaria) riguardo alla disponibilità del 112, mentre un procedimento di infrazione è ancora in corso, sempre contro l'Italia, per il trattamento riservato alle chiamate al 112.

A norma dell 'articolo 228 del trattato CE, la Commissione può chiedere alla Corte di giustizia europea di comminare ammende sotto forma di una penalità giornaliera e di una somma forfettaria. Per calcolare le ammende, la Commissione tiene conto della gravità dell'infrazione, del periodo trascorso dalla precedente sentenza della Corte di giustizia e della situazione dello Stato membro di cui trattasi. All'Italia potrebbe essere imposto il pagamento di una somma forfettaria minima di 9,92 milioni di euro. Con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona, la Commissione non dovrà più inviare un parere motivato prima di adire la Corte di giustizia nelle cause ex articolo 228.

Per l'elenco dettagliato dei procedimenti di infrazione nel settore delle telecomunicazioni:

http://ec.europa.eu/information_society/policy/ecomm/implementation_enforcement/infringement/

Per l 'elenco dei procedimenti di infrazione nel settore delle telecomunicazioni riguardanti il 112:

http://ec.europa.eu/information_society/activities/ 112/docs/table_infring.pdf


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