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IP/09/ 1750

Bruxelles, 19 novembre 2009

Aiuti di Stato: la Commissione vieta le sovvenzioni sui prezzi dell'elettricità a favore di Alcoa e dispone il recupero parziale degli aiuti già concessi

Dopo un'indagine approfondita avviata nel luglio 2006 (cfr. IP/06/1038 ), la Commissione europea ha ritenuto che gli aiuti al funzionamento che l'Italia ha concesso a partire dal 2006 al produttore di alluminio Alcoa erano incompatibili con le norme del trattato CE in materia di aiuti di Stato. Le tariffe elettriche agevolate che l'Italia ha concesso ad Alcoa dal 2006 al 2010 per le sue fonderie (smelter) di alluminio in Sardegna e in Veneto contribuiscono unicamente a ridurre i costi operativi dell'azienda e non hanno altra giustificazione. Pertanto conferiscono all'azienda un vantaggio sleale sui suoi concorrenti, i quali devono operare in mancanza di tali sovvenzioni. La Commissione ha quindi chiesto all'Italia di porre fine alle sovvenzioni illegali e di recuperare da Alcoa una parte degli aiuti già versati.

Neelie Kroes, commissario responsabile per la concorrenza, ha dichiarato: "Le sovvenzioni ai prezzi che determinano prezzi energetici artificialmente bassi per determinate aziende sprecano il denaro dei contribuenti e falsano la concorrenza all'interno del mercato unico. Alcoa dovrà restituire gran parte delle sovvenzioni illegali."

Il meccanismo iniziale prevedeva che l'impresa statale di servizi ENEL avrebbe fornito elettricità ad Alcoa ad una tariffa fissa per dieci anni, ossia fino al dicembre 2005. La Commissione ha approvato questo meccanismo perché all'epoca si trattava di una normale transazione commerciale conclusa alle condizioni di mercato e quindi in assenza di aiuti di Stato.

Tuttavia, l'Italia ha modificato il meccanismo iniziale di finanziamento e ha prorogato la tariffa senza adeguarla all'andamento del mercato. La tariffa attuale non corrisponde più alle condizioni di mercato, ma costituisce un prezzo sovvenzionato, finanziato da un'imposta a carico dei consumatori di elettricità: Alcoa acquista infatti la sua elettricità dall'ENEL e lo Stato italiano rimborsa ad Alcoa la differenza tra il prezzo d'acquisto contrattuale e la tariffa storica, che è stata ritoccata solo in minima misura nel corso degli anni.

L'indagine approfondita svolta dalla Commissione ha rilevato che il meccanismo di sovvenzione ai prezzi risultante dalla modifica e dalla proroga della tariffa del 1996 ha costituito un aiuto di Stato illegale a favore di Alcoa dal 2006. L'elettricità fornita a prezzi inferiori a quelli di mercato riduce i costi operativi ordinari del beneficiario e gli consente di vendere i suoi prodotti ad un prezzo più basso oppure realizzando un margine più elevato. Pertanto conferisce al beneficiario un vantaggio sleale sugli altri produttori che non percepiscono tali aiuti. Inoltre, al caso in questione non si applica alcuna delle esenzioni previste dal trattato CE per autorizzare in via straordinaria tali aiuti al fine di raggiungere un obiettivo d'interesse comune, come ad esempio lo sviluppo regionale o la protezione ambientale.

La decisione impone quindi all'Italia di porre fine alla tariffa preferenziale e di recuperare gli aiuti già concessi . Gli aiuti a favore della fonderia in Veneto devono essere rimborsati integralmente. Per quanto riguarda invece la fonderie in Sardegna, la Commissione ha accettato che, viste le circostanze specifiche del caso, in base al principio di sana gestione debba essere recuperata solo una parte degli aiuti concessi (quelli erogati fino al gennaio 2007 per la Sardegna).

La decisione è conforme alla prassi della Commissione in ordine alle sovvenzioni sui prezzi energetici a favore di determinate aziende. Nel 2007 la Commissione ha adottato una decisione negativa corredata di richiesta di recupero per quanto riguarda una tariffa elettrica comparabile a favore delle Imprese Terni (cfr. IP/07/1727 ) .

Alcoa ha impugnato la decisione della Commissione di avviare un'indagine approfondita dinanzi al tribunale di primo grado dell'UE, asserendo che la tariffa non costituisce un aiuto di Stato, ovvero che debba essere considerata come un aiuto esistente, al quale si applicano specifiche norme in materia di aiuti di Stato. Tuttavia, il Tribunale di primo grado ha respinto la domanda presentata da Alcoa nel marzo 2009 (caso T-332/06). Per questa sentenza è in corso un appello.

La versione non riservata della decisione sarà disponibile ai numeri C 36/b/2006 e C 38/a/200 4 nel Registro degli aiuti di Stato sul sito della DG Concorrenza quando saranno risolte tutte le questioni legate alla riservatezza. Le ultime decisioni in materia di aiuti di Stato pubblicate su Internet e nella Gazzetta ufficiale sono elencate nelle e-News settimanali relative agli aiuti di Stato ( State Aid Weekly e-News ).


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