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Consumatori: il 70% dei siti web che vendono fraudolentemente suonerie è stato ripulito in seguito a un'investigazione dell'UE

European Commission - IP/09/1725   17/11/2009

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IP /09/1725

Bruxelles, 17 novembre 2009

Consumatori: il 70% dei siti web che vendono fraudolentemente suonerie è stato ripulito in seguito a un'investigazione dell'UE

Il 70% dei siti web indagati perché vendevano fraudolentemente suonerie, wallpaper e altri servizi di telefonia mobile sono stati corretti o chiusi in seguito a un'azione repressiva dell'UE in ambito consumeristico durata 18 mesi cui hanno partecipato 27 Stati membri, la Norvegia e l'Islanda. Dal giugno 2008, quando sono stati effettuati i primi controlli, 301 siti web sono stati indagati dalle autorità nazionali di forza pubblica perché sospettati di gravi violazioni della normativa consumeristica UE. Il 70% dei 301 casi investigati è stato ora risolto. Il 52% (159 siti web) è stato corretto e il 17% (54 siti web) è stato chiuso. Le tre principali problematiche riscontrate erano: formulazione dei prezzi poco chiara (ad esempio mancavano informazioni o erano incomplete), mancanza di informazioni complete sul commerciante e pubblicità fuorviante, in particolare nei casi in cui si pubblicizzavano le suonerie quali "gratuite" mentre invece il consumatore era poi tenuto a pagare un abbonamento. In Italia, a febbraio e a maggio, in seguito all'indagine a tappeto le autorità di forza pubblica hanno comminato sanzioni pecuniarie per un valore di circa 2 milioni di euro a 9 grandi società che avevano contravvenuto alla normativa.

Meglena Kuneva, Commissario UE responsabile per i consumatori, ha affermato: "Questa indagine su scala UE costituisce una risposta diretta alle centinaia di reclami provenienti da genitori e consumatori di diversi Stati membri dell'UE. Non è giusto che i giovani siano vittime di pratiche fraudolente come ad esempio le pubblicità ingannevoli che li inducono a sottoscrivere abbonamenti per suonerie che pensavano fossero gratuite. I genitori non dovrebbero trovare brutte sorprese nella bolletta del telefono quando i loro figli, per inavvertenza, si sono impegnati a versare un canone superiore a quello sul quale si erano accordati. I risultati ottenuti indicano che la cooperazione su scala europea in materia di forza pubblica può fare veramente la differenza quando si tratta di ripulire un mercato nell'interesse dei consumatori. In futuro la politica consumeristica dell'UE concentrerà i suoi sforzi su questo tipo di azione repressiva congiunta."

Il Dott. Paolo Saba, Direttore generale per la tutela del consumatore dell'Autorità italiana garante della concorrenza e del mercato (Antitrust) ha affermato: "Per l'autorità italiana garante della concorrenza questa iniziativa repressiva ha raggiunto risultati importanti nell'interesse dei consumatori che effettuano transazioni on line e transfrontaliere. I risultati ottenuti rappresentano un importante passo avanti sulla via di una protezione più efficace dei consumatori europei e di una politica di tutela dei consumatori maggiormente integrata sul piano europeo."

Il mercato

I cittadini europei possiedono più di 495 milioni di telefoni cellulari. Si stima che nel 2007 le suonerie costituissero fino al 29% del mercato complessivo dei contenuti diffusi tramite telefonia mobile ( mobile content) in Europa (con una crescita del 10% rispetto al 2006). Nel 2007 il valore delle vendite di suonerie in Europa era stimato a 691 milioni di euro.

Risultati dell'indagine a tappeto del 2008 sulle suonerie

  • Sui 301 siti investigati il 70% dei problemi che essi presentavano è stato ora risolto (159 sono stati corretti (52%) e 54 sono stati chiusi (17%) (si rinvia alla tabella nel MEMO/09/505 per le cifre relative a ciascuno Stato membro).

  • Più della metà di questi siti web era mirata specificamente sui bambini ( 54%, 163 siti web) in quanto usavano immagini dei cartoni animati attrattive per i bambini, immagini di personaggi televisivi noti o chiedevano il consenso dei genitori.

  • Molti siti web presentavano irregolarità multiple (cfr. MEMO/09/505 ).

I 3 principali problemi riscontrati nei siti web oggetto dell'indagine erano :

  • Il 41% di tutti i siti web verificati presentava certe irregolarità relative alle informazioni sul prezzo dell'offerta (124 siti su 301). Su molti siti web le informazioni relative al prezzo erano incomplete o mancavano del tutto – fino al momento in cui il consumatore riceveva la bolletta del telefono. In particolare, nel caso di un abbonamento, la parola abbonamento non era menzionata chiaramente o non era chiara la durata dell'abbonamento.

  • Il 75% di tutti i siti web controllati mancava di alcune delle informazioni necessarie per contattare il commerciante il nome del commerciante, il suo indirizzo geografico o gli estremi per contattarlo erano incompleti (225 siti su 301). Ciò è contrario alla normativa UE (le direttive sul commercio elettronico e sulle vendite a distanza (cfr. MEMO/09/505 )) che fa obbligo di palesare i dati del fornitore del servizio, compreso un indirizzo e-mail.

  • Il 35% dei siti web investigati presentava le informazioni in modo ingannevole (105 su 301). Le informazioni relative al contratto erano disponibili sul sito ma scritte in caratteri piccoli o difficili da reperire. Nel 28% dei casi di pubblicità ingannevole i servizi erano pubblicizzati in quanto "gratuiti" ingannando il consumatore che si rendeva conto soltanto dopo di dover sostenere degli oneri o di essere vincolato a un contratto di lunga durata.

L'Italia ha comminato multe sostanziose

In Italia (nel febbraio e maggio 2009) 9 società che in seguito a questa indagine a tappeto sono risultate contravvenire alla normativa si sono viste comminare multe per un valore di circa 2 milioni di euro. Le società erano Telecom Italia, Vodafone, Wind, Dada, Zed, H3G e Zeng, Fox Mobile e Tutto gratis. L'autorità italiana antitrust ha affermato che queste società dovevano essere sanzionate poiché i loro siti non fornivano informazioni chiare (ad esempio sul numero di suonerie vendute per il prezzo menzionato o sui costi delle stesse).

I prossimi passi

Le autorità nazionali si adopereranno per risolvere i casi ancora in sospeso. Il nuovo sistema di indagini a tappeto su scala UE sarà portato avanti anche nel 2009-2010, periodo nel quale sono previste diverse altre indagini a tappeto e azioni comuni.

Cfr. anche il MEMO/09/505

Per ulteriori informazioni :

http://ec.europa.eu/consumers/enforcement/sweep/mobile_phone/index_en.htm


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