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Consumatori: il 60% degli ordinativi relativi ad acquisti transfrontalieri via Internet sono respinti, segnala un nuovo studio dell'UE

Commission Européenne - IP/09/1564   22/10/2009

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IP /09/1564

Bruxelles, 22 ottobre 2009

Consumatori: il 60% degli ordinativi relativi ad acquisti transfrontalieri via Internet sono respinti, segnala un nuovo studio dell'UE

Stando a una nuova relazione della Commissione europea pubblicata in data odierna sul commercio elettronico transfrontaliero di prodotti di consumo si è riscontrata una diffusa problematica concernente il rifiuto degli ordinativi di consumatori dell'UE che tentano di acquistare on line prodotti in un altro Stato membro. Per conto della Commissione è stato avviato un ampio studio indipendente basato su acquisti tramite "clienti civetta" nell'ambito del quale acquirenti di tutta l'UE hanno tentato di acquistare una gamma di 100 prodotti popolari - ad esempio apparecchi fotografici, CD, libri, indumenti – da un commerciante transfrontaliero. Sono stati inviati più di 11 000 ordinativi di prova. Dalla ricerca è emerso che il 60% delle transazioni transfrontaliere non ha potuto essere completato dai consumatori poiché il commerciante non spediva il prodotto nel loro paese o non offriva un mezzo adeguato di pagamento transfrontaliero. La Lettonia, il Belgio, la Romania e la Bulgaria sono i paesi in cui i consumatori hanno maggiori difficoltà a fare acquisti transfrontalieri (per l'elenco completo con il piazzamento rispettivo dei paesi dell'UE-27 si rinvia al MEMO/09/475 ). Ma in tutti i paesi, tranne due, le probabilità di avere successo allorché si fa un acquisto transfrontaliero sono inferiori al 50%. È chiaro che in tal modo i cittadini perdono delle buone occasioni. In più della metà degli Stati membri il 50% o più dei prodotti poteva essere reperito a un costo inferiore del 10% (comprese le spese di trasporto) ricorrendo a un sito web di un altro paese. Inoltre il 50% dei prodotti cercati non era reperibile sui siti nazionali ed era offerto soltanto dal commerciante di un altro Stato membro. La comunicazione espone una serie di misure da adottare per ridurre il complesso contesto normativo che scoraggia le imprese dal servire i consumatori in un altro Stato membro. Inoltre, per accrescere la fiducia nel commercio on line, si procederà a esaminare nell'ambito di un forum con le parti interessate i problemi relativi alla raccolta di dati commerciali e al loro uso per elaborare un profilo dei clienti e indirizzare loro offerte.

Il Commissario Kuneva ha affermato: "I risultati di questa ricerca sono sorprendenti, disponiamo ora di fatti e cifre concreti da cui risulta in quale misura il mercato unico europeo non esista per i consumatori che si rivolgono al commercio al dettaglio on line. Migliori occasioni d'acquisto e una maggior scelta di prodotti potrebbero essere soltanto a un click di mouse per i consumatori nel nostro grande mercato europeo. Nella realtà però gli acquirenti on line si trovano ancora per l'essenziale confinati entro le loro frontiere nazionali. I consumatori europei si vedono negare la possibilità di scegliere meglio e di trovare prezzi più convenienti. I consumatori meritano un trattamento migliore. Dobbiamo semplificare il labirinto di norme giuridiche che scoraggiano i commercianti on line dall'offrire i loro prodotti in altri paesi".

"Realizzare un mercato unico digitale è una grande priorità per l'Europa" ha affermato Viviane Reding, Commissario UE responsabile per la società dell'informazione e i mass media. "Non avremo un'effettiva economia digitale fino a quando non avremo rimosso, anche per i consumatori finali, tutte le barriere che si oppongono alle transazioni on line. La questione dovrà avere priorità massima nell'ambito di tutte le iniziative politiche volte a rilanciare il progetto del mercato unico".

Il mercato del commercio elettronico

Il mercato europeo del commercio elettronico era stimato a 106 miliardi di euro nel 2006. Internet è il vettore dalla crescita più rapida per quanto concerne il commercio al dettaglio . Nel 2008 il 51% dei commercianti al dettaglio dell'UE vendeva on line.

Ma si sta allargando il divario tra il commercio elettronico nazionale e quello transfrontaliero a causa delle barriere che si frappongono agli scambi on line. Mentre in un biennio (2006-2008) la percentuale di consumatori UE che ha fatto acquisti on line è passata dal 27% al 33%, la percentuale di quelli che hanno tentato di acquistare on line qualche prodotto da un altro paese europeo segnala un ristagno (dal 6% al 7%). E soltanto il 21% dei commercianti vende attualmente a distanza in una dimensione transfrontaliera.

Però esistono chiare potenzialità per il settore . Un terzo dei consumatori dell'UE afferma che prenderebbe in considerazione la possibilità di fare acquisti on line da un altro paese dell'UE se il prodotto cercato fosse più conveniente o migliore. Inoltre un terzo dei consumatori è disposto a fare acquisti usando un'altra lingua. Il 59% dei commercianti al dettaglio è pronto ad effettuare transazioni in più di una lingua.

I "clienti civetta" : i risultati

Un test on line realizzato per conto della Commissione europea si prefiggeva di verificare quali opportunità e quali ostacoli incontrassero i consumatori che facessero acquisti on line nell'UE in una dimensione transfrontaliera. Il test ha riguardato tutte le sequenze del processo d'acquisto. Clienti civetta in tutti i paesi dell'UE hanno cercato su Internet 100 prodotti di grande consumo (CD, computer, apparecchi fotografici digitali e lavatrici) per verificare quali risparmi si potessero fare comperando oltre frontiera e quanto difficile fosse acquistare on line da un altro paese dell'UE. Complessivamente sono state effettuate circa 11 000 transazioni di prova. I risultati principali sono:

  • I consumatori possono fare risparmi sostanziali . In 13 paesi su 27 e per almeno la metà di tutti i prodotti cercati i consumatori risulterebbero in grado di trovare in un altro paese dell'UE un'offerta che costa almeno il 10% in meno rispetto alla migliore offerta nazionale (tenendo conto di tutti i costi come ad esempio la consegna nel paese in cui risiede il consumatore).

  • Access o a prodotti non disponibili sul mercato nazionale . In 13 paesi dell'UE gli acquirenti non hanno potuto trovare on line offerte nazionali relative ad almeno il 50% dei prodotti cercati, ma le hanno trovate in un altro paese dell'UE.

  • La maggior parte degli ordinativi non ha successo . In media il 61% degli ordini di merci inviati on line in un altro paese dell'UE non ha avuto successo, essenzialmente perché il commerciante rifiutava di servire il paese di residenza del consumatore o non offriva mezzi adeguati di pagamento transfrontaliero.

Gli ostacoli al commercio elettronico

La comunicazione pubblicata in data odierna illustra una strategia per affrontare le barriere che si frappongono al commercio transfrontaliero on line. Alcuni degli ambiti d'azione prioritari sono :

  • Delineare un gruppo unico e semplice di diritti per tutti i consumatori dell'UE . La proposta di direttiva sui diritti dei consumatori intende sostituire l'attuale coacervo di leggi con un gruppo unico di diritti valido in tutta l'UE che offra lo stesso grado di protezione ai consumatori riducendo nel contempo i costi amministrativi per i commercianti e offrendo loro chiarezza giuridica.

  • Incentivare le misure di attuazione transfrontaliere . Si dovrebbe continuare l'azione coordinata sotto la guida dell'UE per far rispettare il diritto consumeristico (come ad esempio le indagini a tappeto su Internet) per eradicare le pratiche illecite e accrescere la fiducia dei consumatori nel commercio transfrontaliero.

  • S emplificare le regole transfrontaliere per i commercianti al dettaglio , ad esempio per quanto concerne l'imposta sul valore aggiunto, le tasse sul riciclaggio e i diritti di copyright. Attualmente alcuni dettaglianti devono affrontare diverse autorità fiscali, regole nazionali diverse in materia di riciclaggio dei rifiuti elettronici e possono poi trovarsi a pagare diritti d'autore in diversi paesi per gli stessi prodotti. Le proposte della Commissione affrontano i primi due problemi. Per quanto concerne il prelievo di diritti si dovranno trovare in tempi celeri soluzioni pratiche.

Per ulteriori particolari si rinvia a : MEMO/09/475

Testo integrale della comunicazione :

http://ec.europa.eu/consumers/strategy/facts_en.htm#E-commerce


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