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IP/ 09/1487

Bruxelles, 8 ottobre 2009

R elazione della Commissione: è necessaria un'azione più determinata per lottare contro gli autori di spam e tutelare la sfera privata "online"

La Commissione europea ha rinnovato il suo appello ai paesi dell'UE affinché intervengano con maggiore determinazione contro le minacce che gravano sulla privacy online. Uno studio finanziato dalla Commissione e pubblicato oggi ha concluso che, sebbene negli ultimi anni la maggior parte dei paesi dell'Unione europea abbia adottato alcune misure atte a far rispettare il divieto dello spam , in particolare comminando multe agli autori, il numero di cause legali e l'importo delle sanzioni imposte varia notevolmente da paese a paese. Lo studio conferma la necessità di introdurre i miglioramenti legislativi proposti nell'ambito della riforma delle norme comunitarie in materia di telecomunicazioni ( MEMO/09/219 ): norme d'applicazione più chiare e più coerenti e sanzioni dissuasive, collaborazione transfrontaliera più efficace e assegnazione di risorse adeguate alle autorità nazionali responsabili della tutela della privacy dei cittadini "online" .

" Le cifre pubblicate oggi mostrano che vari paesi dell'UE stanno intensificando i propri sforzi per imporre il rispetto delle norme di tutela della privacy online ma noi possiamo e dobbiamo fare di più a beneficio degli utilizzatori di Internet nell'UE ," ha dichiarato Viviane Reding, commissario europeo responsabile della società dell'informazione e dei media. " Sebbene la legislazione europea vieti spam e spyware fin dal 2002, in media il 65% dei cittadini europei continua sistematicamente a ricevere comunicazioni commerciali indesiderate. Dobbiamo intensificare la lotta contro gli autori di questi messaggi e garantire che l'Unione europea adotti una normativa che preveda rigide sanzioni sia civili che penali . Mi appello ai paesi dell'UE affinché si adoperino sempre più a livello nazionale per combattere le minacce che gravano sulla vita privata degli internauti come le comunicazioni commerciali indesiderate, gli spyware e i software maligni. Se riusciamo a porre fine alla piaga dello spam in Europa daremo l'esempio ai paesi vicini e ad altre parti del mondo anch'essi responsabili delle comunicazioni indesiderate che riceviamo in Europa. "

Ecco le principali conclusioni dello studio pubblicato oggi dalla Commissione europea :

  • attualmente quasi tutti i paesi dell'UE dispongono di uno o più siti web in cui i cittadini possono reperire informazioni o presentare denuncia nel caso in cui siano vittima di spam, di spyware o di software maligni ;

  • un 'analisi di oltre 140 azioni legali di 22 Stati membri indica l'esistenza di differenze sostanziali fra il numero di cause per paese e le multe comminate. Il numero più elevato di cause è stato registrato in Spagna (39), in Slovacchia (39) e in Romania (20). Le multe più elevate sono state comminate nei Paesi Bassi (1 000 000 EUR), in Italia (570 000 EUR) e in Spagna (30 000 EUR). Tuttavia, gli autori di spam in paesi come la Romania, l'Irlanda e la Lettonia hanno ricevuto multe modeste che vanno da alcune centinaia ad alcune migliaia di euro .

  • Per combattere con successo le minacce online occorre una combinazione di prevenzione, repressione e sensibilizzazione del pubblico. Le autorità pubbliche (quali le autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni, gli enti responsabili per la protezione dei dati e la difesa dei consumatori, gli organismi di polizia e le autorità giudiziarie) devono essere investite di responsabilità chiare e disporre di procedure di cooperazione tra loro; anche i settori pubblico e privato devono collaborare. Il livello di cooperazione varia considerevolmente nei diversi paesi dell'UE. In Belgio, a Cipro, in Estonia, in Francia, in Germania, in Italia, in Lettonia, in Lituania, nei Paesi Bassi, in Romania e nel Regno Unito esistono accordi di cooperazione mentre nel Lussemburgo e a Malta, ad esempio, esiste solo una cooperazione informale .

  • Lo spam è un problema mondiale. È necessaria una maggiore cooperazione internazionale, sia all'interno dell'UE che a livello mondiale, per combattere lo spam .

  • I paesi dell 'UE devono assegnare risorse sufficienti alle autorità nazionali affinché queste possano raccogliere prove, effettuare indagini e intentare azioni legali in questo settore .

La riforma delle norme comunitarie in materia di telecomunicazioni, proposta dalla Commissione ed attualmente in fase di ultimazione in seno al Parlamento europeo e al Consiglio, offrirà le condizioni per una migliore applicazione delle norme di tutela della privacy. Una nuova disposizione delle norme UE in materia di telecomunicazioni esige che le sanzioni applicabili alle infrazioni delle legislazioni nazionali che tutelano la privacy online siano efficaci, proporzionate e dissuasive. Esso obbliga inoltre i paesi dell'UE ad assegnare le risorse necessarie agli organismi di polizia ed alle autorità giudiziarie nazionali.

Le nuove norme consentiranno anche agli enti nazionali che combattono lo spam di aderire alla rete europea delle autorità che applicano le leggi di difesa dei consumatori e le organizzazioni private, quali i fornitori di servizi Internet, avranno il diritto di intentare azioni legali contro gli autori di spam che abusano delle loro reti. Contemporaneamente, la Commissione europea sta negoziando un accordo con gli Stati Uniti sulla cooperazione transfrontaliera nell'applicazione delle leggi di difesa dei consumatori I numeri dell'industria mostrano che un messaggio commerciale indesiderato su sei proviene dagli Stati Uniti. In base al quadro normativo delle telecomunicazioni riformato, la cooperazione in materia di spam verrà inclusa nell'accordo UE-USA.

Informazi oni generali

Nel maggio 2009 la Commissione ha lanciato la eYouGuide che fornisce consigli pratici sui "diritti digitali" dei consumatori in base alla legislazione comunitaria. In questo contesto i commissari Viviane Reding e Meglena Kuneva hanno presentato la futura " Agenda digitale ", destinata ai consumatori europei, secondo cui la lotta contro lo spam è un potenziale settore d'intervento dell'UE, segnatamente mediante l'adozione di sanzioni uniformemente efficaci in tutti gli Stati membri dell'Unione europea e nei paesi vicini ( IP/09/702 ).

La collaborazione pratica fra gli organi di polizia/le autorità giudiziarie sarà discussa a Lisbona dal 7 al 9 ottobre 2009 in seno al workshop della CNSA/LAP (Contact Network of Spam Enforcement Authorities/London Action Plan ) sulla lotta allo spam .

Lo studio pubblicato og gi, contenente le valutazioni dei progressi compiuti nei singoli paesi dell'UE, contiene link con i siti web delle autorità degli Stati membri responsabili della protezione dei dati grazie ai quali è possibile a chiunque presentare denuncia per spam, spyware e software maligni:

http://ec.europa.eu/information_society/policy/ecomm/library/ext_studies/index_en.htm#2009

Flash Euro barometro sulla fiducia nella società dell'informazione:

http://ec.europa.eu/information_society/policy/nis/strategy/activities/index_en.htm

Anne x

Figures and graphics available in PDF and WORD PROCESSED
Source: Flash Eurobarometer on confidence in Information Society of May 2009, p.23

Examples of sanctions imposed at national level in the past years.

Czech Republic

  • the data protection authority imposed fines in total of around €15 000 EUR in 2007

Denmark

  • a Danish commercial court imposed a fine of around €270 000 for mobile spam

  • as a result of legal action undertaken by the Danish Consumer Ombudsman, Danish companies were fined respectively around €13 330, €2 670, €1 330, €670 and €1 330 in 2008

  • in 2009, a fine of around €3 330 has been metered out by the court to a Copenhagen nightclub for unsolicited text messages containing information about events etc. taking place at the nightclub

Finland

  • conviction for writing malicious software, including use of spyware and spam

  • sentenced to 7 months in prison, later commuted to 162 hours of community work

Germany

  • numerous cease and desists orders of district courts and higher courts threatening the defendant with administrative fines not exceeding €250 000,00, alternatively arrest for contempt not exceeding 6 months; often also conviction to pay fine of €2 500,00 for each violation of the cease and desist order

  • court orders actually imposing these fines are not publicized

Greece

  • imposition of a fine of €20 000 for sending spam to random mobile numbers

Hungary

  • in 2007, a total sum of around €6 400 was imposed

  • in 2008, this amount was 10 times higher (the maximum fine is 500.000 HUF) : one spammer was fined seven times with a total sum of fines amounting to 1.6 million HUF (around €5 333 at the time of this Study)

Ireland

  • the data protection authority applied two fines for mobile spam (one of €2 000 EUR in 2008 for sending 6 text messages)

Italy

  • in 2008, the data protection authority imposed a fine of €570 000 EUR on an SMS spammer

  • in 2004, the Naples court of peace sentenced a spammer to a fine of €1 000

  • in 2002-2003, the data protection authority issued a number of decisions ordering to stop the sending of spam

  • an Italian court of appeal sentenced a sender of malware and spyware infected e-mail to a fine of €4 280

Latvia

  • the data protection authority imposed fines in two cases for a total amount of €4 300

Lithuania

  • in 2008, the data protection authority applied administrative sanctions in 3cases; 2 of them were confirmed by the administrative court; 1 case is still pending

Poland

  • the consumer policy department ordered to cease infringement of consumer interests through spam

Romania

  • in 2008, the telecom regulator applied fines in 20 cases, ranging from €250 to €500

  • the data protection authority applied two fines for mobile spam (via SMS )

Spain

  • in 2008, the data protection authority imposed 39 fines for sending spam with a total of €85 500 as follows: € 81 100 for 34 e-mail spam cases (of which €30 000 for two serious e-mail spam cases) , €3 800 for 4 SMS spam cases and €600 for one fax spam case.

The Netherlands

  • in 2006, the telecom regulator imposed a fine of €75 000 for sending spam

  • in 2007, three Dutch companies were fined €1 000 000 for placing adware and spyware

  • in 2008, a spammer was fined €510 000


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