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Sicurezza marittima e controllo dello Stato di approdo: la Commissione chiede la corretta applicazione delle norme europee

European Commission - IP/09/1441   08/10/2009

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IP/09 /1441

Bruxelles, 8 ° ottobre 2009

Sicurezza marittima e controllo dello Stato di approdo: la Commissione chiede la corretta applicazione delle norme europee

La Commissione europea ha deciso oggi di deferire l’Italia alla Corte di giustizia europea per non aver attuato adeguatamente la normativa europea sul controllo delle navi da parte dello Stato di approdo.

La Commissione ha deciso di procedere nei confronti dell’Italia a causa della inadeguata attuazione di una direttiva 1 adottata nel 1995, le cui disposizioni sono state rafforzate a seguito dell’incidente della nave Erika. La direttiva mira a ridurre la presenza nelle acque comunitarie di navi non conformi alle norme, promuovendo l'applicazione della legislazione internazionale e comunitaria in materia di sicurezza marittima, fissando criteri comuni per il controllo delle navi da parte degli Stati di approdo e armonizzando le procedure di ispezione e immobilizzazione.

L’iniziativa della Commissione è stata avviata sulla base degli esiti di una visita di ispezione in Italia effettuata dalla Agenzia europea per la sicurezza marittima. La suddetta visita rientra in un programma di controllo della Commissione finalizzato a valutare l’attuazione pratica della direttiva nei vari Stati membri.

Nel caso dell’Italia le irregolarità riguardano il mancato addebito, da parte delle autorità italiane, dei costi di ispezione delle navi immobilizzate agli armatori e agli operatori o i loro rappresentanti.

1 :

Direttiva 95/21/CE del Consiglio, del 19 giugno 1995, relativa all'attuazione di norme internazionali per la sicurezza delle navi, la prevenzione dell'inquinamento e le condizioni di vita e di lavoro a bordo, per le navi che approdano nei porti comunitari e che navigano nelle acque sotto la giurisdizione degli Stati membri (GU L 157 del 7.7.1995, pag. 1), modificata da ultimo dalla direttiva 2002/84/CE. La direttiva 2009/16/CE (GU L 131 del 28.5.2000, pag. 57) effettua una rifusione della direttiva 95/21/CE, che verrà abrogata con effetto dal 1° gennaio 2011.


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