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La crisi evidenzia la necessità urgente di un coordinamento e una vigilanza più capillari e diffusi a livello macroeconomico nell'area dell'euro

European Commission - IP/09/1429   07/10/2009

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IP/09/1429

Bruxelles, 7 ottobre 2009

La crisi evidenzia la necessità urgente di un coordinamento e una vigilanza più capillari e diffusi a livello macroeconomico nell 'area dell'euro

L'euro ha svolto una funzione indispensabile di scudo protettivo contro le onde d'urto provocate dalla peggiore crisi economico-finanziaria del dopoguerra. La crisi ha tuttavia messo in luce anche l'importanza di affrontare – con la massima sollecitudine in quanto materia di comune interesse – i divari in materia di competitività. Secondo la dichiarazione annuale sull'area dell'euro per il 2009 questo obiettivo può essere conseguito grazie a un efficace adeguamento interno che avvii l'area dell'euro su un cammino di crescita sostenuta e equilibrata e che permetta di ripristinare la sostenibilità di lungo termine delle finanze pubbliche.

" La moneta unica si è rivelata uno scudo fondamentale durante la crisi, anche per gli Stati membri che non fanno parte dell'area dell'euro ma, da sola, non può risolvere squilibri interni ed esterni. L'area dell'euro e l'Eurogruppo devono prodigarsi maggiormente per fare delle politiche economiche e di bilancio una questione di interesse comune e per affrontare gli squilibri di competitività", ha dichiarato Joaquín Almunia, commissario per gli affari economici e monetari, che ha poi aggiunto: "l'avvio di un nuovo quadro per la crescita deciso dai leader del G20 a Pittsburgh impone all'area dell'euro di parlare efficacemente con una sola voce per garantire una solida difesa dei suoi interessi a livello mondiale".

L 'euro ha protetto l'area omonima dalle turbolenze sui tassi di cambio e di interesse, rivelatesi così perniciose durante le crisi passate, e ha inoltre svolto un ruolo importante per orientare verso sane politiche macroeconomiche gli Stati membri che perseguono attivamente l'adozione dell'euro o le cui valute sono legate allo stesso. La capacità della BCE di intervenire rapidamente in cooperazione con le principali banche centrali ha contributo alla stabilità del sistema monetario internazionale nel suo insieme.

La crisi ha tuttavia messo in luce la vulnerabilità di taluni Stati membri che hanno accumulato squilibri macroeconomici. Le stesse favorevoli condizioni macroeconomiche, che hanno facilitato in tutto il mondo l'espansione del credito, hanno consentito ad alcuni Stati membri dell'area dell'euro di finanziare una crescita economica rapida ma soggetta a squilibri crescenti, in quanto i capitali raccolti non sono stati sempre destinati agli usi più produttivi. Su un altro versante, i paesi che vantavano un avanzo delle partite correnti hanno dovuto far fronte a un immediato calo della crescita innescato dalla riduzione della domanda a livello mondiale, senza che ciò sia stato veramente compensato da un aumento della domanda interna. Il mancato completamento degli interventi in materia di consolidamento di bilancio e vigilanza finanziaria, nonché di coordinamento delle politiche economiche degli Stati membri all'interno dell'UEM, hanno ulteriormente accentuato i citati aspetti di vulnerabilità e inciso negativamente sulla capacità dell'area dell'euro di reagire alle crisi.

Il G20 pone l'area dell'euro di fronte a nuove sfide

Come già illustrato nella comunicazione della Commissione 2008 EMU@10 sui 10 anni di Unione economica e monetaria, per utilizzare al meglio le potenzialità della moneta unica i membri dell'area dell'euro devono coordinare più efficacemente le rispettive politiche macroeconomiche, estendere la vigilanza agli aspetti della stabilità macrofinanziaria e della competitività e migliorare la loro capacità di parlare con una sola voce.

La risposta a queste sfide riveste un'importanza cruciale in questa fase per garantire una transizione agevole da una ripresa ancora fragile a una crescita autonoma ed equilibrata e per riportare le finanze pubbliche nell'alveo di un percorso sostenibile. Migliorare il potenziale di crescita, anche reperendo nuove e più equilibrate fonti, e ridurre i livelli del debito lievitati a causa della crisi non sono esigenze proprie soltanto all'area dell'euro. Tuttavia, dal momento che tale area dispone di un'unica valuta e presenta gli stessi tassi di cambio e di interesse, ha un interesse maggiore a coordinare le proprie politiche; la strategia di uscita dalla crisi impone inoltre di affrontare in modo organico le cause alla base di sviluppi sul piano della competitività tra gli Stati che ne fanno parte. Una revoca – adeguatamente pianificata e coordinata – delle misure di sostegno al bilancio e alle imprese, non appena la situazione lo consenta, corredata di progetti di riforme strutturali credibili, contribuirebbe a migliorare le prospettive di stabilità dei prezzi, facilitando la messa in atto di una politica monetaria unica. Nell'essenziale il coordinamento dovrebbe concretizzarsi in un accordo sui tempi, i ritmi e la sequenza della normalizzazione delle politiche.

La dichiarazione annuale propugna inoltre una più efficace rappresentanza dell'area dell'euro negli organismi e nei forum economico-finanziari mondiali. Con il G20 ormai saldamente stabilito come nuova piattaforma per il coordinamento delle politiche economiche mondiali, deve essere riconosciuta la particolare identità economico-istituzionale dell'area dell'euro. In questo ambito l'Eurogruppo deve cercare di elaborare una posizione comune per contribuire all'attuazione del Quadro per una crescita economica solida, sostenibile ed equilibrata concordato dal G20 a Pittsburgh.

La Commissione invita gli Stati membri a dimostrare la volontà politica e la leadership per trasformare la consonanza di intenti in azione politica concertata. Il trattato di Lisbona darà, auspicabilmente, ulteriore slancio per migliorare la governance economica dell'area dell'euro, riconoscendo formalmente l'Eurogruppo e il suo presidente e rafforzando il ruolo di vigilanza della Commissione.

Gli aspetti economici sollevati nella dichiarazione annuale sono analizzati più nel dettaglio nella contestuale relazione annuale che, tra l'altro, si sofferma in modo analitico sugli interventi politici per rispondere alla crisi e sull'affermarsi del G20 come forum fondamentale per la governance economica mondiale.

http://ec.europa.eu/economy_finance/thematic_articles/article15859_en.htm


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