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IP/ 09/1428

Bruxelles, 7 ottobre 2009

La Commissione adotta relazioni nel quadro della procedura per i disavanzi eccessivi a carico di Austria, Belgio, Repubblica ceca, Germania, Italia, Slovacchia, Slovenia, Paesi Bassi e Portogallo

Viste le previsioni di disavanzo superiori al 3% nel 2009, in data odierna la Commissione europea ha adottato, nel quadro della parte correttiva del patto di stabilità e crescita, relazioni su Austria, Belgio, Repubblica ceca, Germania, Italia, Slovacchia, Slovenia, Paesi Bassi e Portogallo. Tenendo debito conto del contesto economico e degli altri fattori pertinenti, le relazioni esaminano se i disavanzi previsti per il 2009 siano prossimi al valore di riferimento e se il superamento sia eccezionale e temporaneo. La Commissione conclude che queste condizioni non sono soddisfatte da nessuno dei nove paesi. All'inizio dell'anno in corso la Commissione ha già avviato la procedura per i disavanzi eccessivi nei confronti di altri nove paesi UE (cfr. IP/09/274 e IP/09/752 ).

" La stragrande maggioranza degli Stati membri dell'UE presenterà nel 2009 un disavanzo di bilancio superiore al 3 percento del PIL a causa della crisi economica. Dobbiamo continuare a sostenere l'economia fino a quando la ripresa non si consoliderà, in linea con il piano europeo di ripresa economica. Ma è giunto anche il momento di definire strategie di uscita coordinate così che, al momento giusto, potremo iniziare a ridurre gli altissimi livelli del debito. Il patto di stabilità e crescita è sufficientemente flessibile per combinare stimoli fiscali nel breve termine con il risanamento delle finanze pubbliche nel medio termine e la sostenibilità nel lungo termine, tenendo conto dei costi dovuti all'invecchiamento della popolazione. Ma è essenziale continuare ad applicarlo rigorosamente per ancorare l'aspettativa che i disavanzi eccessivi verranno corretti in maniera ordinata" ha dichiarato il commissario europeo per gli Affari economici e monetari, Joaquín Almunia.

La crisi economica sta imponendo un pesante tributo alle finanze pubbliche nell'UE e nel resto del mondo a causa della diminuzione delle entrate e dell'aumento della spesa sociale, da una parte, e delle misure discrezionali che gli Stati membri hanno adottato in linea con il piano europeo di ripresa economica elaborato dalla Commissione, dall'altra.

Generale è il consenso tra i responsabili politici, dalla Commissione – alla quale il trattato UE assegna specifici compiti di sorveglianza di bilancio – al Consiglio europeo e al G20 che gli stimoli di bilancio erano necessari per evitare una lunga e profonda recessione e che devono essere mantenuti fino a quando non sarà assicurata una ripresa duratura.

Ma i governi hanno anche convenuto a livello più alto che vi è bisogno di ritirare il sostegno straordinario in maniera coordinata al momento giusto. A livello UE i capi di governo hanno più volte riaffermato che il patto di stabilità e crescita rimane l'elemento cardine per assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche e per ancorare "strategie di uscita".

In questo contesto, conformemente alle disposizioni dell 'articolo 104 del trattato UE, la Commissione europea ha adottato oggi relazioni di avvio della procedura per i disavanzi eccessivi nei confronti di Austria, Belgio, Repubblica ceca, Germania, Italia, Slovacchia, Slovenia, Paesi Bassi e Portogallo sulla base di disavanzi di bilancio superiori al 3% previsti nel 2009. All'inizio dell'anno in corso la Commissione ha già avviato la procedura nei confronti di altri nove paesi UE 1 che hanno registrato una situazione di disavanzo eccessivo già nel 2008. Prima che la crisi scoppiasse nell'autunno del 2008, erano state oggetto della procedura per i disavanzi eccessivi solo l''Ungheria e il Regno Unito.

Le relazioni esaminano se i previsti disavanzi dei nove paesi esaminati oggi rimangano prossimi al massimale del 3% fissato dal trattato e se siano di natura eccezionale e temporanea, nel qual caso non rientrerebbero nella definizione di "disavanzi eccessivi".

In tutti i casi in oggetto la Commissione conclude che, sebbene i livelli di disavanzo siano di natura eccezionale, in quanto sono principalmente la conseguenza di una flessione o recessione economica grave di dimensioni imprevedibili, essi non sono né prossimi al valore di riferimento né temporanei. Le relazioni si basano sulle proiezioni di bilancio comunicate alla Commissione dai paesi stessi (comunicazioni di primavera nell'ambito della procedura per i disavanzi eccessivi) e sulle previsioni di primavera della Commissione. Il passo successivo – le raccomandazioni sui termini per la correzione – terrà conto dei dati trasmessi con la comunicazione di ottobre nell'ambito della procedura per i disavanzi eccessivi e delle previsioni di autunno della Commissione.

Contesto: la procedura per i disavanzi eccessivi

Il patto di stabilità e crescita, costituito dalle disposizioni del trattato in materia e dalla regolamentazione di accompagnamento, impone alla Commissione di preparare una relazione nel caso in cui il disavanzo previsto o effettivo di uno Stato membro superi il valore di riferimento del 3%. La procedura per i disavanzi eccessivi è disciplinata dall'articolo 104 del trattato ed è stata precisata in dettaglio dal regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio. Rivisto nel 2005, il patto consente di tener conto della situazione economica nel formulare raccomandazioni sui tempi della correzione.

Le relazioni ex articolo 104, paragrafo 3, sono indirizzate al comitato economico e finanziario, che formula un parere. Tenendo conto del parere del comitato, la Commissione decide se raccomandare al Consiglio la constatazione dell'esistenza di un disavanzo eccessivo (articolo 104, paragrafi 5 e 6) e un termine per la sua correzione (articolo 104, paragrafo 7).

Le relazioni della Commissione redatte in conformità all'articolo 104, paragrafo 3, del trattato sono disponibili su internet all'indirizzo:

http://ec.europa.eu/economy_finance/thematic_articles/article 15908_en.htm

1 :

Francia, Grecia, Irlanda, Lettonia, Spagna (cfr. IP/09/274 del 18 febbraio), Lituania, Malta, Polonia e Romania (cfr. IP/09/752 del 13 maggio).


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