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Antitrust: la Commissione adotta nuovamente la decisione relativa a un cartello sui tondi per cemento armato e infligge a otto imprese italiane ammende per un importo superiore a 83 milioni di euro

European Commission - IP/09/1389   30/09/2009

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IP/09/ 1389

Bruxelles, 30 settembre 2009

Antitrust: la Commissione adotta nuovamente la decisione relativa a un cartello sui tondi per cemento armato e infligge a otto imprese italiane ammende per un importo superiore a 83 milioni di euro

La Commissione europea ha adottato nuovamente una decisione relativa a un cartello nel settore dei tondi per cemento armato in Italia, dopo che la decisione precedente (vedi IP/02/1908 ) era stata annullata il 25 ottobre 2007 dal Tribunale di primo grado per motivi procedurali. La nuova decisione infligge ammende per un importo complessivo di 83 250 000 di euro a Alfa Acciai, Ferriere Nord, Feralpi, IRO, Leali, Lucchini, Riva Fire e Valsabbia per aver partecipato al cartello in violazione dell'articolo 65, paragrafo 1, del trattato CECA, in vigore a quell'epoca. Le imprese hanno fissato diversi elementi del prezzo dei tondi, utilizzati nell'edilizia per rafforzare i pilastri ed altre strutture in cemento armato, e hanno limitato o controllato la produzione e le vendite. L'infrazione è durata dal dicembre 1989 al maggio 2000. A parte una piccola eccezione, le ammende adottate oggi sono le stesse della decisione originale.

Il commissario responsabile della Concorrenza Neelie Kroes ha dichiarato: "Con la decisione odierna, la Commissione ha dimostrato chiaramente che i partecipanti ai cartelli non possono sfuggire alle ammende per motivi procedurali".

Nel dicembre 2002 la Commissione ha condannato per la prima volta un cartello nel settore dei tondi per cemento armato in Italia e ha adottato una decisione sulla base dell'articolo 65, paragrafi 4 e 5, del trattato CECA, che autorizzava la Commissione a procedere contro le violazioni costituite da cartelli nel settore siderurgico. Il Tribunale di primo grado ha successivamente statuito che, essendo scaduto all'epoca in cui è stata adottata la decisione, il trattato CECA non poteva costituire la base giuridica per la sua adozione.

La Commissione ha pertanto adottato una nuova decisione, che riguarda la stessa infrazione ma si basa sugli articoli 7, paragrafo 1, e 23, paragrafo 2, del regolamento n. 1/2003 concernente l'applicazione delle regole di concorrenza del trattato CE (articoli 81 e 82). Queste disposizioni costituiscono il regime generale in materia di concorrenza e si applicano alle violazioni della concorrenza nel settore siderurgico dal luglio 2002, quando sono scadute le disposizioni specifiche per questo settore (trattato CECA). La Corte di giustizia lo ha confermato in due recenti sentenze 1 .

Il prodotto in questione consiste in barre tonde di acciaio nervate usate nell'edilizia per rafforzare i pilastri ed altre strutture in cemento armato.

Le otto imprese interessate producevano nel 1989 circa il 30% dei tondi per cemento armato fabbricati in Italia. Nel 2000 tale percentuale è salita a più dell'80%, visto che durante il cartello il numero delle imprese presenti sul mercato è sceso da circa 40 a meno di dodici.

Le otto imprese interessate corrispondono a tredici società italiane, a cui sono state inflitte le seguenti ammende:

Società

Riduzione in base alla comunicazione sul trattamento favorevole (in percentuale)

Riduzione in base alla comunicazione sul trattamento favorevole (in euro)

Ammenda (in euro)


Alfa Acciai S.p.A.


7 175 000


Feralpi Holding S.p.A. (ex Feralpi Siderurgica S.p.A.)


10 250 000


Ferriere Nord S.p.A.


20


890 000


3 570 000


IRO Industrie Riunite Odolesi S.p.A.


3 580 000


Leali S.p.A. e Acciaierie e Ferriere Leali Luigi S.p.A. in liquidazione, in solido


6 093 000


Leali S.p.A.


1 082 000


Lucchini S.p.A. e S.P. S.p.A. (ex Siderpotenza S.p.A.) in liquidazione, in solido


14 350 000


Riva Fire S.p.A. (ex Riva Acciaio S.p.A.)


26 900 000


Valsabbia Investimenti S.p.A. e Ferriera Valsabbia S.p.A., in solido


10 250 000

Ammende

L'importo delle ammende inflitte con la decisione odierna è praticamente identico a quello delle ammende inflitte con la decisione annullata del 2002 poiché, a parte una piccola eccezione, si tratta della stessa infrazione. L'ammenda per Lucchini è stata ridotta da 16,14 a 14,35 milioni di euro, vista la diminuzione della sua dimensione relativa rispetto al terzo destinatario della decisione per ordine di grandezza (Feralpi).

L'importo delle ammende è stato fissato in base agli orientamenti per il calcolo delle ammende del 1998. A prescindere dal carattere molto grave dell'infrazione, la Commissione ha tenuto conto delle caratteristiche specifiche del caso, che riguarda un mercato nazionale sottoposto nel periodo in questione al regime particolare del trattato CECA e nel quale le imprese destinatarie hanno rappresentato, nella prima parte dell'infrazione, una quota limitata del mercato in questione.

Le ammende inflitte a Riva e a Lucchini riflettono la loro dimensione globale, di gran lunga superiore a quella delle altre imprese interessate.

Nel quantificare l'ammenda da infliggere a Ferriere Nord si è tenuto conto di più elementi: se da un lato la sua partecipazione all'infrazione ha avuto una durata più breve rispetto a quella degli altri partecipanti al cartello, dall'altro però il fatto che l'impresa avesse già partecipato ad un cartello sul mercato della rete saldata (l'impresa è stata condannata dalla Commissione nell'agosto 1989 – vedi IP/89/627 ) ha costituito una circostanza aggravante. Infine Ferriere, l'unica impresa che ha comunicato alla Commissione informazioni utili sulle modalità di funzionamento del cartello, ha beneficiato di una riduzione del 20% dell'ammenda conformemente alla comunicazione della Commissione del 1996 sul trattamento favorevole. s

Azioni di risarcimento del danno

Le persone o imprese vittime del comportamento anticoncorrenziale descritto nel presente caso possono adire i tribunali degli Stati membri per richiedere il risarcimento dei danni subiti. Sia la giurisprudenza della Corte che il regolamento 1/2003 del Consiglio ribadiscono che, nelle cause davanti ai tribunali nazionali, una decisione della Commissione costituisce una prova acquisita del sussistere del comportamento e della sua natura illecita. Anche se la Commissione ha inflitto ammende alle imprese in questione, l'importo del risarcimento non deve necessariamente tenerne conto. La Commissione ha pubblicato un Libro bianco in materia di azioni di risarcimento del danno da violazione delle norme antitrust comunitarie (vedi IP/08/515 e MEMO/08/216 ). Ulteriori informazioni, tra cui una sintesi per i cittadini del Libro bianco, sono disponibili al seguente indirizzo:

http://ec.europa.eu/comm/competition/antitrust/actionsdamages/documents.html

Per ulteriori informazioni sull’azione della Commissione contro i cartelli, vedi MEMO/09/427 .

1 :

Sentenza del 31 marzo 2009 nella causa T-405/06, ArcelorMittal Luxembourg a. o./Commissione, punto 64, e sentenza del 1° luglio 2009 nella causa T-24/07, ThyssenKrupp Stainless AG/Commissione, punto 84.


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