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IP/09/ 1338

Bruxelles, 18 settembre 2009

Scambio di quote di emissione: gli Stati membri approvano un elenco di settori che possono dare luogo alla rilocalizzazione delle emissioni di carbonio

Gli Stati membri hanno approvato oggi un progetto di decisione in cui sono elencati 164 settori industriali che si ritiene possano dare luogo a rilocalizzazione delle emissioni di carbonio (“carbon leakage”). In base al sistema comunitario di scambio delle quote di emissione rivisto, che si applicherà a partire dal 2013, gli impianti che operano in questi settori riceveranno gratuitamente una quantità maggiore di quote di emissione dei gas serra rispetto agli altri settori industriali. La decisione finale dovrebbe essere adottata dalla Commissione europea entro la fine dell’anno dopo essere stata esaminata dal Parlamento europeo e dal Consiglio.

Il problema della rilocalizzazione delle emissioni di carbonio consiste nel rischio che le aziende attive in settori soggetti a forte concorrenza internazionale potrebbero spostarsi dall’UE in paesi terzi in cui i vincoli relativi alle emissioni di gas serra sono meno severi.

In occasione di una riunione del comitato sui cambiamenti climatici della Commissione, gli Stati membri hanno approvato un elenco di 164 settori e sottosettori che, secondo la Commissione, presentano un rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio. L’elenco si basa sui criteri dettagliati relativi ai costi della CO 2 e all’esposizione commerciale definiti nella direttiva sul sistema ETS rivisto, adottata a dicembre 2008 nell’ambito del pacchetto Clima ed energia ( IP/09/628 ).

Il progetto di decisione sarà esaminato nel corso di tre mesi dal Parlamento europeo e dal Consiglio e la Commissione dovrebbe approvarlo entro la fine dell’anno.

L’accordo internazionale per la lotta ai cambiamenti climatici, che dovrebbe essere concluso a dicembre in occasione della conferenza dell’ONU sul clima a Copenaghen, potrebbe contribuire a contenere il rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio. Per questo motivo la Commissione riesaminerà l’elenco alla luce di tale accordo e potrebbe proporre delle modifiche.

Se non saranno apportate modifiche l’elenco sarà valido per cinque anni (fino al 2014), ma nel corso di questo periodo potranno essere aggiunti dei settori. Nel periodo 2015-2019 si applicherà un nuovo elenco.

Si stima che i settori e sottosettori a rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio siano responsabili all’incirca di un quarto delle emissioni totali che rientrano nel sistema ETS comunitario e del 77% circa delle emissioni totali prodotte dall’industria manifatturiera che rientra nel sistema ETS comunitario. Una larga parte delle emissioni che rientrano nel sistema ETS è prodotta dal settore energetico, che dal 2013 non riceverà quote a titolo gratuito fatta eccezione per un’esenzione limitata volta a favorire l’ammodernamento del settore dell’elettricità in alcuni Stati membri.

Il numero effettivo di quote gratuite che saranno assegnate agli impianti industriali sarà stabilito nel 2011 sulla base di parametri di rendimento comuni che dovrebbero essere definiti entro la fine del 2010. Ai sensi della direttiva, nel 2013 i settori industriali riceveranno gratuitamente l ’80% delle emissioni stabilite e la quantità diminuirà progressivamente ogni anno fino a raggiungere il 30% nel 2020. I settori considerati esposti al rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio riceveranno a titolo gratuito il 100% delle quote. I parametri di riferimento rifletteranno il livello medio delle prestazioni del 10% degli impianti più efficienti (in termini di emissioni di gas serra) in un dato settore o sottosettore della Comunità nel periodo 2007-2008. I parametri di riferimento creeranno quindi degli ulteriori incentivi per gli impianti interessati dal sistema ETS a ridurre le emissioni ed aumentare il proprio rendimento energetico. Data la severità dei parametri di riferimento, solo gli impianti più efficienti hanno la possibilità di ricevere a titolo gratuito tutte le quote.

Nella fase preparatoria del progetto di decisione la Commissione ha condotto numerose ed estese consultazioni con le parti interessate e un buon numero di riunioni bilaterali con l’industria, le ONG, rappresentanti del mondo accademico e gli Stati membri. Il lavoro è stato svolto in stretta collaborazione tra la Direzione generale Ambiente e la Direzione generale Imprese e industria della Commissione.

Ulteriori informazioni:

Il progetto di decisione su un elenco di settori e sottosettori proposto dalla Commissione sarà disponibile sulla pagina della Commissione dedicata alla rilocalizzazione delle emissioni di carbonio:

http://ec.europa.eu/environment/climat/emission/carbon_en.htm

Direttiva ETS modificata e domande frequenti:

http://ec.europa.eu/environment/climat/emission/ets_post2012_en.htm


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