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IP/09/1185

Bruxelles, 23 luglio 2009

La Commissione propone di stanziare 494 milioni di euro a favore dell’Italia per far fronte alle co nseguenze del sisma in Abruzzo

Il Commissario europeo alla politica regionale, Paweł Samecki , ha oggi confermato la proposta della Commissione di stanziare un aiuto di 493,7 milioni di euro a favore dell’Italia, in seguito al terremoto che ha devastato l’Abruzzo lo scorso aprile.

Il Commissario Samecki, responsabile del Fondo di solidarietà, ha dichiarato: “Si tratta della catastrofe di maggiori dimensioni per la quale il Fondo di solidarietà dell’Unione Europea è chiamato a intervenire da quando venne istituito, nel 2002. La vastità del territorio colpito dal sisma, le cui conseguenze continuano a interessare la popolazione giustifica un aiuto di tale ampiezza da parte nostra. Con le autorità italiane abbiamo cercato inoltre di verificare tutte le possibilità offerte dalla Politica di Coesione per intervenire rapidamente e preparare il futuro.”

Danni ingenti

Il 6 aprile 2009, il terremoto ha causato danni molto ingenti, la morte di 300 persone e 1500 feriti. Esso ha coinvolto l’intera provincia dell’Aquila, la maggior parte dell ' Abruzzo e i territori delle province limitrofe. Il centro storico dell’Aquila è tuttora inaccessibile. Migliaia di persone hanno perduto la casa, decine di migliaia risiedono ancora nei campi e altre sono ospitate temporaneamente sulla costa adriatica. 20 000 persone si sono rifugiate all’esterno della regione. La catastrofe ha anche colpito drammaticamente l’economia dell’intera zona e ha condotto all’arresto della maggior parte delle attività economiche.

L’attivazione del Fondo di solidarietà dell’Unione europea

L’8 giugno 2009, le autorità italiane hanno presentato una richiesta d’intervento del Fondo di solidarietà dell’UE. In linea di principio, il Fondo di solidarietà può intervenire solo a partire da una determinata soglia che, per l’Italia, è di 3,4 miliardi di euro di danni. I danni diretti causati dal sisma sono stati valutati a 10,2 milliardi di euro.

Per effettuare il pagamento, la Commissione dovrà poi chiedere all’autorità di bilancio ( il Parlamento europeo e il Consiglio dell’UE) di adottare un bilancio rettificativo a integrazione del bilancio comunitario.

L’aiuto dell'UE servirà a finanziare i provvedimenti più urgenti: sistemazione provvisoria dei sinistrati, riparazione delle infrastrutture essenziali (centrali elettriche, reti idriche, strade) e lo sgombero dei terreni e dei villaggi devastati. Dall’intervento sono esclusi i danni privati.

Altre risorse disponibili

Il programma regionale dell'Abruzzo, cofinanziato dai fondi strutturali nel periodo 2007-2013 e dotato di un bilancio di 140 milioni del Fondo europeo di sviluppo regionale (FEDER) è stato modificato per indirizzare parte dell’aiuto verso la ricostruzione (v. MEMO/08/447 ). 83 milioni di euro circa saranno perciò dedicati specificamente a provvedimenti a lungo termine, dato che la ricostruzione durerà probabilmente almeno 10 anni:

  • Ripresa delle attività economiche : aiuto alle piccole e medie imprese (PMI) in tutti i settori: ricostruzione edilizia e delle attrezzature, rimborso parziale delle scorte distrutte;

  • Riatt ivazione degli edifici pubblici della città dell’Aquila : infrastrutture, ricostruzione del patrimonio culturale …

  • Coesione sociale e azioni a favore della gioventù : nel quadro di azioni a favore dello sviluppo urbano, le associazioni sportive e culturali saranno aiutate in modo da riuscire ad animare e a trattenere i 27 000 studenti che per la regione rappresentano un importante fattore economico;

        • Promozione del turismo nelle zone di montagna per ridare dinamismo all’economia locale.

Inoltre, a titolo eccezionale, la data limite per presentare alla Commissione le richieste di sovvenzione per il precedente programma dell'Abruzzo (2000-2006) è stata prorogata dal 30 giugno 2009 al 30 giugno 2010. Ciò darà un margine di flessibilità alla regione per utilizzare “fino all’ultimo euro” l’investimento del FEDER, pari a 193 milioni di euro ( IP/09/738 ).

Nota per i redattori

Istituito nel 2002, il Fondo di solidarietà dell’UE (FSUE) elargisce aiuti urgenti agli Stati membri e ai paesi che stanno negoziando l’adesione alla UE che siano colpiti da catastrofi naturali gravi. La sua dotazione annua à pari a 1 miliardo di euro.

L’Italia ha beneficiato di un aiuto del Fondo di solidarietà dell’UE in circostanze simili in seguito alla serie di terremoti nel Molise e in Puglia nel 2002. Il paese ottenne allora un aiuto di 30,8 milioni di euro.

Per ulteriori informazioni:

http://ec.europa.eu/regional_policy/funds/solidar/solid_it.htm

Annex: general information on EU Solidarity Fund (see also MEMO/05/111 )

ANNEX

GENERAL INFORMATION

Bruxelles, giugno 2009

Il Fondo di solidarietà dell'Unione europea (FSUE)

  • 1. L'attuale FSUE

Contesto : l'FSUE è stato creato in risposta alle gravi inondazioni che hanno colpito l'Europa centrale nell'estate del 2002. Il regolamento dell'FSUE 1 è entrato in vigore il 15 novembre 2002. Gli Stati membri e i paesi in via di adesione possono richiedere un sostegno finanziario in caso di catastrofe naturale grave.

Caratteristiche : l'FSUE è uno strumento relativamente semplice in termini amministrativi. Le sue principali caratteristiche sono:

  • Nel caso di una " catastrofe grave " vi è un unico criterio di ammissibilità (danni per un importo che va al di là di una soglia determinata).

  • Soltanto in casi eccezionali il Fondo può intervenire per aiutare una " regione colpita da una catastrofe straordinaria " nel qual caso devono essere soddisfatti tre criteri specifici.

  • Sempre in casi eccezionali l'FSUE può anche intervenire in uno Stato membro o in uno Stato con cui sono in corso i negoziati di adesione se detti Stati hanno risentito della stessa catastrofe grave che ha colpito un altro Stato ammissibile. In tal caso non si applicano criteri specifici.

  • La sovvenzione è versata immediatamente in un'unica rata senza che vi sia un requisito di programmazione o di cofinanziamento.

  • Poiché il finanziamento dell'FSUE avviene al di fuori del normale bilancio dell'UE , la Commissione non può decidere da sola di erogare un'assistenza finanziaria ma deve proporre alle autorità di bilancio (il Consiglio e il Parlamento europeo) di mobilitare il Fondo. La sovvenzione può essere versata soltanto una volta che le risorse siano state rese disponibili applicando la procedura di bilancio.

  • L'FSUE è uno strumento di rifinanziamento estremamente efficiente per le operazioni di emergenza che fanno seguito a una catastrofe. La sovvenzione, una volta versata, può servire a rifinanziare misure di emergenza a decorrere dal giorno stesso in cui è avvenuta la catastrofe.

  • Questo strumento è scambiato a volte per uno strumento di risposta rapida , compito per il quale non è stato concepito.

Assistenza : l'FSUE eroga un sostegno finanziario per misure d'emergenza nel caso di una catastrofe naturale grave, vale a dire in caso di danni diretti superiori a 3 miliardi di euro a prezzi 2002 (importo che nel 2009 corrisponde a 3,4 miliardi di euro) o allo 0,6% del reddito nazionale lordo del paese colpito, sulla base di quello dei due importi che è il più basso). In casi eccezionali il Fondo può essere attivato anche se non viene raggiunta la soglia: 1) qualora un paese limitrofo sia colpito dalla stessa catastrofe grave che ha devastato un altro paese ammissibile; 2) qualora la maggior parte della popolazione di una regione specifica sia colpita da una catastrofe con profonde e durevoli ripercussioni sulle condizioni di vita dei cittadini. In linea di principio i pagamenti a titolo del Fondo si limitano a finanziare le misure d'emergenza intraprese dalle autorità pubbliche al fine di mitigare i danni non assicurabili (ad esempio servizi di soccorso, ripristino delle infrastrutture, misure provvisorie di alloggio, ripulitura, misure di protezione immediata del patrimonio culturale, ecc.). I danni privati e le perdite di reddito, anche quelli che interessano il settore agricolo, non sono sovvenzionabili.

Bilancio annuale : la Commissione decide l'importo delle singole sovvenzioni e propone all'autorità di bilancio la sua mobilitazione. Il bilancio massimo annuale che è possibile mobilitare è pari a 1 miliardo di euro. Tuttavia l'importo reale impegnato varia da un anno all'altro a seconda del numero di catastrofi (attualmente si va da 728 Mio EUR mobilitati nel 2002 e 19 Mio EUR mobilitati nel 2008). L'importo disponibile annualmente per disastri straordinari su scala regionale è limitato al 7,5% del bilancio annuale dell'FSUE (75 milioni di euro).

Importo della sovvenzione : un paese colpito da una catastrofe riceve un tasso ridotto di contributo pari al 2,5% per la parte di danno inferiore alla soglia dello 0,6% dell'RNL ovvero 3,4 miliardi di euro e un tasso superiore pari al 6% per la parte di danno che supera tale soglia. Ciò fa sì che, per lo stesso ammontare di danni, i paesi relativamente più poveri ricevano un aiuto più sostanzioso in termini assoluti rispetto ai paesi più ricchi.

Procedura : le autorità nazionali del paese colpito possono presentare alla Commissione una domanda entro dieci settimane dal verificarsi del primo danno (la Commissione non può prendere l'iniziativa). La Commissione esamina quindi la domanda e decide se attivare l'FSUE e stabilisce l'importo della sovvenzione ritenuto appropriato proponendone la mobilitazione all'autorità di bilancio. La sovvenzione è versata in una rata unica dopo la firma di una convenzione di attuazione tra la Commissione e lo Stato beneficiario.

Risultati (a tutto il giugno 2009): dal 2002 la Commissione ha ricevuto 65 domande di assistenza finanziaria a titolo del Fondo, 30 delle quali, essenzialmente per disastri gravi, sono sfociate nella concessione di sovvenzioni per un totale di più di 1,5 miliardi di euro (due grandi casi sono ancora pendenti).

  • 2. Proposta di regolamento FSUE riveduto

Nell'aprile 2005 la Commissione ha presentato al Parlamento e al Consiglio la sua proposta per una revisione del regolamento del Fondo di solidarietà i cui elementi fondamentali sono:

  • un campo di applicazione più ampio in modo da consentire alla Comunità di reagire alle catastrofi anche non naturali,

  • l'erogazione di anticipi per accelerare il tasso di risposta e la visibilità del sostegno dell'Unione,

  • semplificazione , introducendo criteri chiari per l'attivazione del Fondo (abbassamento della soglia relativa alle catastrofi gravi abbandonando nel contempo i criteri di eccezionalità).

La proposta è stata ricevuta con grande favore dal Parlamento europeo ma rimane bloccata in seno al Consiglio. Per il momento però la Commissione non intende ritirare la proposta nell'eventualità che un cambiamento del clima politico possa rivitalizzarla in tempi brevi.

1 :

Regolamento (CE) n. 2012/2002 del Consiglio che istituisce il Fondo di solidarietà dell'Unione europea.


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