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IP/09/1175

Bruxelles, 22 luglio 2009

La Commissione europea propone di semplificare la gestione dei fondi europei per aiutare le regioni a far fronte alla crisi

La Commissione europea presenta oggi un progetto destinato a semplificare alcune regole di gestione della politica di coesione. Nel contesto della crisi attuale l’obiettivo è quello di stimolare l’economia europea migliorando le condizioni per consentire alle regioni di lanciare un numero maggiore di progetti. Nel quadro delle misure "anticrisi", la Commissione potrà rimborsare il 100 % dei costi dichiarati dagli Stati membri per i progetti finanziati dal Fondo sociale europeo (FSE) nel 2009 e nel 2010.

Il Commissario responsabile per la Politica regionale, Pawel Samecki ha dichiarato: "Queste nuove misure hanno lo scopo di dar man forte alle regioni d'Europa per aiutarle a sollevarsi più rapidamente. Si tratta di far fronte alla situazione attuale continuando nello stesso tempo ad accelerare l'attuazione della nostra politica a lungo termine e a facilitare la gestione dei fondi".

Vladimír  Š pidla, Commissario responsabile per l'Occupazione, gli affari sociali e le pari opportunità, responsabile del Fondo sociale europeo (FSE), ha aggiunto: "Visto il rapido aumento della disoccupazione in Europa in un momento in cui la situazione di bilancio degli Stati è difficile, gli Stati membri devono essere in grado di utilizzare il FSE in modo completo. Un rimborso totale nel quadro del FSE è quindi di importanza fondamentale per sostenere i cittadini in questo periodo di crisi. Tali misure eccezionali sono l'espressione della solidarietà europea verso le persone più vulnerabili ".

Le modifiche annunciate oggi hanno lo scopo di facilitare la messa in opera dei 455 programmi della politica di coesione previsti per gli anni 2007-2013, e che rappresentano un investimento totale di 347 miliardi di euro, ovvero più di un terzo del bilancio comunitario. Si tratta di accelerare i flussi d'investimento destinati in particolare ai responsabili di progetti e ai cittadini più colpiti dalla crisi nelle regioni europee.

Si tratta anche di tener conto dell'impatto della crisi sulle finanze pubbliche degli Stati e delle regioni, che incontrano difficoltà per apportare un finanziamento complementare agli investimenti europei. In particolare la Commissione osserva un avvio lento dei grandi progetti d'infrastrutture.

Le modifiche introdotte chiarificano alcune regole e semplificano la gestione quotidiana dei fondi europei. Ecco una presentazione delle principali misure:

  • nel 2009 e 2010, nel quadro delle misure anticrisi, la Commissione potrà rimborsare il 100 % su richiesta degli Stati membri dei costi pubblici dichiarati dagli Stati membri per i progetti finanziati dal FSE. In pratica gli Stati non saranno tenuti a partecipare con un cofinanziamento nazionale e ciò permetterà di accelerare la realizzazione di progetti di sostegno all'occupazione. Tale opzione non rimette in causa la ripartizione dei fondi tra gli Stati membri, né il bilancio totale dei fondi, e nemmeno l'obbligo da parte degli Stati membri di fornire un cofinanziamento in seguito.

  • La Commissione propone di costituire un'unica categoria di «  grandi progetti  ». In precedenza la Commissione approvava tutti i progetti il cui costo totale superava i 25 milioni di euro per l’ambiente e i 50 milioni per gli altri settori. La soglia per l'approvazione del progetto è fissata ora a 50 milioni di euro per tutti i settori. I progetti del settore ambientale per un importo inferiore potranno avere inizio più rapidamente.

  • Le norme relative ai progetti « generatori di entrate » (ad esempio le autostrade a pagamento o i progetti che implicano l'affitto o la vendita di terreni) sono anch'esse semplificate per ridurre gli oneri amministrativi degli Stati membri.

  • I programmi della politica di coesione potranno essere modificati più semplicemente dagli Stati membri per tener conto delle nuove realtà sul campo. Peraltro alcune disposizioni che riguardano l’obbligo di mantenere gli investimenti su una durata di cinque anni non saranno applicabili alle imprese che fanno fallimento.

  • Gli investimenti nei settori collegati all'efficacia energetica e all'utilizzo delle energie rinnovabili nell'edilizia saranno stimolati visto il loro importante potenziale di crescita e d'occupazione.

  • La Commissione propone una modifica che ha lo scopo di aumentare la flessibilità per quanto riguarda regole di disimpegno. Ad esempio il contributo finanziario per un progetto importante sarà in linea di principio protetto dal momento in cui lo Stato membro presenta il progetto alla Commissione. Attualmente i finanziamenti non sono protetti che a partire dal momento in cui la Commissione approva il progetto.

  • Il FESR potrà sostenere il restauro o la costruzione di alloggi a favore delle comunità che devono confrontarsi con l'esclusione sociale, in particolare i Rom, sia nelle zone rurali che nelle zone urbane. In precedenza la costruzione di alloggi non era ammissibile al FESR e solo gli alloggi in zona urbana potevano essere oggetto di restauro.

  • Gli Stati membri e il Parlamento europeo hanno chiesto con insistenza una gestione semplificata della politica di coesione, in particolare nel contesto della crisi. Dovranno pronunciarsi sulle misure presentate oggi.

Numerose altre iniziative sono state prese dall'inizio della crisi nel quadro del piano europeo di ripresa economica:

http://ec.europa.eu/regional_policy/funds/recovery/

L’Unione europea affronta la dimensione sociale della crisi economica:

http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=fr&catId=736


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