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IP/09/1034

Bruxelles, 25 giugno 2009

La Commissione intraprende un'azione legale contro l'Italia a motivo di un'età pensionistica che crea discriminazione

La Commissione europea ha deciso di adire le vie legali contro l'Italia perché questa non si è adeguata a una sentenza della Corte di giustizia europea (CGE) relativa alle differenze nell'età pensionistica dei funzionari pubblici maschi e femmine. In forza dell'articolo 228 del trattato CE la Commissione invierà all'Italia una "lettera di costituzione in mora" in relazione all'omissione da parte dell'Italia di applicare una sentenza dell'anno scorso della Corte di giustizia la quale statuiva che le vigenti disposizioni italiane violavano il principio della parità retributiva per gli uomini e le donne.

" La parità retributiva per le donne e gli uomini è un principio di base dell'UE, ma più di sette mesi dopo che la Corte di giustizia si è pronunciata tacciando di discriminatorio il regime pensionistico dei funzionari pubblici italiani le autorità italiane non hanno ancora agito" ha affermato V ladimír Špidla, commissario responsabile per le pari opportunità. "L'Italia deve adeguare la sua legislazione alla sentenza della Corte nei tempi più brevi possibili altrimenti rischia un'ulteriore azione legale" ha aggiunto il commissario.

Il 13 novembre 2008, la CGE si è pronunciata contro l'Italia poiché, in base alle leggi italiane, i funzionari pubblici hanno diritto a ricevere la pensione di vecchiaia a età diverse a seconda se siano uomini o donne.

Nell'ambito del regime pensionistico gestito dall' INPDAP (Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell'amministrazione pubblica) l'età generale della pensione per gli uomini è fissata a 65 e per le donne a 60 anni. La Corte ha fatto proprio l'argomento della Commissione che tale regime fosse discriminatorio e contrario all'articolo 141 del trattato CE sul principio della parità di retribuzione tra lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso femminile poiché una pensione da lavoro versata da un datore di lavoro a un ex dipendente costituisce una retribuzione ai sensi dell'articolo 141. Il 1° febbraio 2007 la Commissione ha avviato un procedimento contro l'Italia 2007.

Contesto

L'articolo 228 del trattato CE statuisce che uno Stato membro è tenuto a prendere tutti i provvedimenti necessari per conformarsi a una sentenza della Corte che stabilisca come detto Stato abbia mancato a uno degli obblighi ad esso incombenti in virtù del diritto comunitario. Ove ciò non avvenga la Commissione può aprire nuove procedure d'infrazione. Nel presente caso la Commissione ha constatato che, più di sette mesi dopo la sentenza relativa alla causa C-46/07, l'Italia deve ancora attivarsi per conformarsi alla pronuncia della Corte. La Commissione ha quindi deciso di aprire una nuova procedura d'infrazione per mezzo di una lettera di costituzione in mora che lascia all'Italia due mesi di tempo per presentare le sue osservazioni.

Per ulteriori informazioni

Sentenza della Corte di giustizia europea del 13 novembre 2008 nella causa C-46/07:

http://curia.europa.eu/jurisp/cgi-bin/form.pl?lang=FR&Submit=Rechercher$docrequire=alldocs&numaff=C-46/07&datefs=&datefe=&nomusuel=&domaine=&mots=&resmax=100

La parit à fra i sessi nell'UE

http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=418&langId=it


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