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Sistema di monitoraggio del traffico navale e d’informazione: la Commissione interviene nei confronti dell'Italia

European Commission - IP/08/888   05/06/2008

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IP/08/888

Bruxelles, 5 giugno 2008

Sistema di monitoraggio del traffico navale e d’informazione: la Commissione interviene nei confronti dell'Italia

La Commissione europea ha inviato oggi un parere motivato all'Italia in quanto lo Stato membro non ha recepito correttamente nel diritto nazionale la legislazione UE relativa al sistema di monitoraggio del traffico navale nelle acque comunitarie, che ha l'obiettivo di aumentare la sicurezza in mare e di ridurre le conseguenze degli incidenti. L'invio di un parere motivato è l'ultima fase prima del deferimento formale alla Corte di giustizia.

La Commissione ha deciso di procedere nei confronti dell'Italia perché lo Stato membro non ha adeguatamente recepito una direttiva[1] finalizzata a incrementare la sicurezza del traffico marittimo, migliorando gli interventi di risposta delle autorità competenti in caso di incidenti e di altre situazioni potenzialmente pericolose in mare e contribuendo in tal modo a rafforzare l’opera di prevenzione e di rilevamento dell’inquinamento causato dalle navi.

La direttiva, che è parte integrante del secondo pacchetto marittimo adottato dopo l’incidente della petroliera Erika, istituisce l’obbligo di notifica alle autorità marittime, in particolare per le navi che trasportano merci pericolose o inquinanti. La direttiva prevede anche il monitoraggio delle navi pericolose e l’intervento in caso di incidenti in mare. In questo contesto impone agli Stati membri l’obbligo di predisporre piani per l’assistenza alle navi in difficoltà che si trovano nelle loro acque costiere. Tra le ragioni per le quali la Commissione ritiene che la legislazione italiana non recepisca correttamente la direttiva figura il campo di applicazione ridotto di alcune disposizioni (ad esempio, l'esenzione degli armatori e delle navi di stazza lorda inferiore a 300 tonnellate dagli obblighi della direttiva). La Commissione nutre inoltre dubbi sulle disposizioni della legislazione italiana in materia di "Voyage Data Recorders" (dispositivi di registrazione dei dati di navigazione) e di applicazione.

Recentemente le autorità italiane hanno adottato un testo che consente loro di apportare le necessarie misure correttive; dette misure, tuttavia, non sono state ancora notificate alla Commissione.


[1] Direttiva 2002/59/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 giugno 2002, relativa all'istituzione di un sistema comunitario di monitoraggio del traffico navale e d'informazione (GU L 208 del 5.8.2002, pag. 10).


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