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IP/08/218

Bruxelles, 13 febbraio 2008

Aiuti di stato: la Commissione deferisce l'Italia alla Corte di giustizia per il mancato recupero degli aiuti illegali concessi a Nuova Mineraria Silius e per l'elusione della decisione della Commissione in materia

La Commissione europea ha deciso di avviare un procedimento dinanzi la Corte di giustizia europea per la mancata esecuzione, da parte dell'Italia, della decisione del 21 febbraio 2007 in cui la Commissione ingiungeva all'Italia di recuperare aiuti per 98,36 milioni di euro concessi illegalmente dalla Regione autonoma della Sardegna all'impresa Nuova mineraria Silius SPA (cfr. IP/07/224).

Il commissario alla concorrenza Neelie Kroes ha affermato che la Commissione "intende agire con grande fermezza nei confronti degli Stati membri che non eseguono le sue decisioni in materia di aiuti di Stato. Questa fermezza è essenziale per evitare distorsioni della concorrenza".

Nel febbraio 2007 la Commissione ha dichiarato che gli aiuti per 98,36 milioni di euro concessi dalla Regione autonoma della Sardegna (RAS) alla società Nuova Mineraria Silius, interamente di proprietà della stessa RAS, sono incompatibili con le disposizioni del trattato CE in materia di aiuti di Stato e devono essere recuperati. La Commissione ha constatato che già dal 1997 la RAS ha trasferito ogni anno alla Nuova Mineraria Silius fondi pubblici destinati a coprirne le perdite ricorrenti, mantenendo in attività una società che altrimenti sarebbe fallita. Non essendo intervenuta alcuna ristrutturazione della società, le misure costituiscono aiuti illegali al funzionamento, che avvantaggiano indebitamente l'impresa beneficiaria rispetto alle concorrenti che non fruiscono di aiuti.

Nel frattempo l'assemblea della Nuova Mineraria Silius ha deciso di avviare la procedura fallimentare secondo la legislazione italiana. Per di più la RAS ha offerto la concessione della miniera Genna Tres Montis, precedentemente gestita dalla Nuova mineraria Silius, alla nuova impresa Fluorite di Silius SpA (FdS), anch'essa interamente di proprietà della Regione, e ha trasferito a FdS tutti i lavoratori e una parte dei beni della Nuova Mineraria Silius. La Commissione ha motivo di ritenere che la creazione di FdS comporti il conferimento di ulteriori fondi pubblici in violazione dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE, e ha quindi avviato, in data 11 dicembre 2007, un'indagine formale a norma dell'articolo 88, paragrafo 2, dello stesso trattato (cfr IP/07/1891).

A un anno dalla decisione della Commissione, l'Italia non ha ancora recuperato gli aiuti illegali e incompatibili, e le misure che ha sinora adottato non hanno prodotto risultati immediati ed effettivi. La Commissione ha inoltre ritenuto che il modo in cui è stata creata e gestita Fluorite di Silius, nonché la logica economica dell'operazione, costituiscano un ostacolo al processo di recupero degli aiuti e configurino un'elusione della decisione della Commissione in merito allo stesso recupero. La Commissione ha pertanto concluso che l'esecuzione della sua decisione di recupero da parte dell'Italia non è stata soddisfacente.

La severità di questa impostazione è in linea con il Piano di azione in materia di aiuti di Stato, presentato nel giugno 2005, il cui obiettivo era garantire l'efficacia e la credibilità del controllo degli aiuti di Stato nel quadro dell'attuazione delle decisioni della Commissione (cfr. IP/05/680 e MEMO/05/195).

Ulteriori informazioni su questo caso saranno fornite, sotto il numero CR 16/2006, nel registro degli aiuti di Stato (State Aid Register), sul sito Internet della DG Concorrenza. Il bollettino elettronico di informazione settimanale in materia di aiuti di Stato (State Aid Weekly e-News) riporta le ultime decisioni in materia di aiuti di Stato pubblicate su Internet e nella Gazzetta Ufficiale.


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