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La Commissione presenta le diverse opzioni di una strategia comunitaria di lotta alle specie invasive

European Commission - IP/08/1890   05/12/2008

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IP/08/1890

Bruxelles, 5 dicembre 2008

La Commissione presenta le diverse opzioni di una strategia comunitaria di lotta alle specie invasive

La Commissione europea ha presentato una serie di opzioni per l'elaborazione di una strategia di lotta contro le specie alloctone che minacciano la biodiversità in Europa. Le specie invasive costituiscono una grave minaccia per piante e animali autoctoni europei. Ad esempio le coccinelle del Regno Unito rischiano l'estinzione a causa della coccinella asiatica e così avviene anche per le farfalle e altri insetti. Le specie invasive possono perturbare la flora e la fauna locali e non solo causare gravi danni alla natura e alla salute umana, ma avere anche ripercussioni economiche considerevoli. La lotta contro le specie invasive e la riparazione dei danni che esse causano rappresentano un costo per l'economia europea stimato ad almeno 12 miliardi di euro ogni anno. Anche se alcuni paesi dell'Unione europea hanno adottato una normativa di protezione della biodiversità a livello nazionale, non esiste un approccio armonizzato nell'Unione europea. La comunicazione propone una serie di opzioni politiche per un approccio coordinato e una serie di misure da porre in essere immediatamente come, in particolare, un sistema di allarme precoce su scala europea che permette di segnalare la comparsa di specie nuove ed emergenti.

Il Commissario europeo per l'ambiente, Stavros Dimas, ha dichiarato al riguardo: "Le specie invasive costituiscono una grave minaccia per la biodiversità. Non è possibile arrestare la perdita di biodiversità nell'UE senza affrontare il problema di questi ospiti indesiderati. Data la rapidità di insediamento e diffusione di queste specie, le misure adottate da un solo Stato membro possono non avere alcun effetto se i paesi confinanti non agiscono o non reagiscono in modo coordinato. Le conseguenze ecologiche, economiche e sociali della diffusione di specie invasive nei paesi dell'Unione europea sono gravi e richiedono una risposta armonizzata."

Il problema delle specie invasive

Le specie invasive sono state portate in Europa accidentalmente o intenzionalmente per tutta una serie di motivi, legati ad esempio all'agricoltura e alla silvicoltura. La costante crescita degli scambi commerciali e delle attività di trasporto a livello internazionale ed europeo e l'inarrestabile circolazione delle persone in tutto il mondo non fa che accrescere il numero di queste specie.

La nutria e il topo muschiato, entrambi portati in Europa dalle Americhe per la loro pelliccia, sono ormai insediati in tutta Europa e causano danni notevoli a dighe, canali e sistemi di irrigazione e di protezione dalle inondazioni. Una delle specie invasive più celebri è la cozza zebra che, oltre ad avere un impatto ecologico rilevante, provoca gravissimi problemi alle industrie ostruendo le tubature di adduzione dell'acqua.
Il progetto DAISIE[1], finanziato nell'ambito del Sesto programma quadro per la ricerca dell'UE, ha individuato la presenza in Europa di 10 822 specie alloctone, il 10-15% delle quali avrà con tutta probabilità un impatto economico o ecologico negativo. Le isole remote ad elevata biodiversità sono particolarmente vulnerabili alle invasioni, che possono inoltre avere un impatto enorme sui mezzi di sostentamento, la cultura e le opportunità economiche locali.

Metodi utilizzati oggi per combattere le specie invasive in Europa
Le politiche e le normative comunitarie esistenti, in particolare quelle che disciplinano la natura, la salute delle piante e degli animali, il regime delle acque e gli scambi commerciali, costituiscono già una soluzione parziale del problema delle specie invasive. Non esiste tuttavia un'armonizzazione né coerenza di approccio da parte dei paesi confinanti per sorvegliare e tenere sotto controllo le specie invasive e le loro ripercussioni sulla biodiversità europea.

La necessità di un'azione coordinata è stata espressa ai più alti livelli politici e l'impegno di adottare una strategia comunitaria figura nel piano di azione dell'UE per arrestare la perdita di biodiversità entro il 2010 e oltre questa data.
Nel corso dell'anno la Commissione ha avviato una consultazione pubblica per raccogliere suggerimenti sul modo di affrontare efficacemente questo problema a livello dell'UE.

Opzioni nell'ambito della strategia comunitaria sulle specie invasive

La Commissione propone una serie di possibili opzioni. La prima prevede di massimizzare il ricorso alla normativa vigente abbinandola a misure di tipo volontario Quest'approccio implicherebbe lo svolgimento di valutazioni del rischio tramite organismi esistenti, come l'Autorità europea per la sicurezza alimentare. Le misure volontarie proposte comprendono l'esecuzione di controlli regolari alle frontiere da parte degli Stati membri e la redazione di codici di condotta volontari per incoraggiare il comportamento responsabile di dettaglianti e consumatori.

La Commissione propone l'immediata costituzione di un sistema di allarme precoce e di informazione per segnalare la comparsa di specie nuove ed emergenti. Questa proposta è in linea con un approccio in tre tappe, approvato a livello internazionale, basato sulla prevenzione, sul rilevamento precoce e l'eradicazione e su misure di controllo e contenimento.

Un'altra opzione è quella di modificare la normativa in vigore ampliandola ad una gamma più vasta di organismi potenzialmente invasivi. Quest'opzione prevede la possibilità di estendere anche l'elenco delle specie vietate ai sensi del regolamento sul commercio della flora e della fauna selvatiche.

L'ultima opzione è quella di sviluppare un nuovo quadro normativo per combattere le specie invasive con procedure di valutazione e intervento indipendenti. Si potrebbe costituire anche un'agenzia specifica incaricata degli aspetti tecnici e prevedere procedure di allarme precoce e di sorveglianza obbligatorie, insieme a meccanismi di reazione efficaci.

Le prossime tappe

La Commissione terrà conto delle reazioni dei soggetti interessati e delle altre istituzioni dell'UE in sede di finalizzazione della proposta di strategia europea che intende presentare nel 2010.

Per ulteriori dettagli invitiamo a visitare il sito:

http://ec.europa.eu/environment/nature/invasivealien/index_en.htm

http://www.tvlink.org/home.cfm?dg=env


[1] DAISIE (Delivering Alien Invasive Species Inventories for Europe), www.europe-aliens.org


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