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IP/08/1632

Bruxelles, 5 novembre 2008

La Commissione propone di rafforzare la protezione degli animali utilizzati negli esperimenti scientifici

La Commissione europea ha presentato oggi una proposta volta a rafforzare, in linea con il protocollo dell'Unione europea sul benessere degli animali, la protezione degli animali ancora utilizzati nel quadro delle procedure scientifiche, a garantire all'industria parità di condizioni su tutto il territorio comunitario e a migliorare la qualità della ricerca condotta nell'UE. Le nuove disposizioni contribuiranno inoltre a limitare il più possibile il numero di animali utilizzati a fini sperimentali.

Il commissario europeo per l'ambiente, Stavros Dimas, ha dichiarato al riguardo: "È di cruciale importanza mettere fine agli esperimenti sugli animali. La ricerca scientifica deve fare il possibile per trovare metodi alternativi e, in assenza di tali metodi, la situazione degli animali ancora impiegati per esperimenti deve essere migliorata."

Una revisione quanto mai necessaria

L'obiettivo della proposta della Commissione è di rafforzare la normativa comunitaria in vigore sulla protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali, in particolare richiedendo che vengano svolte valutazioni etiche prima di autorizzare progetti in cui vengono impiegati animali e stabilendo requisiti minimi per quanto concerne l'alloggio degli animali e le cure ad essi prodigate.

La direttiva proposta include nel suo campo di applicazione gli animali utilizzati nella ricerca di base, nell'istruzione e nella formazione. Essa riguarda tutti i vertebrati vivi non umani nonché alcune altre specie in grado di avvertire il dolore. L'utilizzo di primati non umani è soggetto a restrizioni. La proposta introduce inoltre il divieto di utilizzare scimmie antropomorfe - scimpanzé, bonobo, gorilla e orangutan - nelle procedure scientifiche. L'impiego di tali animali da parte degli Stati membri potrà essere autorizzato a titolo eccezionale solo qualora sia in gioco la sopravvivenza stessa della specie, o in caso di manifestazione imprevista di una malattia potenzialmente mortale o invalidante negli esseri umani.

Migliorare le condizioni di vita di milioni di animali da laboratorio

Al momento attuale risulta impossibile vietare completamente l'uso di animali nelle prove di innocuità o nella ricerca biomedica. La revisione proposta punta pertanto ad assicurare che essi siano utilizzati solo in assenza di alternative. Il loro impiego deve essere pienamente giustificabile e i vantaggi previsti devono essere superiori ai danni ad essi provocati. La proposta consentirà inoltre di garantire che gli animali ricevano le cure e i trattamenti adeguati e in particolare che siano alloggiati in gabbie di dimensioni sufficienti e in un ambiente adatto a ciascuna specie. L'applicazione di queste disposizioni sarà oggetto di una sorveglianza costante.

La revisione proposta prevede inoltre che l'avvio di progetti che richiedono l'uso di animali debba essere autorizzato da un'autorità competente. Le organizzazioni che desiderano allevare, fornire o utilizzare animali dovranno chiedere un'autorizzazione per le loro attività e per il personale che lavora con gli animali.

Trovare soluzioni alternative

Il principio di sostituire, ridurre e affinare i test condotti sugli animali è ben radicato nella proposta della Commissione. Essa è pienamente convinta della necessità di trovare metodi alternativi alla sperimentazione animale. Nei casi in cui ciò non sia possibile, il numero di animali utilizzati deve essere ridotto o i metodi di sperimentazione devono essere migliorati in modo da provocare meno danni agli animali.

Ogni anno nell'Unione europea vengono utilizzati a fini sperimentali circa 12 milioni di animali.

Per ulteriori informazioni:
Pagina web della Commissione sugli animali da laboratorio:

http://ec.europa.eu/environment/chemicals/lab_animals/home_en.htm

Comitato scientifico direttivo:

"The need for non-human primates in biomedical research" (La necessità di impiegare primati non umani nella ricerca biomedica), 4-5 aprile 2002

http://ec.europa.eu/food/fs/sc/ssc/out253_en.pdf

MEMO/08/677


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