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IP/08/1528

Bruxelles, 16 ottobre 2008

Lotta contro la povertà: prende il via oggi l'Anno Europeo 2010!

Alla vigilia della Giornata internazionale della lotta alla povertà i ministri dei diversi paesi dell'UE tengono una riunione ad alto livello dedicata alla lotta alla povertà e alla promozione dell'inclusione sociale. Il 2010 sarà l'Anno europeo della lotta alla povertà e all'esclusione sociale e la riunione odierna a Marsiglia, Francia, segna l'avvio dei preparativi in tutta Europa. Le ONG, le autorità locali e tutti coloro che sono attivi nella lotta contro l'esclusione sono invitati a partecipare alla campagna. L'iniziativa avrà una dotazione finanziaria di almeno 26 milioni di euro, di cui 17 milioni di euro costituiti da finanziamenti UE.

Vladimír Špidla, Commissario responsabile per gli Affari sociali, ha affermato "L'Europa è una delle regioni più ricche al mondo eppure al suo interno 78 milioni di persone vivono a rischio di povertà. È una situazione assolutamente inaccettabile! Dobbiamo fare di più e cambiare la nostra strategia. L'UE, i governi nazionali e i cittadini operando assieme possono e devono agire per eliminare la povertà. Otto anni dopo l'avvio della prima strategia europea di inclusione sociale, è venuto il momento di riaffermare l'impegno dell'UE nei confronti di questo importante obiettivo. Durante il 2010 nei diversi paesi dell'UE si terranno eventi volti a illustrare i diversi aspetti della povertà e dell'esclusione in Europa."

L'Anno europeo 2010 intende:

  • riconoscere i diritti e la capacità delle persone escluse di svolgere un ruolo attivo nella società;
  • ribadire la responsabilità di tutti gli attori sociali nella lotta contro la povertà;
  • promuovere la coesione sociale e diffondere le buone pratiche in materia di inclusione;
  • rafforzare l'impegno di tutti i principali attori politici a intraprendere azioni più efficaci.

Nell'UE 78 milioni di persone – ovvero il 16% della popolazione e il 19% dei bambini – sono attualmente esposti al rischio di povertà. Sulla base della definizione concordata a livello UE le persone sono ritenute a rischio di povertà quando vivono con un reddito inferiore al 60% del reddito medio familiare registrato nel loro paese. Nel 2004 (ultime cifre disponibili), circa 23,5 milioni di cittadini si trovavano a dover tirare avanti con meno di 10 euro al giorno.

Dalle indagini Eurobarometro emerge che i cittadini europei ritengono la povertà un problema diffuso. Nell'UE i cittadini hanno la sensazione che nella zona in cui essi vivono una persona su 3 (29%) versa in condizioni di povertà e che 1 persona su 10 in condizioni di estrema povertà.

Da quando l'UE ha avviato, nel 2000, il suo metodo di coordinamento aperto delle politiche nazionali volte ad affrontare la povertà e l'esclusione sociale, tutti e 27 gli Stati membri hanno sviluppato ora piani d'azione nazionali pluriennali. Prima del 2000 soltanto tre Stati membri avevano attivato strategie di tal genere.

L'impegno dell'UE incoraggia standard elevati basati su obiettivi fissati di comune accordo mentre ciascun paese può attuare le politiche meglio adattate al suo contesto nazionale. Il Fondo sociale europeo (FSE) ha ora una dotazione pari al 10% del bilancio UE e investe annualmente in tutti gli Stati membri circa 10 miliardi di euro per valorizzare le capacità degli individui.

L'odierna riunione ministeriale fa seguito alla 7a tavola rotonda europea sulla povertà organizzata congiuntamente dalla Commissione europea e dalla Presidenza francese dell'UE il 15 e 16 ottobre 2008. La riunione intende anche mobilitare i diversi attori e promuovere il dialogo sull'inclusione sociale. L'evento di quest'anno è imperniato sulla recente raccomandazione della Commissione ai governi nazionali in materia di strategie per un'inclusione attiva (cfr. IP/ 08/1448).

Per ulteriori informazioni

Sito web della Commissione europea in materia di inclusione sociale

http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=437&langId=en

Eurobarometro "Povertà ed esclusione":

http://ec.europa.eu/public_opinion/archives/ebs/ebs_279.pdf


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