IP/08/1474
Bruxelles, 8 ottobre 2008
Consumatori: la Commissione propone una base
europea di diritti per chi fa acquisti
La Commissione europea ha varato oggi proposte in
materia di diritti su base europea per agevolare gli acquisti via Internet e lo
shopping tradizionale nell'interesse dei consumatori. La nuova proposta
garantirà ai consumatori, indipendentemente dal paese dell'UE in cui fanno
i loro acquisti, informazioni chiare in materia di prezzi, oneri addizionali e
costi prima che firmino un contratto. Ciò rafforzerà la tutela dei
consumatori contro le consegne tardive e le mancate consegne oltre a fissare in
modo rigoroso su scala europea diritti a vantaggio dei consumatori su tematiche
quali i periodi di recessione, le restituzioni, i rimborsi, la riparazione e le
garanzie nonché le clausole contrattuali vessatorie. La proposta direttiva
in materia di diritti dei consumatori semplifica quattro direttive UE sui
diritti dei consumatori unificandole. Essa contempla il commercio elettronico
nell'ambito di un ampio riesame e miglioramento dell'attuale impalcatura UE dei
diritti dei consumatori sia online che in negozi veri e propri. L'obiettivo
è di accrescere la fiducia dei consumatori riducendo nel contempo gli oneri
burocratici che bloccano ancora le imprese all'interno dei confini nazionali
finendo per negare ai consumatori una scelta più ampia e offerte più
competitive. Un insieme standardizzato di termini contrattuali in materia di
consumo ridurrà sostanzialmente i costi di applicazione della normativa
– fino al 97% per coloro che commerciano su scala UE. La proposta di
direttiva migliora l'attuale protezione dei consumatori in ambiti chiave in
relazione ai quali, negli ultimi anni, si sono registrati diversi reclami
– come ad esempio le vendite aggressive. Essa adatta la legislazione alle
nuove tecnologie e ai nuovi metodi di vendita, ad esempio m-commerce (commercio
tramite servizi mobili) e aste online "ebay". Nella nuove proposta è
presente un requisito che impone di esibire nei punti di vendita un'informazione
chiara sui diritti dei consumatori.
Il Commissario UE Meglena Kuneva responsabile dei consumatori ha affermato:
"Con i bilanci delle famiglie sottoposti a forti pressioni e con i cittadini
inquieti per il loro potere d'acquisto, è più importante che mai
consentire ai consumatori di comparare i prezzi e di guardarsi attorno per
trovare delle migliori offerte a prezzo concorrenziale. Queste nuove regole sono
destinate a rafforzare la protezione e a chiudere le lacune in ambiti chiave che
rischiavano di minare la fiducia dei consumatori. Il mercato unico ha le
potenzialità per offrire ai consumatori un maggior numero di scelte e di
opportunità. Ma a tal fine abbiamo bisogno di una rete di sicurezza su
scala UE costituita da chiari diritti dei consumatori affinché questi
possano fare i loro acquisti in qualsiasi punto dell'UE in modo sicuro e in
piena tranquillità di spirito".
Elementi chiave
Internet è uno degli strumenti che maggiormente hanno contribuito
all'emancipazione dei consumatori. Esso fornisce una grande quantità di
informazioni sui prodotti e i prezzi e dà facile accesso a un numero molto
più grande di venditori di quanti potevano essere raggiunti in precedenza.
Già 150 milioni di cittadini UE – un terzo della nostra popolazione
– fa acquisti tramite Internet. Finora soltanto 30 milioni di loro fa
acquisti transfrontalieri online nell'UE. Nel complesso gli acquirenti
transfrontalieri spendono una media di 800 EUR all'anno, pari a un totale di 24
miliardi di EUR, il che dimostra le enormi potenzialità del mercato interno
che si realizzerebbero se un maggior numero di persone si avventurasse a fare
acquisti al di fuori dei propri confini nazionali.
Le regole attuali
Le attuali regole dell'UE in materia di protezione dei consumatori derivano
da quattro direttive UE – Clausole abusive nei contratti stipulati con i
consumatori[1], Vendite e garanzie dei
beni di consumo[2], Contratti a
distanza[3] e Contratti negoziati
fuori dei locali commerciali[4].
Queste direttive contengono certi requisiti minimi; gli Stati membri
hanno aggiunto nel corso degli anni regole ulteriori in modo non coordinato
facendo del diritto contrattuale UE in materia di consumo un patchwork di 27
gruppi diversi di regole, ad esempio: un mix di obblighi divergenti in materia
di informazione, diversi tipi di recesso che vanno da 7 a 15 giorni e diverse
obbligazioni in relazione al rimborso e alla riparazione dei prodotti.
La direttiva sui diritti dei consumatori riguarda i contratti relativi a
vendite di beni e servizi tra imprese e consumatori (business-to-consumer
(B2C). In generale sono coperti tutti i contratti, vale a dire gli acquisti
fatti in un negozio, a distanza o lontano dai locali dell'azienda.
- Informazione precontrattuale. La direttiva fa obbligo al commerciante
di fornire al consumatore un insieme di informazioni chiare e ciò vale per
tutti i contratti di consumo in modo da consentire al consumatore di fare una
scelta informata, ad esempio gli si devono comunicare le caratteristiche
principali del prodotto, l'indirizzo geografico e l'identità del
commerciante, il prezzo tasse comprese, tutti i costi addizionali, le spese di
consegna o postali.
- Regole in materia di consegna e di passaggio del rischio al consumatore
(aspetto attualmente non disciplinato a livello UE): il commerciante
disporrà di un massimo di 30 giorni di calendario per consegnare il bene al
consumatore a decorrere dalla firma del contratto. Il commerciante sostiene il
rischio e i costi legati al deterioramento o alla perdita del bene fino al
momento in cui il consumatore lo riceve. In caso di consegna tardiva o di
mancata consegna il consumatore avrà il diritto, cosa nuova nella maggior
parte degli Stati membri, a un indennizzo nei tempi più brevi possibile e
comunque entro 7 giorni dalla data prevista della consegna.
- Periodo di riflessione (vendite a distanza, vale a dire vendite tramite
Internet, telefono mobile, catalogo o vendite aggressive): è previsto
un periodo di ripensamento valido su scala UE pari a 14 giorni di calendario nel
caso cambiaste idea. Introduzione di un modello standard di recesso di
facile uso.
- Riparazione, sostituzione, garanzie. Per dare ai consumatori maggiore
certezza vi sarà un unico gruppo standard di strumenti di ricorso
disponibili per tutti i consumatori che hanno acquistato un prodotto difettoso
(vale a dire riparazione o sostituzione in primo luogo, seguite poi dalla
riduzione del prezzo o dal rimborso dell'importo versato).
- Clausole contrattuali inique: è prevista una nuova lista nera
di clausole contrattuali abusive vietate in tutta l'UE in tutti i casi
nonché una lista grigia su scala UE di clausole contrattuali ritenute
inique fintanto che il commerciante non provi il contrario.
Viene
rafforzata inoltre la protezione in molti ambiti tra cui
- Aste online: la direttiva impone che le aste, comprese le aste
elettroniche, soddisfino i requisiti in materia di informazione.
- Vendita aggressiva; la protezione contro le vendite aggressive
– le vendite negoziate lontano dagli ambienti dell'azienda, le "vendite
dirette" viene notevolmente rafforzata in risposta a un elevato numero di
reclami dei consumatori, in particolare in relazione alle vendite aggressive in
occasione delle quali i consumatori finora avevano poca o punta protezione, con
una più ampia nuova definizione dei contratti di vendita diretta e altre
misure per colmare le lacune giuridiche.
Quali sono i prossimi
passi?
La direttiva sui diritti dei consumatori deve essere approvata dal Parlamento
europeo e dai governi dell'UE in sede di Consiglio dei ministri prima di entrare
in vigore.
http://ec.europa.eu/consumers/overview/cons_policy/index_en.htm
[1] Direttiva 93/13/CEE del
Consiglio concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i
consumatori.
[2] Direttiva 1999/44/CE su taluni
aspetti della vendita e delle garanzie dei beni di consumo.
[3] Direttiva 97/7/CE in materia di
contratti a distanza.
[4] Direttiva 85/577/CEE sui
contratti negoziati fuori dei locali commerciali.