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Antitrust: la Commissione infligge ai produttori di cere ammende per 676 milioni di euro per un cartello di fissazione dei prezzi e di ripartizione del mercato

European Commission - IP/08/1434   01/10/2008

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IP/08/1434

Bruxelles, 1° ottobre 2008

Antitrust: la Commissione infligge ai produttori di cere ammende per 676 milioni di euro per un cartello di fissazione dei prezzi e di ripartizione del mercato

La Commissione europea ha imposto ammende per un totale di 676 011 400 di euro a nove gruppi - ENI, ExxonMobil, Hansen & Rosenthal, Tudapetrol, MOL, Repsol, Sasol, RWE e Total - per avere partecipato, tra il 1992 e il 2005, ad un cartello relativo alle cere di paraffina nello Spazio economico europeo (SEE), in violazione del trattato CE (articolo 81) che vieta la costituzione di cartelli e le pratiche commerciali restrittive. La Shell non ha ricevuto alcuna ammenda poiché, pur avendo partecipato al cartello, ne ha rivelato l'esistenza alla Commissione. L'infrazione commessa da ExxonMobil, Sasol, Shell, RWE e Total riguardava anche i petrolati venduti a clienti finali sul mercato tedesco. I petrolati sono la materia prima utilizzata per la fabbricazione delle cere di paraffina. Tutti i partecipanti fissavano i prezzi per i prodotti in questione. Oltre a ciò, ExxonMobil, MOL, Repsol, Sasol, Shell e Total si ripartivano i mercati e i clienti nel settore delle cere di paraffina. A Sasol è stata inflitta un'ammenda maggiorata del 50% in quanto leader del cartello, mentre l'ammenda comminata a ENI è stata maggiorata del 60% in quanto la società aveva partecipato a cartelli simili in passato.

Il Commissario responsabile per la Concorrenza, Neelie Kroes, ha commentato: "Probabilmente in Europa non vi è una sola famiglia o impresa che non abbia acquistato prodotti interessati dal cartello della "mafia della paraffina", con tutte le conseguenze che ne derivano in termini di prodotti più cari, costi maggiori e danni economici. La Commissione non può né intende tollerare tali comportamenti illeciti: spero che il messaggio arrivi ai dirigenti e agli azionisti delle imprese".

Le cere di paraffina vengono utilizzate in un'ampia gamma di prodotti quali candele, carta cerata, piatti e bicchieri di carta, il rivestimento ceroso dei formaggi, prodotti chimici, pneumatici e componenti automobilistici, come pure nelle industrie della gomma, degli imballaggi, degli adesivi e della gomma da masticare. Il valore del mercato è di circa 500 milioni di euro. I petrolati sono la materia prima necessaria per la fabbricazione delle cere di paraffina e vengono fabbricati nelle raffinerie come sottoprodotti della produzione delle basi lubrificanti dal petrolio greggio. Sono venduti anche a clienti finali, tra cui produttori di pannelli truciolari.

L'indagine della Commissione è iniziata nell'aprile 2005 con accertamenti compiuti a sorpresa, che hanno fatto seguito a una richiesta di immunità presentata da Shell a norma della comunicazione sul trattamento favorevole del 2002 (vedi IP/02/247 e MEMO/02/23).

Una delle società ha sostenuto che gli ispettori dell'autorità nazionale di concorrenza che assistevano la Commissione avrebbero dovuto presentare anche un mandato di perquisizione, oltre alla decisione della Commissione di svolgere un accertamento. La decisione di oggi precisa, tuttavia, che la decisione di svolgere accertamenti è vincolante per una società, per cui il mandato di perquisizione è necessario solo se detta società si oppone all'accertamento e se si richiede l'assistenza delle autorità nazionali.

Il cartello

Tra il 1992 e il 2005 i produttori di cere di paraffina e di petrolati hanno costituito un cartello per la fissazione dei prezzi delle cere di paraffina. Oltre a ciò, ExxonMobil, MOL, Repsol, Sasol, Shell e Total si sono ripartiti il mercato di questi prodotti, mentre ExxonMobil, Sasol, Shell, RWE e Total hanno proceduto alla fissazione dei prezzi anche dei petrolati venduti a clienti finali sul mercato tedesco. Le società tenevano riunioni periodiche per discutere dei prezzi, ripartire i mercati e/o i clienti e scambiarsi informazioni commerciali sensibili.

All'interno del gruppo Shell questo cartello era denominato “mafia della paraffina”, mentre nel gruppo Sasol veniva definito “Blauer Salon”, dal nome del bar di un hotel in Germania in cui si sono svolte le prime riunioni del cartello. Le riunioni successive hanno avuto luogo in diversi alberghi di lusso in varie città europee, tra cui Milano, Vienna, Budapest, Parigi, Monaco di Baviera e Strasburgo.

Ammende

Il cartello costituisce un'infrazione particolarmente grave alle norme antitrust contenute nel trattato CE. Nel fissare gli importi delle ammende, la Commissione ha tenuto conto dell'incidenza del cartello sulle vendite delle diverse società coinvolte, della quota di mercato complessiva, nonché dell'estensione geografica degli accordi di cartello. L'ammenda inflitta a Sasol è stata maggiorata del 50% in quanto la società ha svolto il ruolo di capofila, mentre le ammende comminate a Eni e Shell sono state maggiorate del 60% poiché erano già state multate per attività di cartello nel quadro di precedenti decisioni della Commissione. Tuttavia, poiché Shell è la stata la prima società a presentare informazioni relative al cartello nell'ambito della comunicazione della Commissione sul trattamento favorevole del 2002, ha ricevuto la totale immunità dall'ammenda.

Conformemente al programma di trattamento favorevole della Commissione, è stata ricompensata la collaborazione offerta all'indagine da tre gruppi, Sasol, Repsol e ExxonMobil, i quali hanno ottenuto una riduzione dell'ammenda rispettivamente del 50%, 25% e 7%.

Nel presente caso le ammende sono state calcolate in base agli orientamenti per il calcolo delle ammende del 2006 (vedi IP/06/857 e MEMO/06/256), in vigore al momento della notifica della comunicazione degli addebiti.

Le ammende inflitte e le riduzioni concesse dalla Commissione nel presente caso sono le seguenti:


Riduzione in base alla comunicazione sul trattamento favorevole (in percentuale)
Riduzione in base alla comunicazione sul trattamento favorevole (in euro)
Ammenda* (in euro)
Shell, Regno Unito/Paesi Bassi
100
96 000 000
0
Sasol, Sudafrica e Germania
50
318 200 000
318 200 000
Repsol, Spagna
25
6 600 000
19 800 000
ExxonMobil, Stati Uniti
7
6 291 600
83 588 400
ENI, Italia
0
0
29 120 000
Tudapetrol, Germania
0
0
12 000 000
Hansen & Rosenthal, Germania
0
0
24 000 000
MOL, Ungheria
0
0
23 700 000
RWE, Germania
0
0
37 440 000
Total, Francia
0
0
128 163 000
TOTALE


676 011 400

(*) Le persone giuridiche all'interno dell'impresa possono essere ritenute responsabili in solido della totalità o di una parte dell’ammenda comminata

Azioni di risarcimento del danno

Le persone o imprese vittime del comportamento anticoncorrenziale descritto nel presente caso possono adire i tribunali degli Stati membri per richiedere il risarcimento dei danni subiti. Sia la giurisprudenza della Corte che il regolamento 1/2003 del Consiglio ribadiscono che, nelle cause davanti ai tribunali nazionali, una decisione della Commissione costituisce una prova acquisita del sussistere del comportamento e della sua natura illecita. Anche se la Commissione ha inflitto ammende alle imprese in questione, l'importo del risarcimento non deve necessariamente tenerne conto. La Commissione ha pubblicato un Libro bianco in materia di azioni di risarcimento del danno da violazione delle norme antitrust comunitarie (vedi IP/08/515 e MEMO/08/216). Ulteriori informazioni, tra cui una sintesi per i cittadini del Libro bianco, sono disponibili al seguente indirizzo:

http://ec.europa.eu/comm/competition/antitrust/actionsdamages/documents.html

Per ulteriori informazioni sull’azione della Commissione contro i cartelli, vedi MEMO/08/600.


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