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IP/08/1339

Bruxelles, 17 settembre 2008

Politica comune della pesca: la Commissione avvia un riesame intermedio

La Commissione europea ha approvato oggi un documento presentato dal commissario per gli Affari marittimi e la Pesca Joe Borg, contenente un'analisi dei progressi compiuti e delle carenze riscontrate nel funzionamento della politica comune della pesca dopo la riforma del 2002. Benché i commissari concordino nel ritenere che il pacchetto di riforme del 2002 abbia contribuito notevolmente a migliorare la gestione della pesca nell'UE, continuano a sussistere varie difficoltà. Il fatto che le decisioni vengano prese a breve termine, unito al comportamento irresponsabile di alcune branche del settore, continua a penalizzare i pescatori che agiscono per il bene comune. Ne risulta un circolo vizioso che danneggia sia l'equilibrio ecologico dei nostri oceani che la redditività economica del settore. La Commissione propone dunque di avviare immediatamente un riesame completo della PCP al fine di preparare il terreno per una riforma sostanziale del quadro istituzionale di gestione della pesca europea.

In proposito, il commissario Borg ha dichiarato: «La politica comune della pesca è l'unico strumento possibile per gestire la risorsa mobile internazionale da cui dipende la nostra industria della pesca. Ma, nella sua forma attuale, essa non incoraggia il comportamento responsabile dei pescatori né quello dei politici. Gli strumenti di gestione attualmente in uso favoriscono un processo decisionale limitato e a breve termine che ha finito col mettere a repentaglio la sostenibilità della nostra pesca. Procedere a una diagnosi completa dei cambiamenti necessari e definire un piano d'azione prenderà tempo e richiederà il pieno coinvolgimento di tutte le parti interessate nel processo. Per questo ho proposto di lanciare fin da ora un riesame completo della riforma del 2002.»

Il commissario Borg ha evidenziato una serie di risultati concreti ottenuti con la riforma del 2002, tra cui spiccano una maggiore credibilità e trasparenza della base scientifica della politica, un miglioramento del dialogo con le parti interessate, l'assoggettamento di un numero significativo di stock a piani di gestione a lungo termine, nonché azioni recenti intese a scoraggiare ed eliminare la pesca illegale e ridurre i rigetti in mare.

Nonostante i progressi compiuti, restano da affrontare ancora vari ostacoli ad una pesca realmente sostenibile nelle acque comunitarie, in particolare:

  • la capacità eccedentaria della flotta dell'UE: attualmente, la flotta è in grado di catturare un quantitativo di pesce pari a due-tre volte la produzione massima sostenibile;
  • i pescatori devono essere resi responsabili dell'uso sostenibile di una risorsa pubblica;
  • l'obiettivo della sostenibilità ecologica deve prevalere sulla sostenibilità socioeconomica, poiché la prima è il presupposto della seconda;
  • nell'ambito del processo decisionale occorre introdurre una più chiara gerarchia tra i principi e l'applicazione, in modo da semplificare la normativa comunitaria e promuovere per quanto possibile le soluzioni di gestione regionali;
  • la PCP dovrà essere allineata con la direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino, entrata in vigore di recente, che obbliga gli Stati membri a garantire il buono stato ambientale dei mari soggetti alla loro giurisdizione entro il 2020;
  • l'Europa ha bisogno di un'impostazione congiunta della gestione della pesca, che dovrebbe includere fra le sue dimensioni, oltre al settore delle catture e a quello dell'acquacoltura, anche le attività a terra e il mercato, in linea con la nuova politica marittima integrata dell'UE e con l'attenzione da essa rivolta alla crescita sostenibile nelle regioni costiere.

La Commissione avvierà ora una fase di analisi e di consultazione che fornirà la base per il futuro processo di riforma. Un dibattito informale con i ministri della Pesca è previsto per il 29 settembre in margine al Consiglio "Pesca", sulla base di un documento diagnostico e di opzioni politiche. Qualora il Consiglio europeo dovesse invitare la Commissione ad avviare i lavori sulla riforma della PCP nell'ambito delle sue conclusioni sulla politica marittima nel dicembre 2008, la Commissione presenterà all'inizio del 2009 un documento di discussione completo che costituirà la base per un'ampia consultazione con gli Stati membri e le parti interessate.

La politica comune della pesca è stata formalmente istituita nel 1983 e da allora è stata soggetta a revisione ogni dieci anni. L'ultima riforma è stata approvata nel 2002 e dovrà essere riesaminata al massimo entro il 2012.


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