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Politica dei consumatori: l’UE intende reprimere le truffe delle suonerie

European Commission - IP/08/1169   17/07/2008

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IP/08/1169

Bruxelles, 17 luglio 2008

Politica dei consumatori: l’UE intende reprimere le truffe delle suonerie

Meglena Kuneva, Commissario UE per i consumatori, ha annunciato oggi i risultati di un’indagine su scala UE avente per oggetto i siti web che offrono servizi legati alla telefonia mobile come ad esempio suonerie e wallpaper. L’indagine condotta su più di 500 siti web nei 27 Stati membri, in Norvegia e Islanda ha riscontrato che l’80% dei siti controllati richiedeva ulteriori indagini poiché si sospettava violassero le norme UE a tutela dei consumatori. Molti dei siti web controllati sono rivolti a bambini e a giovani. Tra i problemi riscontrati vi sono: informazioni poco chiare sui prezzi ovvero prezzi incompleti, prezzi che non comprendono le tasse o il caso dei consumatori che non sono informati del fatto che stanno sottoscrivendo un abbonamento. Diversi siti web non forniscono le prescritte informazioni per poter contattare il commerciante che offre il servizio. Altri problemi concernono le informazioni fuorvianti come nel caso di informazioni scritte a caratteri molto piccoli o difficili da reperire su un sito web o nel caso in cui la parola “gratis” sia usata per irretire i consumatori in contratti di lunga durata. Le violazioni variano anche in termini di gravità. Gli europei possiedono più di 495 milioni di telefoni mobili. Si è stimato che nel 2007, in Europa, alle sole suonerie corrispondesse fino al 29% del mercato complessivo di “servizi aggiuntivi” nel campo della telefonia mobile (tale cifra rappresenta un aumento del 10% rispetto al 2006). Nel 2007 il valore delle vendite di suonerie in Europa è stato stimato a 691 Mio EUR. Sette paesi – Norvegia, Finlandia, Svezia, Lettonia, Islanda, Romania, Grecia – pubblicano i nomi dei siti web che sono risultati presentare irregolarità (MEMO/08/516).

"Quest’azione su scala UE è una risposta diretta a centinaia di reclami dei consumatori pervenuti alle autorità nazionali. Troppe persone sono oggetto di sgradite e costose sorprese a causa di oneri poco chiari, canoni e abbonamenti a suonerie di cui vengono a conoscenza soltanto quando vedono la bolletta del telefonino. Si condurrà un'azione repressiva su scala europea per individuare ognuno di questi commercianti sleali. Dobbiamo però inviare un chiaro messaggio, soprattutto agli adolescenti e ai bambini - state attenti! I problemi sono nascosti nelle clausole scritte in piccolo! Nel mondo del web ci sono molti commercianti onesti, ma per evitare sorprese quando acquistate questo tipo di servizi, controllate sempre le clausole scritte in piccolo e accertatevi che non state firmando un contratto per più di quello che avevate concordato."

L’indagine a tappeto (Sweep)

L’indagine a tappeto (Sweep) è un nuovo tipo di indagine e di azione repressiva a livello dell’UE. Gli Stati membri effettuano simultaneamente controlli coordinati delle pagine web per individuare le violazioni al diritto in materia di consumatori in un settore particolare. Essi procedono a contattare gli operatori che risultino presentare irregolarità e li invitano a chiarire la loro posizione e/o ad apportare interventi correttivi.

Lo Sweep consacrato ai servizi di telefonia mobile si è svolto tra il 2 e il 6 giugno. Le autorità di forza pubblica di tutta Europa hanno controllato i siti web di telefonia mobile per identificare quelli che sembrassero violare il diritto UE a tutela dei consumatori - la direttiva sulle pratiche commerciali sleali (2005/29/CE), la direttiva sui contratti a distanza (1997/7/CE) e la direttiva sul commercio elettronico (2000/31/CE).

I risultati

Lo Sweep si è concentrato su 3 tipi di pratiche nel settore della telefonia mobile che violano i diritti dei consumatori (informazioni poco chiare sul prezzo dell’offerta, informazioni in merito al commerciante, pubblicità ingannevole).

  • L’80% dei siti web controllati è stato sottoposto a ulteriore indagine. Il numero totale di siti web controllati è stato di 558, mentre il numero di quelli che si è ritenuto dovessero essere sottoposti a ulteriori indagini è di 466. Il numero di casi che richiedevano potenzialmente una cooperazione transfrontaliera tra le diverse autorità nazionali, vale a dire i casi CPC (Consumer Protection Co-operation Network – Rete per la cooperazione nella tutela dei consumatori) è di 76. Per la ripartizione per paese si rinvia a (MEMO/08/516).
  • Il 50% dei siti web controllati si rivolgeva a bambini (279 siti web su 558). Questi siti web usavano caratteri dei cartoni animati, personaggi televisivi noti o richiedevano il consenso dei genitori. Lo stesso livello elevato di irregolarità (80%) è stato riscontrato anche per questi siti.
  • Molti siti web hanno presentato molteplici irregolarità. Le cifre sono le seguenti (vedi MEMO/08/516 per particolari):
  • Circa il 50% di tutti i siti controllati ha rivelato qualche irregolarità in merito all’informazione sul prezzo dell’offerta (268 siti web su 558). Su diversi siti web i prezzi e gli oneri aggiuntivi per i canoni non sono indicati chiaramente o non vi si fa affatto riferimento – fino al momento in cui il consumatore riceve la bolletta del telefonino. I prezzi non comprendevano tutte le tasse, nel caso di un abbonamento la parola abbonamento non era chiaramente menzionata o non era chiara la durata dell’abbonamento.
  • Più del 70% di tutti i siti web controllati non presentava alcune delle informazioni necessarie per contattare il commerciante – il nome del commerciante, il suo indirizzo o i particolari per contattarlo sono risultati incompleti (399 siti web su 558). Questo è in violazione della normativa UE - la direttiva sul commercio elettronico 2000/31/CE prescrive l’indicazione dei dettagli dell’erogatore del servizio, compreso un indirizzo di posta elettronica.
  • Più del 60% dei siti web controllati presentava le informazioni in modo fuorviante (344 su 558). Le informazioni relative al contratto erano sì disponibili sul sito, ma scritte in caratteri molto piccoli o difficili da trovare. Determinati beni e servizi sono pubblicizzati quali “gratuiti”, ma questo serve solo ad ingannare il cliente che poi si rende conto che vi sono degli oneri o che si ritrova vincolato a un contratto.

Qual è il prossimo passo?

Le società verranno contattate dalle autorità nazionali che chiederanno loro di chiarire i problemi identificati o di porvi rimedio. Coloro che non lo facessero saranno soggetti a un’azione legale che comporterà multe o la chiusura del loro sito web.

Per quanto concerne i casi transfrontalieri, le autorità nazionali collaboreranno con quelle di altri paesi dell’UE. Nel primo semestre del 2009 dette autorità dovranno presentare una relazione sui risultati della loro azione.


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