IP/08/1031
Bruxelles, 26 giugno 2008
La Commissione invita gli Stati membri ad
attuare correttamente il primo pacchetto ferroviario
Oggi la Commissione europea ha inviato una lettera
di diffida a 24 Stati membri che non hanno attuato correttamente la legislazione
relativa al primo pacchetto ferroviario. La Commissione, che ha il compito di
monitorare il corretto recepimento della normativa comunitaria nel diritto
interno, ha rilevato che la legislazione o non è stata attuata o è
stata attuata in modo scorretto nei seguenti Stati membri: Austria, Belgio,
Bulgaria, Repubblica ceca, Germania, Danimarca, Estonia, Grecia, Spagna,
Finlandia, Francia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lituania, Lussemburgo, Lettonia,
Polonia, Portogallo, Romania, Svezia, Slovenia, Slovacchia e Regno Unito. Oltre
a contribuire allo sviluppo di una mobilità sostenibile in Europa, la
realizzazione di un mercato ferroviario integrato sarà di importanza
fondamentale per potenziarne l'efficienza e la competitività.
"Per favorire la concorrenza sui mercati ferroviari europei e potenziare
la competitività delle ferrovie rispetto ad altri modi di trasporto è
essenziale che il primo pacchetto ferroviario sia recepito correttamente",
ha dichiarato Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione responsabile dei
trasporti.
Nel maggio 2006 la Commissione ha
rilevato[1] che, nonostante gli
Stati membri avessero introdotto la legislazione necessaria, alcuni paesi
dovevano adottare ulteriori misure per assicurare un quadro normativo efficiente
e il corretto funzionamento dei mercati ferroviari. Il termine per l'attuazione
del primo pacchetto ferroviario era fissato al marzo 2003.
Dopo aver analizzato attentamente la conformità delle rispettive
legislazioni nazionali, la Commissione ha riscontrato in particolare le seguenti
carenze:
- la mancanza di indipendenza del gestore dell'infrastruttura rispetto agli
operatori ferroviari;
- l'insufficienza dell'attuazione delle norme della direttiva relative
all'imposizione di diritti di accesso all'infrastruttura, fra cui l'assenza di
un regime di prestazioni per migliorare l'efficienza della rete ferroviaria e la
mancanza di incentivi per i gestori dell'infrastruttura a ridurre i costi e i
diritti;
- la mancata istituzione di un organismo di regolamentazione indipendente
dotato di forti poteri e incaricato di porre rimedio ai problemi connessi alla
concorrenza nel settore
ferroviario.
[1] Relazione
sull'attuazione del primo pacchetto ferroviario, COM(2006)189 definitivo del
3 maggio 2006.