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Mancata attuazione da parte degli Stati membri della legislazione dell'UE volta a contrastare la corruzione nel settore privato

European Commission - IP/07/848   18/06/2007

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IP/07/848

Bruxelles, 18 giugno 2007

Mancata attuazione da parte degli Stati membri della legislazione dell'UE volta a contrastare la corruzione nel settore privato

La Commissione europea ha adottato oggi una relazione sull'attuazione della decisione quadro 2003/568/GAI del Consiglio, del 22 luglio 2003, relativa alla lotta contro la corruzione nel settore privato, dalla quale emerge che la maggior parte degli Stati membri non ha ancora qualificato come illecito penale tutte le possibili fattispecie di corruzione nel settore privato.

Il vicepresidente Frattini, commissario UE responsabile del portafoglio Giustizia, libertà e sicurezza, ha dichiarato: "Dobbiamo contrastare la corruzione nei settori pubblico e privato ogniqualvolta e ovunque si presenti, in quanto essa costituisce una grave minaccia per lo stato di diritto. Dobbiamo, in particolare, lottare contro la corruzione nel settore privato in quanto essa danneggia il mercato interno, provoca distorsioni della concorrenza e ostacola il corretto sviluppo delle economie degli Stati membri."

Il vicepresidente Frattini si è complimentato con il Belgio e il Regno Unito, che hanno dato piena attuazione alle principali disposizioni della decisione quadro. Ha tuttavia aggiunto: "Esprimo rammarico per il fatto che così tanti Stati membri non abbiano ancora qualificato come illecito penale la promessa o la sollecitazione, tramite un intermediario, di un indebito vantaggio e non abbiano esteso il campo di applicazione della propria normativa alle entità senza scopo di lucro."

L'obiettivo della decisione quadro del Consiglio è garantire che in ogni Stato membro costituiscano un illecito penale sia il "promettere, offrire o concedere" (corruzione attiva) sia il "sollecitare o ricevere" (corruzione passiva) un indebito vantaggio di qualsiasi natura nell'ambito di attività professionali nel settore privato. La decisione quadro, che si applica alle entità con e senza scopo di lucro, prevede inoltre che anche le persone giuridiche possano essere dichiarate colpevoli di tali reali.

La relazione, che si basa sulle informazioni ricevute dagli Stati membri, constata principalmente che è ancora agli inizi il recepimento da parte degli Stati membri della decisione quadro del Consiglio. La Commissione invita gli Stati membri, compresi quelli che hanno comunicato di essere impegnati nell'elaborazione della normativa, a fornirle al più presto ogni ulteriore informazione utile.

La relazione, prevista dall'articolo 9 della decisione quadro, sarà trasmessa al Consiglio, che si baserà su questo documento per valutare il grado di rispetto delle disposizioni della decisione quadro da parte degli Stati membri.

Nel corso dell'autunno la Commissione europea pubblicherà un documento di lavoro sui rapporti tra corruzione e criminalità organizzata; essa selezionerà inoltre una serie di progetti in questo settore a seguito del primo invito a presentare proposte il quale si inserisce nel quadro del primo programma specifico "Prevenzione e lotta contro la criminalità" che ha una dotazione finanziaria di 18,5 milioni di euro.

Per ulteriori informazioni sulle attività del vicepresidente Frattini consultare il sito:
http://www.ec.europa.eu/commission_barroso/frattini/index_en.htm


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