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IP/07/1843

Bruxelles, 5 dicembre 2007

Un maggiore impegno per una politica di vicinato più forte

L'UE deve adoperarsi più attivamente per concretare le sue precedenti proposte volte a rafforzare la politica europea di vicinato (PEV). Una nuova comunicazione del commissario per le relazioni esterne e la politica europea di vicinato Benita Ferrero-Waldner indica gli ulteriori interventi che gli Stati membri e la Commissione devono attuare, segnatamente in materia di commercio, mobilità e soluzione dei conflitti latenti nei paesi circostanti l'UE. Nel 2008 sono previste diverse azioni volte a rafforzare le riforme settoriali nei paesi vicini. In primavera sarà pubblicata un'altra comunicazione sui progressi compiuti dai singoli partner a cui si applica la politica di vicinato.

Il commissario Ferrero-Waldner ha dichiarato: "Siamo entrati nella fase di attuazione della politica di vicinato, un'iniziativa congiunta che richiede interventi da entrambe le parti, nell'UE e nei paesi limitrofi. La comunicazione odierna individua i settori in cui la Commissione e gli Stati membri devono impegnarsi ulteriormente per mantenere le promesse fatte ai nostri partner e per rendere concreti, credibili e commisurati alle esigenze gli incentivi che abbiamo offerto loro per incoraggiarli sulla via delle riforme".

La comunicazione stabilisce i seguenti obiettivi per il 2008 e gli anni successivi:

  • un impegno politico più deciso per favorire l'integrazione economica e migliorare l'accesso al mercato. La comunicazione invita gli Stati membri ad appoggiare i negoziati agricoli in corso, limitando in particolare il numero dei prodotti esclusi dalla liberalizzazione totale.
  • Agevolazione dei viaggi di breve durata effettuati legalmente e sviluppi più ambiziosi, a più lungo termine, per quanto riguarda la migrazione gestita. La Commissione invita il Consiglio e il Parlamento europeo ad adottare il suo "pacchetto" 2008 sui visti e ad avvalersi appieno delle possibilità di agevolare i viaggi offerte dalle norme in vigore.
  • Un ulteriore impegno con i partner PEV per risolvere i conflitti latenti, utilizzando tutti gli strumenti a disposizione dell'UE per stabilizzare le zone di conflitto e postconflitto.
  • Un maggior sostegno dell'UE alle riforme settoriali dei paesi partner nei seguenti settori: energia, cambiamenti climatici, pesca, trasporti, politica marittima, ricerca, società dell'informazione, istruzione, occupazione e politica sociale.

Un certo numero delle misure proposte nella precedente comunicazione per rafforzare la PEV è già stato attuato:

  • la Commissione ha deciso oggi che la sua prima assegnazione a favore del fondo investimenti per la politica di vicinato, pari a 50 milioni di euro, sarà impegnata entro la fine dell'anno. Alcuni Stati membri hanno già espresso l'intenzione di contribuire al fondo, che sarà operativo dal 2008.
  • Sono stati decisi i primi stanziamenti a favore del nuovo fondo per la governance, che fornisce un sostegno supplementare ai paesi partner dove si sono registrati i maggiori progressi nella realizzazione delle priorità attinenti alla governance indicate nei piani d'azione. I primi beneficiari sono il Marocco (28 milioni di euro) e l'Ucraina (22 milioni di euro).
  • È stata lanciata l'iniziativa Sinergia del Mar Nero onde conferire una dimensione regionale alla politica di vicinato per l'Est.
  • Sono in corso negoziati per consentire a Israele, Marocco e Ucraina di partecipare ai programmi e alle agenzie dell'UE. La firma imminente del protocollo con Israele ne farà il primo partner PEV partecipante al programma "Competitività e innovazione".
  • La politica europea di vicinato, un partenariato per le riforme con i paesi limitrofi meridionali e orientali, ha già dato risultati tangibili e concreti[1], consentendo di approfondire considerevolmente le relazioni tra l'Unione e alcuni dei suoi vicini più stretti (l'offerta dell'UE è rivolta a Algeria, Armenia, Azerbaijan, Belarus, Egitto, Georgia, Israele, Giordania, Libano, Libia, Moldova, Marocco, Autorità palestinese, Siria, Tunisia e Ucraina)[2] in base al principio della differenziazione, che consente ai paesi che lo desiderano di impegnarsi più a fondo con l'UE.

La PEV va al di là della cooperazione politica di tipo classico, in quanto comprende elementi di integrazione economica e un sostegno alle riforme onde promuovere lo sviluppo socioeconomico. Per attuare le riforme sono stati concordati dei piani d'azione di 3-5 anni, basati su impegni precisi a promuovere la modernizzazione economica, potenziare lo Stato di diritto, la democrazia e il rispetto dei diritti umani e collaborare per raggiungere i principali obiettivi politici.
ENP Stockshots:

http://ec.europa.eu/avservices/video/video_prod_en.cfm?ref=054745
Per ulteriori informazioni sulla PEV

http://ec.europa.eu/world/enp/index_en.htm


[1] Vedi MEMO/07/548

[2] Sono esclusi i paesi EFTA/SEE (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera), i paesi candidati effettivi e potenziali (Croazia, ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Turchia, Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Serbia, compreso il Kosovo) e la Russia.


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