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IP/07/1773

Bruxelles, 27 novembre 2007

Cambiamenti climatici: la conferenza di Bali deve avviare i negoziati per il nuovo accordo ONU e definire la tabella di marcia

La conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che si terrà a Bali, in Indonesia, dal 3 al 14 dicembre, deve decidere sull’avvio dei negoziati relativi ad un accordo esauriente e ambizioso sul clima per gli anni successivi al 2012, quando si concluderà il primo periodo di impegno previsto dal protocollo di Kyoto. Questo è l’obiettivo principale della Commissione e degli Stati membri dell’UE dopo la preoccupante valutazione della situazione climatica attuale e futura presentata di recente dall’IPCC, il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici. Il Commissario all’Ambiente, Stavros Dimas, parteciperà alla sessione ad alto livello della conferenza di Bali prevista dal 12 al 14 dicembre. Tale sessione sarà preceduta, l’8-9 dicembre, da una riunione dei ministri del Commercio sulle questioni climatiche nell’ambito degli scambi commerciali e il 10-11 dicembre da un incontro dei ministri delle Finanze su come finanziare le tecnologie a basse emissioni di carbonio.

“I dati scientifici sui cambiamenti climatici presentati dall’IPCC sono evidenti e allarmanti,” ha dichiarato il Commissario Dimas. “L’unica risposta responsabile è impegnarsi di più a livello mondiale per limitare le emissioni di gas serra. Per questo a Bali è necessario decidere il varo dei negoziati su un accordo mondiale sul clima che sia esauriente e ambizioso e stabilire una tabella di marcia che ne definisca gli elementi principali. La conferenza dovrà inoltre fissare alla fine del 2009 la data limite per la durata dei negoziati.”

Il Commissario ha inoltre aggiunto: “Il futuro accordo dovrà puntare a limitare il surriscaldamento del pianeta a 2ºC in più rispetto alla temperatura dell’era pre-industriale perché solo così potremo evitare gli impatti più devastanti prodotti dal mutamento del clima. La conferenza di Bali è un’ottima occasione per approvare tali obiettivi ambiziosi che dovranno essere i nostri punti di riferimento nei negoziati per i prossimi due anni.”

La posizione dell’UE è stata approvata dal Consiglio dei ministri dell’Ambiente il 30 ottobre. L’UE propone che l’accordo sul clima post-Kyoto comprenda almeno otto tasselli principali:

  • Limitazione del surriscaldamento del pianeta a 2ºC al di sopra della temperatura dell’era pre-industriale. Per rispettare questo limite le emissioni globali dovranno stabilizzarsi entro i prossimi 10-15 anni per poi dimezzarsi rispetto ai valori del 1990 entro il 2050.
  • Riduzioni delle emissioni vincolanti e più consistenti in termini assoluti per i paesi industrializzati. L’UE propone che i paesi industrializzati riducano collettivamente le loro emissioni del 30% entro il 2020 e del 60-80% entro il 2050 rispetto ai livelli del 1990. In attesa di giungere ad un accordo su questo punto, l’UE si è autonomamente impegnata ad abbattere le proprie emissioni di almeno il 20% entro il 2020. A tal fine la Commissione presenterà un pacchetto di misure legislative all’inizio del 2008.
  • Contributi equi ed efficaci da parte di altri paesi, ed in particolare delle economie emergenti in rapida crescita, che dovrebbero essere chiamati a garantire una crescita economica a minore intensità di emissioni.
  • Potenziamento ed ampliamento del mercato globale del carbonio, anche attraverso meccanismi flessibili innovativi e rafforzati. Il sistema UE di scambio delle quote di emissione ha dimostrato che il mercato del carbonio rappresenta una soluzione efficace.
  • Rafforzamento della cooperazione per la ricerca, lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie pulite necessarie per abbattere le emissioni.
  • Maggiore impegno a favore dell’adattamento ai cambiamenti climatici. In questo contesto è necessario rafforzare la cooperazione per affrontare gli effetti inevitabili dei cambiamenti climatici, in particolare per aiutare i paesi più poveri e più vulnerabili al fenomeno.
  • Emissioni del settore aereo e del settore marittimo internazionali. L’UE sta già discutendo la proposta volta ad inserire il trasporto aereo nel sistema UE di scambio delle quote di emissione.
  • Abbattimento delle emissioni conseguenti alla deforestazione, attività che contribuisce fino al 20% delle emissioni planetarie di CO2.

Il dibattito circa gli interventi sul clima a partire dal 2012 è cominciato due anni fa e l’UE ritiene imprescindibile che adesso il processo sfoci in negoziati concreti su un nuovo accordo globale.

Una delle piste seguite in questo contesto è stato il dialogo informale sull’azione di cooperazione a lungo termine tra i 192 paesi firmatari della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC). Tale dialogo si concluderà ufficialmente a Bali e l’UE auspica fortemente che sia seguito da un processo formale di negoziazione che verta su tutti gli elementi che andranno a costituire il futuro accordo. Parallelamente, le 176 Parti del protocollo di Kyoto stanno discutendo i nuovi obiettivi di riduzione delle emissioni da applicare ai paesi industrializzati per il periodo successivo al 2012.

L’incontro dell’8-9 dicembre prossimi tra i ministri responsabili del commercio rappresenterà un’occasione importante per affrontare le tematiche climatiche trasversali nell’ambito degli scambi commerciali. L’incontro dei ministri delle Finanze del 10 e dell’11 dicembre verterà invece soprattutto sulle soluzioni che permetteranno di riorientare e incrementare gli investimenti mondiali nelle tecnologie a basse emissioni di carbonio. L’UE è pronta ad andare oltre la semplice mobilitazione delle risorse finanziare necessarie ed è favorevole ad un’espansione del mercato globale del carbonio e a strumenti come il Fondo globale per l’efficienza energetica e le energie rinnovabili (GEEREF).

In occasione della conferenza la Commissione promuoverà anche la sua iniziativa volta ad istituire un’Alleanza globale per i cambiamenti climatici con i paesi in via di sviluppo più poveri, che saranno quelli maggiormente colpiti dai cambiamenti climatici e che hanno meno mezzi per affrontarli (cfr. IP/07/1352).

Contesto

A Bali si riunisce la tredicesima Conferenza delle Parti (COP-13) dell’UNFCCC e la terza Riunione delle Parti (COP/MOP-3) del protocollo di Kyoto allegato alla convenzione UNFCCC.

Per la sessione ad alto livello, l’UE sarà rappresentata dalla Troika composta dal ministro dell’Ambiente portoghese, Francisco Nunes Correia, dal ministro dell’Ambiente sloveno, Janez Podobnik, e dal Commissario Dimas.

Per ulteriori informazioni:

http://ec.europa.eu/environment/climat/home_en.htm


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