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Ambiente: entra in vigore la direttiva sulla gestione dei rischi di alluvioni

European Commission - IP/07/1766   26/11/2007

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IP/07/1766

Bruxelles, 26 novembre 2007

Ambiente: entra in vigore la direttiva sulla gestione dei rischi di alluvioni

Ridurre i rischi e le conseguenze delle alluvioni nell’Unione europea: questo è l’obiettivo della nuova direttiva sulla gestione dei rischi di alluvioni che entra in vigore oggi. Il nuovo testo prevede che la gestione dei rischi di alluvioni sia negoziata a livello transnazionale e contiene importanti impegni a favore di una maggiore trasparenza e di un più forte coinvolgimento dei cittadini. Gli Stati membri sono adesso obbligati a individuare i bacini idrografici e le zone costiere ad essi associate che presentano rischi di alluvione e devono preparare mappe del rischio di alluvione e piani di gestione per le aree interessate.

Il Commissario all’Ambiente, Stavros Dimas, ha dichiarato: “È importante che gli Stati membri facciano il possibile per evitare le alluvioni e proteggere le zone che potrebbero essere colpite da questi fenomeni. È anche fondamentale che i cittadini europei siano preparati ad affrontare tale eventualità. Questa nuova e importante normativa impone agli Stati membri di valutare il rischio di alluvione, di informare i cittadini delle zone potenzialmente interessate e di coinvolgerli nel processo di pianificazione.”

Gli effetti delle alluvioni in Europa

Le alluvioni possono svolgere un ruolo naturale di rivitalizzazione degli ecosistemi, ma possono anche provocare danni ambientali su vasta scala. Le sostanze inquinanti trasportate dalle acque alluvionali possono arrivare a zone in cui viene estratta acqua potabile e fenomeni estremi possono devastare gli ecosistemi più fragili.

Dal 1998 l’Europa è stata interessata da oltre 100 inondazioni di una certa entità, tra cui quelle del Danubio e dell’Elba dell’estate del 2002. Le alluvioni che si sono succedute nel 2005 e nel 2007 hanno confermato che l’Europa è sempre più soggetta a questo fenomeno ed è dunque sempre più necessario un intervento. Dal 1998 le alluvioni avvenute in Europa hanno causato più di 700 morti e hanno costretto a spostarsi più di mezzo milione di persone, con un danno calcolabile di oltre 25 miliardi di euro.

Le alluvioni sono un fenomeno naturale, ma le attività umane come la pianificazione territoriale e i cambiamenti climatici possono aumentare la probabilità che si verifichino. Con misure adeguate di prevenzione è possibile contenere le alluvioni e ridurne al minimo gli effetti.

Un processo in tre fasi

La nuova direttiva[1] è un testo importante che va ad aggiungersi alla legislazione sulle acque dell’Unione europea ed è stata elaborata con cura affinché risulti compatibile con la direttiva quadro sulle acque. La direttiva si applica a tutti i tipi di alluvioni, sia che interessino fiumi e laghi, che si verifichino in aree urbane o nelle zone costiere o ancora che siano causate da mareggiate e tsunami. Gli Stati membri sono chiamati ad attuarla in tre fasi. Si partirà da una valutazione preliminare del rischio di alluvione dei vari bacini idrografici e delle zone costiere ad essi associate che dovrà concludersi entro il 2011.

Successivamente, entro il 2013 si tratterà di preparare mappe della pericolosità e del rischio di alluvione. Tali mappe dovranno identificare le zone ad alto, medio e basso rischio di alluvione, comprese quelle in cui si ritiene che le eventuali alluvioni potrebbero trasformarsi in eventi estremi. Le mappe dovranno comprendere anche elementi come la profondità prevista delle acque, le attività economiche eventualmente interessate, il numero di abitanti a rischio e il potenziale danno ambientale.

L’ultima fase, che dovrà concludersi entro il 2015, prevede che gli Stati membri predispongano dei piani di gestione del rischio di alluvione, che dovranno contenere provvedimenti per ridurre la probabilità che si verifichino alluvioni e per limitarne le conseguenze. Tali provvedimenti dovranno incentrarsi sulla prevenzione di pratiche insostenibili di utilizzo del territorio, ad esempio disincentivando le attività edilizie nelle zone soggette a inondazioni. I piani degli Stati membri dovranno proporre anche come proteggere le zone soggette alle alluvioni da questa eventualità e come ridurre l’impatto potenziale del fenomeno ripristinando pianure alluvionali o zone umide. Un altro aspetto importante dei piani è la necessità di preparare i cittadini in caso di alluvione.

Le valutazioni del rischio di alluvione saranno naturalmente riesaminate e adattate alla luce degli effetti dei cambiamenti climatici e dell’intensità e frequenza delle alluvioni sul lungo periodo.

Due elementi centrali della nuova direttiva sono la trasparenza e il coinvolgimento dei cittadini. Gli Stati membri sono tenuti a rendere pubblici le valutazioni preliminari dei rischi di alluvione, le mappe e i piani di gestione. Questi ultimi devono inoltre essere preparati con la partecipazione del pubblico nell’ambito dei piani di gestione dei bacini idrografici previsti dalla direttiva quadro sulle acque.

Sempre nell’ambito della direttiva sui rischi di alluvioni gli Stati membri devono coordinare le loro attività nei bacini idrografici che condividono con altri Stati membri o con paesi non appartenenti all’UE e non devono prendere provvedimenti che possano aumentare i rischi di alluvione a monte o a valle se tali provvedimenti non sono stati prima concordati con lo Stato membro interessato.
Per ulteriori informazioni sulla gestione dei rischi di alluvioni e su altre politiche europee in materia di acque consultare il seguente sito: http://ec.europa.eu/environment/water/flood_risk/index.htm


[1] Direttiva 2007/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007, relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni (Gazzetta ufficiale L 288 del 6.11.2007, pag. 27).


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