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Bruxelles, 13 giugno 2006

Finanze pubbliche nel 2006: buon avvio per il nuovo patto di stabilità e crescita ma test fondamentali da superare in futuro

Il bilancio del primo anno di applicazione del patto di stabilità e crescita riformato è nel complesso positivo, ma restano altri test fondamentali da superare in futuro. Il nuovo patto ha determinato una maggiore adesione nazionale alle regole di disciplina di bilancio grazie ad un rafforzamento dell’impianto economico che consente di prendere maggiormente in considerazione le differenze tra le economie dei singoli paesi. Gli sforzi di risanamento sono più strutturali, duraturi e di qualità. Ma la valutazione del braccio preventivo del patto, che consiste nel raggiungimento di saldi di bilancio solidi a medio termine, presenta luci e ombre. Ciò è tanto più preoccupante considerato che la ripresa economica in atto nell’Unione europea, compresa l’area dell’euro, dovrebbe indurre a maggiori e non minori sforzi di risanamento. Queste conclusioni sono contenute in una comunicazione al Parlamento e al Consiglio adottata oggi e basata sulla relazione annuale sullo stato delle finanze pubbliche nell’Unione europea.

“Introducendo maggiori spazi per la valutazione economica, la riforma ha stimolato un dialogo più costruttivo e trasparente in materia di politica economica a livello della UE. Essa ha rafforzato il sostegno e la pressione tra pari e ha contribuito al funzionamento efficace del patto. Ma la sfida più difficile resta quella di andare oltre la correzione dei disavanzi eccessivi e di assicurare una posizione di bilancio confortevole a medio termine, grazie al potenziamento degli sforzi di risanamento reso possibile dall’attuale miglioramento della situazione economica”, ha detto il commissario per gli affari economici e monetari Joaquin Almunia. “Non possiamo ripetere gli errori del passato se vogliamo disporre di un margine di manovra sicuro da usare nei periodi difficili e rispettare nel contempo il nostro obbligo di ridurre il debito eccessivo”.

Oggi la Commissione ha adottato una comunicazione che contiene le principali conclusioni politiche della sua relazione del 2006 sulle Finanze pubbliche nell’UEM. Tale comunicazione fa inoltre un primo esame dell’attuazione del patto di stabilità e crescita quale rivisto nel giugno dello scorso anno e delle sfide future.

La riforma del patto di stabilità e crescita del 2005 ha determinato un miglioramento significativo nell’applicazione della procedura per i disavanzi eccessivi.

Essa ha consentito di tenere maggiormente conto di considerazioni specifiche ai singoli paesi riguardanti la crescita economica e la situazione delle finanze pubbliche, pur continuando ad assoggettare tutti i paesi con disavanzi superiori al 3% alla procedura per disavanzi eccessivi.

Sono stati fissati dei termini realistici per la correzione dei disavanzi eccessivi in modo da tenere conto delle fasi di scarsa crescita economica, ma l’aggiustamento strutturale di bilancio raccomandato è significativo, tanto più se si considera che l’aggiustamento è espresso al netto di effetti una tantum e temporanei, il che assicura una correzione più permanente dei disavanzi eccessivi.

È importante sottolineare che la maggiore flessibilità e i maggiori spazi di valutazione non hanno pregiudicato il sistema di regole per la politica di bilancio che garantisce il trattamento equo di tutti gli Stati membri.

In base ai risultati di bilancio del 2005, il disavanzo nominale nella UE è sceso al 2,3% del PIL a fronte del 2,6% nel 2004 (i due dati per l’area dell’euro sono rispettivamente il 2,4% e il 2,8%). In termini strutturali ciò rappresenta un miglioramento di circa ¾ di punto percentuale del PIL, ovvero il più consistente aggiustamento di bilancio dal 1997 ad oggi.

Braccio preventivo

Ma certamente il patto non è solo la correzione dei disavanzi eccessivi: il suo obiettivo principale è assicurare solidi obiettivi a medio termine per le finanze pubbliche. Gli obiettivi raccomandati sono ora compresi in una forchetta che va da
-1% del PIL per i paesi con basso debito ed elevata crescita potenziale al pareggio o all’attivo per i paesi con debito elevato e bassa crescita potenziale.

L’esame della prima serie di programmi di stabilità e di convergenza presentati dopo la riforma del patto dimostra che gli Stati membri si sono posti obiettivi a medio termine che sono ampiamente in linea con i principi concordati. Un altro sviluppo positivo è che le proiezioni di bilancio sono quasi sempre basate su ipotesi di crescita realistiche e scarso ricorso a misure una tantum e ad altre misure temporanee. Ciò nonostante, in taluni casi i piani di bilancio a medio termine mancano dell’ambizione necessaria per ridurre il differenziale tra le attuali posizioni di bilancio e gli obiettivi di bilancio a medio termine. Aggiustamenti di bilancio più ampi dovrebbero essere fatti in particolare nel 2006 e nel 2007, in un contesto di ripresa economica.

La relazione del 2006 sulle finanze pubbliche nell’UEM contiene inoltre due sezioni analitiche dedicate a) al ruolo delle regole (ad esempio massimali di spesa, “patti nazionali”) e delle istituzioni nazionali in materia di politica di bilancio quale utile complemento a quello del patto di stabilità e crescita; b) alla politica di bilancio in “periodi favorevoli”. I recenti sviluppi e le previsioni della primavera 2006 della Commissione confermano che una ripresa economica è in corso nell’area dell’euro e nella UE. Gli Stati membri devono evitare gli errori del passato ed approfittare dei periodi favorevoli per rafforzare l’impegno in materia di risanamento del bilancio.

Background

Il patto di stabilità e crescita è composto dalle disposizioni sulla politica economica e monetaria (Titolo VII) del trattato UE nonché da due regolamenti del 1997 sulla sorveglianza delle posizioni di bilancio e sulla correzione dei disavanzi eccessivi. Tali regolamenti sono stati modificati nel giugno del 2005. La relazione sul miglioramento dell’attuazione del patto di stabilità e crescita, adottata dai ministri delle finanze della UE nel marzo del 2005, è anch’essa parte integrante del dispositivo per la sorveglianza dei bilanci nella UE.
La relazione completa è disponibile all’indirizzo seguente:

http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/publicfinance_en.htm


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