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Mari e oceani: la Commissione adotta una nuova visione per la politica marittima integrata

European Commission - IP/06/739   07/06/2006

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IP/06/739

Bruxelles, 7 giugno 2006

Mari e oceani: la Commissione adotta una nuova visione per la politica marittima integrata

Oggi la Commissione europea pubblica il Libro verde “Verso la futura politica marittima dell’Unione: oceani e mari nella visione europea” che chiede ai cittadini quale rapporto intendono avere con i mari e gli oceani e lancia la più ampia consultazione della storia dell’UE. L’audizione risponde alla crescente consapevolezza sia del ruolo vitale che il mare già svolge quale elemento fondamentale della prosperità dell’Europa sia del potenziale che offre in termini di maggiore occupazione e benessere. I risultati della consultazione aiuteranno la Commissione a definire una nuova visione per una politica marittima integrata.

Il quesito principale sollevato dal Libro verde è il seguente: l’Europa può permettersi di gestire i mari e gli oceani con un approccio settoriale e frammentario? Oppure è giunto il momento di istituire una politica marittima realmente integrata in grado di liberare il potenziale non ancora valorizzato in termini di crescita e occupazione, rafforzando al tempo stesso la protezione dell’ambiente marino? E se scegliamo questa seconda alternativa, come dovremmo procedere?

José Manuel Barroso, presidente della Commissione e iniziatore di questo processo, ha dichiarato: “Da lungo tempo l’Europa trae beneficio dalle attività marittime. Tuttavia, i mari e gli oceani potrebbero essere sfruttati meglio per aumentare la prosperità e il benessere degli europei. Il Libro verde pubblicato oggi offre a tutti noi la possibilità di riflettere insieme su quale sia la strategia migliore da seguire. Invito tutti a esprimere la propria opinione sul futuro di una politica marittima per l’Unione capace di creare occupazione e proteggere allo stesso tempo l’ambiente marino”. Joe Borg, Commissario europeo responsabile della pesca e degli affari marittimi, ha commentato: “Quanto più le attività marittime aumentano e si diversificano, tanto maggiore diventa la necessità di coordinamento e pianificazione per evitare conflitti e ottimizzare i vantaggi offerti dal mare. Adottando un approccio globale potremmo combinare la crescita economica con un’effettiva protezione dell’ambiente marino e una maggiore partecipazione dei soggetti interessati. Si tratta di un progetto in cui gli Stati membri, le regioni, le industrie, le ONG e l’opinione pubblica hanno tutto l’interesse a trovare la migliore via da seguire in futuro nei nostri rapporti con il mare”.

I trasporti, la navigazione, il commercio, le industrie costiere e portuali, la produzione di energia in mare, tradizionale e alternativa, la pesca, l’acquacoltura, la ricerca marina e il turismo sono solo alcune delle innumerevoli attività umane che spesso interagiscono fra loro e possono avere un impatto sugli oceani e sulla qualità della vita che da essi dipende. Tuttavia, troppo spesso i settori che hanno un impatto sull’ambiente marittimo operano in modo isolato – ognuno ha le proprie strutture, incarna una cultura e una visione specifica ed è gestito secondo regole proprie. Eppure, tutti dipendono dalla stessa risorsa.

Il Libro verde intende mettere in risalto i rapporti di interconnessione e interdipendenza tra questi diversi settori – i legami spesso ignorati dalle procedure esistenti. Per esempio, segnala come lo sviluppo delle infrastrutture portuali debba tenere conto della protezione degli ecosistemi locali, della promozione dell’acquacoltura costiera, dello sviluppo del turismo e dei vantaggi della crescita economica attraverso il commercio con l’estero. Il Libro verde mostra come le imbarcazioni da pesca, le navi portacontainer, le barche da diporto, le compagnie petrolifere e le centrali eoliche debbano lottare fra loro per trovare lo spazio necessario per le loro attività nelle nostre acque sempre più affollate. Inoltre sottolinea che la convergenza di questi molteplici aspetti diversi non costituisce l’eccezione ma la norma, in quanto riflette la ricchezza e la varietà intrinseca dei mari europei.

Sorge la domanda seguente: è davvero possibile continuare a gestire e sviluppare in modo indipendente tutte queste attività diverse che spesso si accavallano? Non è forse giunto il momento che l’Europa adotti un approccio politico veramente integrato se vogliamo riuscire a creare un’economia marittima vivace e sostenibile per il XXI° secolo ed oltre?

Il Libro verde fa seguito alla decisione adottata dalla Commissione nel marzo 2005 di avviare una consultazione sul futuro dei mari europei. Il Presidente Barroso ha chiesto al commissario Borg di “guidare una task force sulla politica marittima con l’intento di lanciare un’ampia consultazione sulla futura politica marittima dell’Unione”. Il Libro verde è il risultato di uno sforzo collettivo, basato su una cooperazione intensa e fruttuosa fra sette commissari. Oltre al signor Borg, hanno partecipato il signor Verheugen, responsabile delle imprese e dell’industria, il signor Barrot, per i trasporti, il signor Dimas, responsabile dell’ambiente, la signora Hübner, per le politiche regionali, il signor Potocnik, responsabile della ricerca, e il signor Pieblags, per il settore dell’energia. Anche altri commissari hanno partecipato quando le discussioni hanno riguardato argomenti attinenti al loro portafoglio.

I temi trattati dal Libro verde saranno discussi in una serie di eventi organizzati in vari Stati membri.
Per ulteriori informazioni sugli eventi pubblici in cui saranno affrontati questi temi e sulle modalità di partecipazione al dibattito, è possibile consultare il sito web seguente:

http://ec.europa.eu/maritimeaffairs

MEMO/06/230


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