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Bruxelles, 10 maggio 2006

Per un'Europa dei risultati: la Commissione chiede un'agenda dei cittadini

L’ambiziosa agenda politica per i cittadini europei adottata in data odierna è il contributo della Commissione al Consiglio europeo di giugno e la risposta ai messaggi scaturiti dal piano D e dai dibattiti nazionali svoltisi durante il periodo di riflessione auspicato l'anno scorso dai leader europei. Ora si deve tradurre il dialogo in azioni concrete.

Come ha dichiarato il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, “questa è una svolta fondamentale per la Commissione attuale. Negli ultimi diciotto mesi ci siamo occupati con successo di molte questioni che all'inizio del mio mandato erano bloccate. Stiamo adottando un'ambiziosa agenda per i cittadini, che si basa sulle politiche e richiede oggi un’azione concertata degli Stati membri e delle istituzioni dell’UE, nonché un rinnovato impegno a favore dell’Europa. Solo ottenendo risultati concreti potremo far sì che i cittadini ritrovino la fiducia nell’Europa e creare i presupposti per una soluzione istituzionale.”

La vice presidente Margot Wallström, responsabile delle relazioni istituzionali e della strategia di comunicazione, ha aggiunto quanto segue: “Questa agenda è la prova che siamo all’ascolto dei cittadini. I cittadini vogliono avere voce in capitolo. Si aspettano che l’Europa svolga un ruolo guida. Anche se nutrono sentimenti contrastanti nei confronti dell’appartenenza all’UE o del modo in cui funziona l’Unione, hanno fiducia nella capacità dell’Unione europea di attuare le politiche”.

L’agenda della Commissione è imperniata sugli obiettivi strategici della prosperità, della solidarietà e della sicurezza, con un’attenzione costante alla crescita e all’occupazione. Il dibattito sull’Europa evidenzia tuttavia il divario esistente tra le misure adottate dall’Europa e il modo in cui i cittadini interpretano il suo ruolo. Per riconquistare la fiducia della popolazione, la Commissione utilizzerà tutte le sue risorse, a livello interno ed esterno, onde trovare soluzioni ai problemi sollevati dai cittadini. Si darà quindi una risposta politica basata su un’agenda per i cittadini.

La Commissione definisce dodici iniziative politiche per ottenere risultati concreti a livello europeo. Le sue proposte mirano in particolare a:

  • riesaminare il mercato unico in un’ottica a lungo termine;
  • un’agenda per l’accesso e la solidarietà, parallela al riesame del mercato unico;
  • far sì che i cittadini dell’UE siano più informati e possano avvalersi più agevolmente dei loro diritti mediante l’introduzione di una “carta dei diritti” per tutti i cittadini dell’UE;
  • migliorare il processo decisionale e la responsabilità nell’ambito delle politiche di giustizia, libertà e sicurezza, utilizzando le possibilità offerte dal trattato.

La Commissione ribadisce i propri impegni per quanto riguarda le future adesioni e parteciperà più attivamente al dibattito sui tempi e sulla portata degli allargamenti. Prossimamente pubblicherà un documento strategico sulle relazioni esterne dell’Unione e avvierà nel corso dell’anno un dibattito sulle conseguenze esterne per l’Unione di un’ulteriore globalizzazione. Invita inoltre a utilizzare maggiormente i trattati esistenti e propone una serie di iniziative concrete per consolidare il partenariato, suggerendo nuovi modi di ridurre la burocrazia e di migliorare la trasparenza, nonché di rinsaldare le relazioni con i parlamenti nazionali.

Sul piano istituzionale, la Commissione propone che il Consiglio europeo di giugno approvi un’impostazione graduale, invitando anzitutto i leader europei ad adottare una nuova dichiarazione politica e a ribadire il loro impegno nel 2007, 50 anni dopo la firma del trattato di Roma. Sulla base di questa dichiarazione, il Consiglio europeo adotterebbe decisioni volte ad avviare un processo finalizzato a una futura soluzione istituzionale. L’appuntamento successivo sarà nel 2008-2009, quando la Commissione riferirà sul futuro finanziamento dell’Unione.

Contesto

Visto l’esito negativo dei referendum in Francia e nei Paesi Bassi, i leader europei si sono riuniti nel giugno 2005 in sede di Consiglio europeo per discutere del seguito da dare al trattato costituzionale. I capi di Stato e di governo hanno adottato una dichiarazione sulla ratifica del trattato che istituisce una Costituzione per l'Europa in cui si auspicava un “periodo di riflessione” a seguito del voto negativo in Francia e nei Paesi Bassi. La dichiarazione chiedeva di avviare in ciascun paese un ampio dibattito e invitava le istituzioni europee, in particolare la Commissione, a contribuirvi.

Il 13 ottobre 2005 la Commissione ha adottato un “contributo al periodo di riflessione e oltre” (COM (2005) 494) in cui definiva tredici iniziative da prendere a livello comunitario oltre ad assistere gli Stati membri nei dibattiti nazionali. Il documento prevedeva anche un processo di feedback, con l’impegno di realizzare uno speciale Eurobarometro sul futuro dell’Europa e di elaborare una sintesi globale delle visite e dei dibattiti nazionali organizzati in tutta l'Unione.

All’inizio della presidenza austriaca, il cancelliere Schüssel ha invitato la Commissione ad esporre ai capi di Stato e di governo le sue idee per il dibattito. Il contributo adottato oggi dalla Commissione è la risposta agli impegni assunti e alle richieste formulate.

Come risulta dall’ultimo sondaggio di opinione Eurobarometro pubblicato il 5 maggio 2006, i cittadini europei auspicano un intervento più incisivo dell’UE in un gran numero di settori e si preoccupano soprattutto di questioni come la disoccupazione, la sicurezza, la responsabilità delle istituzioni e i futuri allargamenti. Questa sintesi dei sondaggi e dei dibattiti nazionali costituisce il punto di partenza per la riflessione della Commissione.

Nella “Comunicazione sul piano D e sul periodo di riflessione”, COM (2006) 212 del 10 maggio 2006, figurano una versione più dettagliata della valutazione della Commissione relativa ai dibattiti nazionali e una descrizione più approfondita delle sue attività nell’ambito del piano D.


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