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IP/06/430

Bruxelles, 4 aprile 2006

La Commissione interviene contro gli Stati che non hanno correttamente aperto i loro mercati dell’energia

Con 28 lettere di messa in mora inviate oggi a 17 Stati membri, la Commissione ha avviato una risoluta azione di controllo sull’attuazione della normativa sul mercato interno dell’energia da parte degli Stati membri, con un esame puntuale della conformità di tutte le leggi adottate dagli Stati membri per recepire le direttive “gas” ed “elettricità”. L’Austria, il Belgio, la Repubblica ceca, la Germania, l’Estonia, la Spagna, la Finlandia, la Francia, la Grecia, l’Irlanda, l’Italia, la Lituania, la Lettonia, la Polonia, la Svezia, la Slovacchia ed il Regno Unito riceveranno lettere di messa in mora per difettoso o incompleto recepimento (o per carente applicazione delle direttive nel caso della Spagna). Inoltre, dinanzi alla Corte di giustizia, la Commissione prosegue la sua azione nei confronti dei paesi che non hanno ancora comunicato le disposizioni nazionali d’attuazione (Spagna e Lussemburgo). Infine continua l’esame della conformità delle legislazioni del Portogallo e dell’Ungheria.

Il Sig. Andris Piebalgs, commissario per l’energia, ha ribadito che “gli Stati membri devono attuare rapidamente e integralmente le direttive sul gas e sull’elettricità, non soltanto nella forma ma anche nella sostanza. La Commissione, dopo un esame approfondito, ha deciso di avviare diverse procedure d’infrazione nei confronti degli Stati membri che non hanno osservato le norme europee e altre misure indispensabili per raggiungere un livello più elevato di crescita e di competitività in Europa”.

Le direttive che istituiscono il mercato interno del gas e dell’elettricità sono essenziali per la realizzazione di un vero mercato competitivo dell’energia in Europa. È di cruciale importanza che le norme europee siano correttamente recepite negli ordinamenti nazionali perché i mercati possano funzionare e che sia garantita l’apertura effettiva dei mercati per tutti i consumatori il 1° luglio 2007.

Per la Commissione europea la realizzazione del mercato interno dell’elettricità e del gas costituisce uno dei sei settori prioritari della strategia per un’energia sicura, competitiva e sostenibile che essa ha adottato nel marzo 2006. Secondo la Commissione, il presupposto indispensabile per un approvvigionamento sostenibile, competitivo e sicuro di energia è dato dall’esistenza di mercati dell’energia aperti e concorrenziali, che permettano alle imprese europee di operare come concorrenti su scala europea anziché limitarsi a dominare il mercato nazionale.

La Commissione ritiene che la creazione di un mercato europeo dell’energia con queste caratteristiche sarà determinante per ridurre i prezzi dell’energia, migliorare la sicurezza del nostro approvvigionamento e rafforzare la competitività. Si rilevano però ancora molte differenze nel modo in cui gli Stati membri intendono procedere verso l’apertura alla concorrenza, e ciò impedisce l’emergere di un mercato europeo veramente concorrenziale.

Già nel novembre 2005 la Commissione aveva annunciato, nella relazione sulla realizzazione del mercato interno dell’elettricità e del gas, che avrebbe dato priorità assoluta all’attuazione delle direttive pertinenti. La Commissione si è impegnata a controllare con rigore il recepimento delle direttive sia nella lettera che nello spirito.

Le iniziative sopra citate scaturiscono dalla constatata non conformità di molti aspetti delle direttive mentre, nel caso della Spagna, scaturiscono da due denunce.

Nell’esame della conformità, un’attenzione particolare è stata riservata agli aspetti che costituiscono i principi di una regolazione moderna di mercato e che garantiscono la concorrenza, cioè il grado d’apertura del mercato, la possibilità effettiva di cambiare fornitore, l’arrivo di nuovi concorrenti sul mercato, i quali devono beneficiare di un accesso non discriminatorio, garantito da autorità di regolazione autorevoli ed indipendenti, e l’esigenza di tutelare i consumatori e introdurre un diritto di accesso all’energia elettrica.

In questo contesto, i principali problemi constatati in sede di recepimento delle direttive sono i seguenti:

  • persistenza di prezzi regolamentati, in particolare a profitto dei clienti idonei, che bloccano l’arrivo di nuovi concorrenti;
  • assenza di separazione giuridica ed insufficiente separazione gestionale dei gestori delle reti di trasporto e di distribuzione dell’elettricità e del gas per garantire la loro indipendenza;
  • accesso discriminatorio dei terzi alla rete e insufficiente trasparenza delle tariffe;
  • libera scelta del fornitore;
  • competenze delle autorità di regolazione, in particolare per la fissazione delle tariffe d’accesso alle reti;
  • accesso preferenziale per alcuni contratti storici nel settore elettrico o del gas;
  • mancata notifica degli obblighi di servizio pubblico ed insufficiente indicazione dell’origine dell’elettricità.

Nel caso dell’Austria, mancano alcune leggi regionali, mentre la legge federale, ancorché adottata nei termini prescritti, non ha efficacia giuridica diretta.


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