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Gli Stati membri trovano un accordo sulla patente di guida europea

European Commission - IP/06/381   27/03/2006

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IP/06/381

Bruxelles, 27 marzo 2006

Gli Stati membri trovano un accordo sulla patente di guida europea

Oggi il Consiglio dei ministri ha raggiunto un accordo politico sulla proposta presentata dalla Commissione europea nel 2003 a proposito di una patente di guida europea (COM(2003)621 – IP/03/1435). L’applicazione di norme comuni europee agevolerà la libera circolazione dei conducenti comunitari, impedirà le frodi legate all’uso della patente quale documento di identità e migliorerà la sicurezza stradale, soprattutto in relazione alle motociclette. Un modello unico, con formato simile a una carta di credito, sostituirà gli oltre 110 modelli diversi attualmente in circolazione.

Il vicepresidente Barrot ha accolto con favore l’accordo dichiarando che “la patente di guida europea è di vitale importanza per la sicurezza stradale e per la lotta alle frodi. Viaggiare in Europa sarà più facile e saranno eliminati gli ostacoli burocratici. Tutti i conducenti avranno patenti chiare e moderne che saranno accettate in tutti gli Stati membri – sono molto lieto che il Consiglio sia riuscito a concludere questo accordo”.

La nuova patente di guida permetterà di migliorare la sicurezza stradale grazie a una migliore definizione del campo di applicazione delle diverse categorie di patente di guida. Il documento indicherà chiaramente chi è autorizzato a guidare i vari tipi di veicoli. L’accordo prevede l’introduzione di una patente per i motocicli e stabilisce il principio dell’accesso graduale alle motociclette di maggiori dimensioni e cilindrata superiore. L’accesso diretto alla categoria superiore sarà possibile soltanto a partire dall’età di 24 anni dopo un esame teorico e pratico. Chi desidera guidare le motociclette più potenti prima di aver raggiunto l’età prescritta dovrà avere almeno due anni di esperienza di guida su modelli meno potenti. Il nuovo regolamento fissa inoltre requisiti minimi per gli esaminatori.

La nuova legislazione rappresenta un passo importante nella lotta contro le frodi con le patenti di guida e il fenomeno del “turismo da patente”[1]. Gli Stati membri rafforzeranno la cooperazione per impedire ai conducenti oggetto di un ritiro temporaneo della patente di ottenerne una nuova in un altro Stato membro. A tal fine sarà istituita una rete comunitaria per lo scambio di dati.

Sarà introdotto un nuovo modello unico di patente di guida, con formato simile a quello di una carta di credito e maggiori caratteristiche di sicurezza, mentre i 110 modelli diversi attualmente in circolazione saranno progressivamente ritirati. Dopo l’entrata in vigore della direttiva gli Stati membri avranno 26 anni di tempo per sostituire le patenti attualmente in uso. Sono state concordate disposizioni specifiche per garantire che le autorizzazioni esistenti per la guida di un determinato veicolo continuino a essere oggetto di riconoscimento reciproco.

La nuova direttiva lascerà agli Stati membri la facoltà di decidere se dotare il nuovo modello di un microchip. In ogni caso, gli Stati membri sono tenuti a rispettare la normativa comunitaria che si applica alla protezione dei dati.

In futuro la validità della patente di guida sarà limitata. Secondo le nuove regole le patenti per la guida di autovetture avranno una validità di 10 anni, che gli Stati membri potranno prolungare fino a 15 anni. Gli Stati membri hanno la facoltà di organizzare una visita medica al momento del rinnovo amministrativo della patente.

Dopo l’accordo politico di oggi l’adozione formale della direttiva da parte del Parlamento europeo avverrà nel corso dell’anno in seconda lettura. La direttiva entrerà così in vigore entro la fine del 2006 e sarà applicabile al più tardi alla fine del 2012.

MEMO/06/143


[1] Questo espressione si riferisce al fenomeno per cui i cittadini che si sono visti ritirare la patente dalle autorità del loro paese a seguito di un'infrazione grave conseguono una nuova patente in un altro Stato membro che deve poi essere riconosciuta anche nel loro Stato di origine.


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