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IP/06/256

Bruxelles, 2 marzo 2006

La Commissione propone misure concrete per migliorare e accelerare la fornitura degli aiuti comunitari

Nelle tre comunicazioni approvate quest’oggi, la Commissione propone misure concrete per migliorare l’efficacia degli aiuti allo sviluppo apportati dall’Unione europea. Queste proposte danno seguito agli impegni assunti dall’Unione nel 2005 volti ad aumentare sensibilmente gli aiuti e a migliorarne l’incidenza e la rapidità di fornitura, al fine di far fronte alle sfide poste dagli obiettivi di sviluppo del millennio entro il 2015. La Commissione propone un piano d’azione comprensivo di una programmazione di assistenza congiunta con gli Stati membri e ritiene che l’Unione stia onorando i propri impegni finanziari secondo le scadenze stabilite.

“Grazie a queste proposte saremo in grado di mantenere ciò che abbiamo promesso: fare di più per lo sviluppo, in modo più efficace e in tempi più rapidi. Il solo fatto che lo sviluppo è e continuerà ad essere di competenza comune della Comunità e degli Stati membri non significa che non si possa unire le forze, armonizzare le procedure e suddividere i compiti. L’Unione europea è il maggiore donatore a livello mondiale, ma ogni singolo euro speso contribuirà maggiormente alla lotta contro la povertà se assolveremo a questa funzione in maniera intelligente e coordinata, come tutti noi avevamo promesso lo scorso anno nell’ambito di vari fori internazionali”, ha dichiarato il Commissario Michel.

Il commissario per le Relazioni esterne e la politica europea di vicinato, Benita Ferrero-Waldner, ha dichiarato: “Una delle principali priorità della Commissione consiste nel garantire un’assistenza esterna efficace. La Commissione si sta attivando per migliorare il coordinamento, la coerenza e l’incidenza degli aiuti europei nel mondo. La rapidità e l’assistenza coordinata devono diventare la norma. Questo è il mio obiettivo per gli anni a venire!”

L’obiettivo delle tre comunicazioni approvate quest’oggi consiste nel migliorare l’efficacia, la coerenza e l’incidenza degli aiuti comunitari allo sviluppo. La Commissione propone un piano d’azione che prevede nove azioni limitate nel tempo che la Commissione e gli Stati membri dovranno attuare congiuntamente. Alcune di esse, quali l’accurata cartografia degli aiuti comunitari attraverso atlanti dei donatori regionali, il sostegno ai procedimenti di coordinamento locale e l’elaborazione di una disciplina congiunta per la programmazione degli aiuti, possono essere avviate immediatamente. Altre, tra cui il proposto meccanismo di cofinanziamento dei fondi comunitari, possono essere attuate nel corso dei prossimi quattro anni.

  • La comunicazione “Fare di più, meglio e più rapidamente” presenta un piano d’azione concreto. Essa stabilisce per ciascuna azione un programma operativo d’intervento per il biennio 2006-2007.
  • La comunicazione “Programmazione pluriennale congiunta” rappresenta uno dei primi obiettivi concreti del piano d’azione. Essa propone una disciplina comunitaria congiunta per la programmazione degli aiuti allo sviluppo al fine di migliorarne l’efficacia.
  • La comunicazione “Finanziamento dello sviluppo ed efficacia degli aiuti” organizza il controllo dei risultati realizzati dall’Unione europea in rapporto agli impegni assunti, in termini di volume degli aiuti e di efficacia della loro fornitura. Per quanto concerne il biennio 2003-2004, la comunicazione segnala che, nel collettivo, l’Unione procede all’attuazione dei propri impegni finanziari secondo le scadenze stabilite, mentre il rendimento individuale di alcuni Stati membri risulta ancora insufficiente. Si stima invece molto positivamente la capacità dei nuovi Stati membri di far fronte agli impegni assunti.

A sostegno di queste tre comunicazioni, la Commissione ha riveduto e aggiornato l’“Atlante dei donatori UE 2006”, contenente la cartografia degli aiuti dell’Unione europea in tutto il mondo. Volumi supplementari dedicati ad una regione in particolare consentiranno un’analisi più specifica della cooperazione tra donatori dell’UE in un contesto regionale e faciliteranno la suddivisione dei compiti all’interno dell’Unione (“chi fa cosa, dove e con chi”). È già disponibile un primo volume dedicato all’Africa occidentale.

Contesto

Visti i limitati progressi sinora compiuti per realizzare gli obiettivi di sviluppo del millennio, soprattutto nell’Africa subsahariana, l’Unione europea ha assunto le redini della politica di sviluppo nel giugno 2005. Essa ha convenuto un’iniziativa ambiziosa volta ad aumentare gli aiuti ai paesi in via di sviluppo (0,56% del reddito nazionale lordo entro il 2010, pari ad un incremento di circa 20 miliardi di euro), migliorare l’efficacia degli aiuti grazie all’armonizzazione e al coordinamento tra gli Stati membri e concentrare l’attenzione sull’Africa, dichiarando che al continente africano andrebbe assegnato almeno il 50% degli aiuti supplementari stanziati.

Nel dicembre 2005 l’Unione europea ha inoltre approvato la revisione della dichiarazione politica sullo sviluppo, il “Consenso europeo”, che formula, per la prima volta nella storia dell’Unione, obiettivi strategici comuni per la politica di sviluppo che sono condivisi da tutta l’Unione.

Le comunicazioni approvate quest’oggi mirano a realizzare concretamente gli impegni assunti dall’Unione europea e dall’OCSE nel 2005 e costituiscono il seguito logico dato al “Consenso europeo”.
Maggiori informazioni sono disponibili sul sito web:

http://ec.europa.eu/development/body/development_policy_statement/index_en.htm


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