IP/06/1862
Bruxelles, 20 dicembre 2006
Il Commissario all'Ambiente, Stavros Dimas, ha dichiarato: “È importante che anche l'aviazione contribuisca equamente ai nostri sforzi per ridurre le emissioni di gas serra. La Commissione continuerà a collaborare con i suoi partner internazionali per promuovere gli obiettivi di un accordo mondiale sull'aviazione. Far rientrare le emissioni dei trasporti aerei nel sistema UE di scambio delle quote di emissione è una soluzione efficace sotto il profilo economico che si rivela utile per l'ambiente e che garantisce parità di trattamento a tutte le compagnie aeree."
Le emissioni dei trasporti aerei sono in aumento
Al contrario delle emissioni dei voli nazionali, i trasporti aerei internazionali non rientrano nel protocollo di Kyoto. Inoltre, da sempre il combustibile dei jet destinato ai trasporti internazionali non è tassato. Gli accordi bilaterali in materia di trasporti aerei stipulati tra Stati membri dell'UE e paesi terzi sono attualmente in fase di revisione per consentire questa possibilità, ma ci vorrà ancora tempo prima di giungere a risultati concreti.
Attualmente le emissioni prodotte dai trasporti aerei rappresentano circa il 3% delle emissioni complessive di gas serra dell'UE, ma sono in rapida crescita, con un + 87% rispetto al 1990, in particolare perché i viaggi aerei sono sempre più economici e nessuno ne sostiene i costi ambientali. Per fare un esempio, una persona che si sposta in aereo da Londra a New York e ritorno produce all'incirca le stesse emissioni di un cittadino medio dell'UE che deve riscaldare la propria abitazione per un anno.
Il rapido incremento delle emissioni del settore aereo contrasta con i risultati ottenuti in molti settori economici nell'abbattimento delle emissioni. Se permane lo status quo, nel 2012 l'aumento delle emissioni connesse ai voli in partenza dagli aeroporti dell'UE annullerà oltre un quarto della riduzione dell'8% che l'UE-15 deve ottenere per conseguire l'obiettivo di Kyoto. Nel 2020 le emissioni dei trasporti aerei potrebbero più che raddoppiare rispetto ai livelli odierni.
La direttiva proposta
La proposta di direttiva fa seguito a una comunicazione del settembre 2005[1] nella quale la Commissione concludeva che il modo migliore per far fronte alle emissioni del settore aereo, da un punto di vista economico e ambientale, era quello di includerlo nel sistema europeo di scambio delle quote di emissione. Questa posizione era stata successivamente avallata anche dal Consiglio e dal Parlamento europeo.
La direttiva garantirà parità di trattamento a tutti gli operatori aerei, siano essi comunitari o stranieri. A partire dal 2011 rientreranno nel sistema tutti i voli nazionali e internazionali effettuati tra aeroporti dell'UE e dal 2012 il sistema sarà esteso anche a tutti i voli internazionali in arrivo e in partenza dagli aeroporti dell'UE. In questo modo si prevede che per il 2020 ogni anno sarà possibile risparmiare fino al 46% di CO2 rispetto allo scenario corrispondente allo status quo, per un totale di 183 milioni di tonnellate annue; a titolo di esempio, questa cifra corrisponde al doppio delle emissioni di gas serra prodotte ogni anno dall'Austria, tenuto conto di tutte le fonti di emissione.
Per contenere il rapido aumento delle emissioni dovute al trasporto aereo, il numero totale delle quote di emissione assegnate sarà limitato ad un tetto massimo, pari al livello medio delle emissioni registrate nel periodo 2004-2006. Gli Stati membri potranno vendere all'asta una parte delle quote, ma la maggior parte di esse sarà rilasciata a titolo gratuito, in base a un parametro di riferimento armonizzato che tiene conto dell'efficienza e che rispecchia la percentuale di traffico di ciascun operatore calcolata sulla base dei dati storici.
Per ridurre i costi amministrativi, la direttiva esclude gli aerei molto leggeri; inoltre, ai fini della gestione del sistema, ciascun operatore farà riferimento ad un unico Stato membro.
La direttiva fa parte di un approccio globale che punta ad affrontare il problema delle emissioni del trasporto aereo e che comprende anche attività di ricerca su tecnologie più pulite e una migliore gestione del traffico aereo.
Effetti sul prezzo dei biglietti aerei
Se si ipotizza che una compagnia aerea faccia ricadere interamente i costi aggiuntivi sui clienti, nel 2020 un viaggio medio di andata e ritorno all'interno dell'UE potrebbe aumentare di un importo compreso tra 1,8 e 9 euro, mentre i viaggi a lunga percorrenza potrebbero aumentare un po' di più, in funzione della lunghezza effettiva della tratta, visto che hanno un maggiore impatto ambientale. L'aumento del prezzo dei biglietti dovrebbe comunque essere molto inferiore ai costi supplementari che i clienti si sono ritrovati a sostenere dopo gli aumenti del prezzo del petrolio registrati negli ultimi anni su scala mondiale.
Cfr. anche MEMO/06/506
Per
ulteriori informazioni consultare il sito:
http://ec.europa.eu/environment/climat/aviation_en.htm
[1] Ridurre l’impatto del trasporto aereo sui cambiamenti climatici, COM(2005) 459 def.