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La Commissione interviene contro gli Stati membri che non che hanno ancora aperto correttamente i propri mercati dell'energia

European Commission - IP/06/1768   12/12/2006

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IP/06/1768

Bruxelles, 12 dicembre 2006

La Commissione interviene contro gli Stati membri che non che hanno ancora aperto correttamente i propri mercati dell'energia

Con 26 pareri motivati inviati oggi a 16 Stati membri, la Commissione ha confermato la sua volontà di seguire l'attuazione della legislazione relativa al mercato interno dell'energia. Questa seconda fase della procedura d'infrazione per violazione delle direttive del 2003 sull'apertura dei mercati del gas e dell'elettricità riguarda la Germania, l'Austria, il Belgio, la Repubblica ceca, l'Estonia, la Spagna, la Francia, la Grecia, l'Irlanda, l'Italia, la Lituania, la Lettonia, la Polonia, la Svezia, la Slovacchia e il Regno Unito. Solo la Finlandia e l'Austria - ma unicamente per il gas - hanno addotto argomenti sufficienti perché i procedimenti avviati a loro carico venissero bloccati.

Andris Piebalgs, commissario per l'energia, ha dichiarato: "Solo l'attuazione piena e completa delle direttive da parte degli Stati membri consentirà la realizzazione di un mercato interno dell'elettricità e del gas che garantisca a tutti i consumatori europei reali possibilità di scelta per la fornitura di gas e di elettricità il 1° luglio 2007."

Per decidere l'invio dei pareri motivati, la Commissione ha esaminato le risposte degli Stati membri alle sue lettere di messa in mora dell'aprile scorso. I principali problemi constatati in sede di recepimento delle direttive sono i seguenti:

  • persistenza di tariffe di fornitura regolamentate per i clienti idonei, che bloccano l'arrivo di nuovi concorrenti e impediscono la libera scelta del fornitore;
  • insufficiente separazione dei gestori di rete verticalmente integrati con attività di produzione e fornitura, in particolare per quanto riguarda la separazione funzionale volta a garantire l'indipendenza di tali gestori e ad impedire ogni discriminazione relativa all'accesso alla rete;
  • accesso discriminatorio dei terzi alla rete, e in particolare mantenimento di un accesso preferenziale per i contratti storici degli operatori dominanti;
  • competenze insufficienti delle autorità di regolamentazione, in particolare per quanto riguarda l'accesso alle reti e la sua tariffazione;
  • mancata notifica degli obblighi di servizio pubblico;
  • insufficiente indicazione dell'origine dell'elettricità.

Successivamente all'invio dei pareri motivati, gli Stati membri dispongono di due mesi per presentare le loro osservazioni alla Commissione, che può in seguito decidere di rivolgersi alla Corte di giustizia europea. Nella maggior parte dei casi, i procedimenti riguardano unicamente la conformità del quadro legislativo generale con le direttive. La Commissione perseguirà inoltre ogni violazione connessa all'attuazione effettiva delle direttive, a livello regolamentare o della pratica dei gestori di rete, di cui venga a conoscenza, in particolare a seguito di una denuncia.

Il Lussemburgo (per il gas e l'elettricità) e la Spagna (per il gas) sono già stati condannati dalla Corte di giustizia, rispettivamente il 19 maggio e il 16 novembre 2006. La Spagna rischia di essere prossimamente condannata anche per il mancato recepimento della direttiva sull'elettricità. La Commissione prosegue inoltre l'esame della conformità della normativa estone e ungherese per il gas. Lettere di messa in mora sono state anche inviate al Portogallo e all'Ungheria, rispettivamente il 4 luglio e il 18 ottobre, con riguardo al settore dell'elettricità.

Il persistere di queste infrazioni sottolinea le carenze dell'attuale quadro legislativo.

Anzitutto, le autorità di regolamentazione non godono dell'indipendenza e dei poteri che consentirebbero loro di garantire la creazione di mercati aperti operanti in maniera efficace e non discriminatoria.

L'attuale quadro giuridico non è inoltre in grado di disciplinare efficacemente gli aspetti transfrontalieri dell'accesso alle reti di gas e di elettricità: lo dimostra il persistere di accessi preferenziali agli interconnettori transfrontalieri.

Le numerose infrazioni relative alla separazione funzionale mostrano infine come gli Stati membri non siano ancora in grado di recepire efficacemente queste complesse misure. Anche quando è in atto, la separazione giuridica e funzionale degli amministratori di rete verticalmente integrati con attività di produzione e fornitura non sempre consente di garantire un accesso paritario di tutti i fornitori alle reti, come emerge dal persistere di infrazioni legate a un accesso discriminatorio e preferenziale a favore degli operatori dominanti. Le difficoltà di attuazione e l'inefficacia di queste norme rendono necessario un rafforzamento dell'indipendenza degli operatori di rete.

Per ovviare a queste carenze, la Commissione ha effettuato in ciascun paese un esame approfondito volto ad analizzare l'efficacia, nella pratica, delle misure legislative e regolamentari in materia di apertura dei mercati. La relazione contenente i risultati di questa analisi nel settore della concorrenza sarà pubblicata all'inizio del prossimo anno.


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