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IP/06/14

Bruxelles, 10 gennaio 2006

Mercato interno: la Commissione interviene per garantire l’attuazione del diritto UE da parte di sette Stati membri

La Commissione europea ha deciso di aprire procedure d’infrazione contro sette Stati membri per mancato recepimento nel diritto nazionale di una o più di otto diverse direttive riguardanti il mercato interno. La Commissione deferirà gli Stati membri seguenti alla Corte di giustizia delle Comunità europee per mancata comunicazione delle misure nazionali di attuazione di diverse direttive: Repubblica ceca, in merito alle direttive sul riconoscimento delle qualifiche di medici e dentisti; Estonia, per una direttiva sui servizi postali; Grecia e Italia, per la direttiva sulla modernizzazione contabile; Lussemburgo e Svezia, per una direttiva sulla vigilanza supplementare dei conglomerati finanziari; Grecia, per una direttiva sul risanamento e la liquidazione degli enti creditizi. La Commissione ha anche deciso, in conformità dell’articolo 228 del trattato CE, di inviare ulteriori pareri motivati alla Francia, per chiederle di adeguarsi immediatamente a una precedente sentenza della Corte riguardante la mancata attuazione della direttiva del 2001 sui diritti d’autore, e al Lussemburgo, per chiedergli di adeguarsi immediatamente a una precedente sentenza della Corte che gl’imponeva di attuare il diritto comunitario in materia di protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche. Se la Francia e il Lussemburgo non si adegueranno, la Commissione potrà chiedere alla Corte di imporre delle ammende giornaliere.

Il Commissario Charlie McCreevy, responsabile per mercato interno e servizi, ha dichiarato: “I progressi recentemente compiuti dagli Stati membri nell’attuazione delle normative sul mercato unico è stato impressionante, e spero che il quadro di valutazione del mese prossimo segnali la stessa tendenza. Alcuni Stati membri però sono rimasti indietro, impedendo così ai cittadini e alle imprese europee di beneficiare pienamente del mercato interno e di misure cui quegli stessi paesi hanno sottoscritto. Devo ribadire che la Commissione farà tutto quanto è in suo potere per aiutare gli Stati membri ad attuare in tempo le norme europee, ma continuerà anche ad adottare provvedimenti qualora ciò risulti necessario”.

Repubblica ceca: riconoscimento delle qualifiche di medici e dentisti

La Commissione ha deciso di adire la Corte di giustizia per quanto riguarda la comunicazione incompleta, da parte della Repubblica ceca, delle misure nazionali di esecuzione delle direttive 78/686/CEE e 93/16/CEE relative rispettivamente al riconoscimento reciproco dei diplomi di dentisti e medici.

Conformemente al trattato d’adesione, la Repubblica ceca doveva adottare tutte le misure necessarie per conformarsi a tali direttive entro e non oltre il 1° maggio 2004.

Le direttive si applicano sia allo stabilimento che alla libera prestazione temporanea di servizi. Per facilitare quest’ultima è prevista una procedura semplificata rispetto a quella richiesta per lo stabilimento dei professionisti in un altro Stato membro.

La Repubblica ceca ha comunicato alla Commissione di aver adottato diverse misure d’esecuzione delle direttive suddette, ma non quelle miranti a facilitare la prestazione temporanea di servizi da parte di professionisti stabiliti negli altri Stati membri.

Servizi postali: Estonia

La Commissione ha deciso di deferire l’Estonia alla Corte di giustizia delle Comunità europee per mancata comunicazione delle norme nazionali di recepimento delle disposizioni della direttiva 2002/39/CE, che modifica la direttiva 97/67/CE per quanto riguarda l’ulteriore apertura alla concorrenza dei servizi postali della Comunità.

Direttiva sulla modernizzazione contabile: Grecia e Italia

La Commissione ha deciso di deferire la Grecia e l’Italia alla Corte di giustizia per il mancato recepimento della direttiva sulla modernizzazione contabile (2003/51/CE). Il termine ultimo per la sua attuazione era il 1° gennaio 2005. Nonostante nel luglio 2005 la Commissione abbia inviato un parere motivato (cfr. IP/05/1037), essa non ha ancora ricevuto notizia di alcuna misura di attuazione.

L’adozione della direttiva sulla modernizzazione rientra nel Piano d’azione per i servizi finanziari. Essa modifica la 4° direttiva sul diritto societario (78/660/CEE) per quanto riguarda i bilanci annuali e la 7° direttiva sul diritto societario (83/349/CE) per quanto riguarda i bilanci consolidati. La direttiva sulla modernizzazione aggiorna una serie di categorie contabili e consente alle società una maggiore flessibilità al momento di redigere i bilanci annuali e consolidati. Il mancato recepimento della direttiva priva alcune società italiane e greche di un quadro contabile aggiornato e compromette la comparabilità dei loro bilanci con quelli della concorrenza avente sede in altri paesi dello Spazio economico europeo.

Vigilanza supplementare dei conglomerati finanziari: Lussemburgo e Svezia

La Commissione europea ha deciso di deferire il Lussemburgo e la Svezia alla Corte di giustizia per la mancata comunicazione delle misure di recepimento della direttiva 2002/87/CE sulla vigilanza supplementare di enti creditizi, imprese di assicurazione e imprese di investimento appartenenti ad un conglomerato finanziario. La direttiva stabilisce misure specifiche per la vigilanza prudenziale dei conglomerati finanziari, vale a dire dei gruppi con attività sia nel settore dei servizi bancari e d’investimento sia in quello delle assicurazioni. Una volta correttamente applicata da tutti gli Stati membri, la direttiva recherà un beneficio ai consumatori, ai depositanti e agli investitori dell’Unione europea, stimolando l’efficienza del mercato finanziario e aumentando la concorrenza. Il termine ultimo per recepire la direttiva è scaduto l’11 agosto 2004. Né il Lussemburgo né la Svezia hanno ancora comunicato alla Commissione le proprie misure di recepimento della direttiva nel diritto nazionale, nonostante a entrambi i paesi sia stato inviato un parere motivato nel luglio 2005.

Risanamento e liquidazione degli enti creditizi: Grecia

La Commissione ha deciso di deferire la Grecia alla Corte di giustizia per il mancato recepimento della direttiva 2001/24/CE sul risanamento e la liquidazione degli enti creditizi. La direttiva prevede che in caso di fallimento di un ente creditizio con succursali in diversi Stati membri il processo di liquidazione sia soggetto a un’unica procedura di bancarotta, iniziata nello Stato membro in cui l’ente ha la sede ufficiale (lo “Stato d’origine”) e disciplinata da un unico diritto fallimentare, quello dello Stato d’origine. Fino a quando la direttiva non sarà applicata interamente da tutti gli Stati membri esisterà il rischio di un conflitto di competenze, e la parità di trattamento dei creditori nei diversi Stati membri non sarà garantita. La Grecia non ha ancora comunicato alla Commissione le proprie misure di recepimento della direttiva nel diritto nazionale, nonostante il termine ultimo per lo stesso sia scaduto il 5 maggio 2004 e malgrado il parere motivato inviatole nel luglio 2005.

Direttiva del 2001 sui diritti d’autore: Francia

La Commissione ha deciso, in base all’articolo 228 del trattato CE, di inviare un ulteriore parere motivato alla Francia, chiedendole di adeguarsi immediatamente a una precedente sentenza della Corte di giustizia sulla mancata attuazione della direttiva del 2001 sui diritti d’autore.

Tale direttiva svolge un ruolo fondamentale nell’aggiornare la legislazione comunitaria in tema di diritto d’autore e nel fornire agli autori e agli altri titolari di diritti un livello adeguato di tutela dei diritti nel contesto digitale. A tale proposito la direttiva stabilisce per gli Stati membri l’obbligo di garantire una protezione giuridica adeguata contro la pirateria o altre forme di disattivazione dei dispositivi anticopia e delle altre apparecchiature utilizzate per proteggere i diritti d’autore quando le opere vengono pubblicate in formato digitale. È dunque deprecabile che la Francia non abbia ancora recepito le sue disposizioni nel diritto nazionale.

La direttiva rappresenta inoltre lo strumento con cui l’Unione europea e i suoi Stati membri attuano i due “trattati internet” del 1996 con cui l’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (OMPI) ha adeguato la protezione del diritto d’autore alla tecnologia digitale. Per questo motivo la sua attuazione diventa estremamente urgente.

Protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche: Lussemburgo

La Commissione ha deciso, in conformità dell’articolo 228 del trattato CE, di inviare un ulteriore parere motivato al Lussemburgo, chiedendogli di adeguarsi immediatamente a una precedente sentenza della Corte di giustizia che gli chiedeva di recepire nel diritto nazionale la direttiva 98/44/CE sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche (causa C-450/03 del 9 settembre 2004).

La direttiva avrebbe dovuto essere recepita entro il 30 luglio 2000. Essa si propone di chiarire alcuni principi del diritto dei brevetti applicati alle invenzioni biotecnologiche garantendo l’osservanza di norme etiche rigorose. Tali chiarimenti paiono essenziali per poter sfruttare pienamente le possibilità in campo medico, ambientale ed economico delle biotecnologie nel rispetto di standard etici elevati. Al momento solo due Stati membri non hanno recepito la direttiva, ossia Lussemburgo e Lettonia. Tale mancato recepimento crea barriere commerciali e ostacola il mercato interno, causando seri danni al settore europeo delle biotecnologie.


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