Navigation path

Left navigation

Additional tools

La Commissione intende avviare una consultazione sulla futura politica marittima dell’Unione

European Commission - IP/05/231   02/03/2005

Other available languages: EN FR DE DA ES NL SV PT FI EL CS ET HU LT LV MT PL SK SL

IP/05/231

Bruxelles, 2 marzo 2005

La Commissione intende avviare una consultazione sulla futura politica marittima dell’Unione

La Commissione europea ha annunciato oggi la decisione di avviare una procedura di consultazione su una futura politica marittima dell'Unione. In una comunicazione presentata congiuntamente dal presidente José Manuel Barroso e dal commissario Joe Borg, la Commissione illustra le ragioni all’origine di questa iniziativa. Nella comunicazione si sottolinea il grande contributo del mare alla nostra vita e al nostro benessere e le sue potenzialità per la crescita economica. Si tratta ora di sfruttare al meglio questo potenziale secondo i principi della sostenibilità. Un approccio integrato aiuterebbe a evitare conflitti e a ottimizzare le sinergie fra le varie attività legate al mare, aumentandone il potenziale economico e proteggendo l’ambiente. Esso favorirebbe inoltre una maggiore partecipazione dei soggetti interessati, permettendo loro di avere una visione globale e di comprendere le implicazioni delle diverse attività legata al settore marino. Una task force, costituita dai commissari responsabili delle politiche connesse al mare e presieduta dal commissario Borg, preparerà un documento di consultazione sulla futura politica marittima dell’Unione. La pubblicazione di questo documento, prevista per la prima metà dell’anno prossimo, avvierà un’ampia consultazione sulle varie opzioni possibili per una politica marittima dell'Unione. La Commissione prenderà quindi in esame tutti i contributi e deciderà la forma da dare alla nuova politica prima di preparare proposte in materia.

Il presidente Barroso ha dichiarato: “Il passato, il presente e il futuro dell’Europa sono strettamente legati ai mari e agli oceani. Soltanto se li tratteremo con la dovuta cura, essi potranno sostenere noi e le generazioni future. Una politica marittima comunitaria può contribuire a liberare l'enorme potenziale di crescita dell'Europa, proteggendo allo stesso tempo anche l'ambiente marino. Grazie a una gestione responsabile delle nostre comuni risorse marine, in futuro i mari e gli oceani potranno continuare a essere una fonte di ricchezza e piacere per tutti i cittadini europei”.

"Una politica marittima permetterebbe di individuare, coordinare e attuare nell’Unione una serie di misure per le attività marittime ottimizzando i vantaggi economici e ricreativi offerti dal mare secondo criteri che favoriscano la partecipazione e la sostenibilità. Sono ansioso di collaborare a questo entusiasmante progetto con i miei colleghi e con tutti i soggetti interessati, pubblici e privati”, ha dichiarato Joe Borg, commissario responsabile della pesca e degli affari marittimi.

Il presidente Barroso ha chiesto al signor Borg di “dirigere una nuova task force per la politica marittima incaricata di avviare un’ampia consultazione su una futura politica marittima dell’Unione”. Vi parteciperanno i seguenti commissari: il signor Verheugen, responsabile delle imprese e dell’industria, il signor Barrot, responsabile dei trasporti, il signor Dimas, responsabile dell’ambiente, la signora Hübner, responsabile della politica regionale, il signor Potocnik, responsabile della ricerca, e il signor Pieblags, responsabile dell’energia. Anche altri commissari potranno essere invitati a partecipare ai lavori quando la discussione verterà su problemi legati ai loro settori di competenza. Per elaborare il documento di consultazione si attingerà alle conoscenze specifiche di diversi settori tecnici e politici.

Il mare è molto importante per l’Unione, che conta quasi 70 000 km di coste, ripartite tra venti Stati membri. Quasi la metà della popolazione dell’Unione europea vive a meno di 50 km dalla costa. Le regioni marittime dell’UE-15 rappresentavano già oltre il 40% del PIL. I cantieri navali, i porti, la pesca e le attività di servizi connesse danno lavoro a due milioni e mezzo di persone (cfr. le schede allegate e il documento Memo/05/72).


Side Bar

My account

Manage your searches and email notifications


Help us improve our website