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IP/05/1631

Bruxelles, 19 dicembre 2005

Sicurezza marittima e controllo dello Stato di approdo: la Commissione europea chiede la corretta applicazione della regolamentazione

La Commissione europea ha inviato all’Italia e a Malta un parere motivato – l’ultima fase della procedura prima del deferimento formale alla Corte di giustizia – per inosservanza della normativa europea sul controllo delle navi da parte dello Stato di approdo. Anche alla Lettonia è stato trasmesso un parere motivato per non aver recepito nel diritto nazionale la normativa comunitaria in materia di sicurezza marittima e prevenzione dell’inquinamento provocato dalle navi.

“Anche se la Commissione europea ha appena adottato un terzo pacchetto di misure per rafforzare la sicurezza marittima, nutro forti preoccupazioni perché alcuni paesi non hanno ancora attuato correttamente la normativa del 2002 riguardante i controlli da parte dello Stato di approdo”, ha dichiarato Jacques Barrot, vicepresidente responsabile dei trasporti.

La Commissione ha deciso di adottare misure contro l’Italia e Malta per non aver recepito adeguatamente una direttiva[1] adottata nel 1995, le cui disposizioni sono state rafforzate a seguito dell’incidente dell’Erika. La direttiva intende ridurre la presenza di navi non conformi nelle acque sotto la giurisdizione degli Stati membri, assicurando un migliore rispetto della normativa internazionale e comunitaria pertinente in materia di sicurezza marittima, protezione dell’ambiente marino e condizioni di vita e di lavoro a bordo delle navi, qualunque sia la loro bandiera. A tal fine, la direttiva stabilisce criteri per il controllo delle navi da parte dello Stato di approdo e armonizza le procedure di ispezione e fermo delle navi non conformi.

L’Italia ha notificato alla Commissione misure nazionali di recepimento della direttiva che contengono una serie di punti non coerenti di natura legale e tecnica, mentre nel caso di Malta è stata rilevata un solo elemento di non conformità alla direttiva, nella misura in cui le funzioni di ispettori dello Stato di approdo possono essere svolte da persone senza le qualifiche adeguate. In effetti, la legislazione maltese autorizza gli “ispettori” privi delle qualifiche necessarie che erano impiegati prima del 1° maggio 2004 a continuare a svolgere la funzione di ispettori responsabili dei controlli dello Stato di approdo, mentre la direttiva autorizza le persone prive di qualifiche a svolgere tali compiti soltanto se erano impiegate dalle amministrazioni prima del giugno 1995.

La Commissione ha inoltre deciso di adottare misure contro la Lettonia per non aver recepito una direttiva[2] adottata nel 2002. La direttiva in questione intende migliorare l’attuazione della normativa comunitaria in materia di sicurezza marittima accelerando l’aggiornamento della legislazione e facilitandone la modifica alla luce degli sviluppi degli strumenti internazionali applicabili nel campo della sicurezza marittima, della prevenzione dell’inquinamento provocato dalle navi e delle condizioni di vita e di lavoro a bordo delle navi. La direttiva in questione doveva essere recepita nella legislazione lettone entro il 1° maggio 2004.


[1] Direttiva 95/21/CE del Consiglio, del 19 giugno 1995, relativa all’attuazione di norme internazionali per la sicurezza delle navi, la prevenzione dell’inquinamento e le condizioni di vita e di lavoro a bordo, per le navi che approdano nei porti comunitari e che navigano nelle acque sotto la giurisdizione degli Stati Membri (controllo dello Stato di approdo) (GU L 157 del 7.7.1995, pag. 1), modificata da ultimo dalla direttiva 2002/84/CE del Parlamento europeo e del Consiglio.

[2] Direttiva 2002/84/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 novembre 2002, che modifica le direttive in materia di sicurezza marittima e di prevenzione dell’inquinamento provocato dalle navi (GU L 324 del 29.11.2002, pag. 53)


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