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La Commissione sollecita il Lussemburgo, l’Italia, il Portogallo e la Slovacchia ad attuare la direttiva sui biocarburanti

European Commission - IP/05/1577   13/12/2005

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IP/05/1577

Bruxelles, 13 dicembre 2005

La Commissione sollecita il Lussemburgo, l’Italia, il Portogallo e la Slovacchia ad attuare la direttiva sui biocarburanti

La Commissione europea ha deciso oggi di deferire il Lussemburgo, l’Italia ed il Portogallo dinanzi alla Corte di giustizia e di inviare un parere motivato alla Slovacchia per non aver osservato gli obblighi che ad essi incombono in virtù della direttiva sui biocarburanti. Ai sensi di questa direttiva, i biocarburanti devono costituire una percentuale sempre maggiore del carburante diesel e della benzina venduti negli Stati membri, partendo da un 2% nel 2005 ed aumentando gradualmente fino a raggiungere un minimo del 5,75% nel 2010. La Commissione ha anche inviato lettere di messe in mora a sedici Stati membri, in merito alle relazioni nazionali che essi devono presentare alla Commissione nel corso del 2005. Andris Piebalgs, commissario all’energia, ha dichiarato: “Oggi i biocarburanti sono la sola alternativa ai combustibili fossili nel settore dei trasporti. Essi contribuiranno alla nostra sicurezza d’approvvigionamento energetico, condurranno ad una riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra e permetteranno di creare posti di lavoro nelle zone rurali. Mi rammarico che alcuni Stati membri siano ancora in ritardo nell’attuazione di queste norme.”

La Commissione ha deciso di procedere contro il Lussemburgo ed il Portogallo per omessa comunicazione dei provvedimenti di attuazione della direttiva sui biocarburanti[1], obbligo al quale avrebbero dovuto ottemperare entro la fine del 2004, e contro l’Italia ed il Lussemburgo per non avere presentato le relazioni nazionali che, ai sensi della direttiva, dovevano essere fornite entro il 1° luglio 2004.

Ha inoltre deciso di inviare un parere motivato alla Slovacchia, per omessa comunicazione dei provvedimenti di attuazione, nonché una lettera di messa in mora all’Italia, per non avere motivato in modo soddisfacente la sua decisione di fissare allo 0,5% l’obiettivo indicativo nazionale per i biocarburanti nel 2005, mentre il valore di riferimento previsto dalla direttiva è del 2%.

Infine, la Commissione ha inviato una lettera di messa in mora a dieci Stati membri che non hanno ancora presentato la loro relazione nazionale per il 2005[2], ed a sei Stati membri la cui relazione del 2005 non conteneva tutte le informazioni richieste dalla direttiva[3].

I biocarburanti comprendono il biodiesel, ricavato da semi oleosi (soprattutto semi di colza) e da oli di cucina esausti, il bioetanolo, ricavato da cereali e colture zuccherine, ed il biogas, ottenuto dai gas di discarica e dai rifiuti agricoli. Nel suo nuovo piano d’azione nel settore della biomassa, adottato il 7 dicembre, la Commissione ha presentato alcune misure volte a promuovere i biocarburanti.
Le relazioni nazionali presentate dagli Stati membri, a norma della direttiva sui biocarburanti, sono disponibili all’indirizzo seguente:

http://ec.europa.eu/energy/res/legislation/biofuels_en.htm


[1] Direttiva 2003/30/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 maggio 2003, sulla promozione dell’uso dei biocarburanti o di altri carburanti rinnovabili nei trasporti, GU L 123 del 17 maggio 2003.

[2] Estonia, Finlandia, Grecia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica slovacca, Spagna, Ungheria.

[3] Francia, Germania, Irlanda, Lettonia, Lituania, Repubblica ceca.


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