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Nuove e incisive misure per garantire la sicurezza dei trasporti marittimi

European Commission - IP/05/1457   23/11/2005

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IP/05/1457

Bruxelles, 23 novembre 2005

Nuove e incisive misure per garantire la sicurezza dei trasporti marittimi

Ai gravi incidenti dell’ERIKA e del PRESTIGE l’Unione europea aveva reagito prontamente istituendo un dispositivo “difensivo” per proteggere l’Europa contro il rischio di incidenti e di inquinamento. In data odierna la Commissione propone, con il Terzo pacchetto “Sicurezza marittima”, una politica più “offensiva”, intesa cioè a ristabilire durevolmente condizioni di sana concorrenza per tutti gli operatori che rispettano le norme internazionali. “La qualità dei servizi offerti dagli operatori marittimi costituisce il fattore essenziale per la competitività del settore e, sotto questo profilo, la capacità di fornire un servizio sicuro e rispettoso dell’ambiente è fondamentale” ha dichiarato Jacques Barrot, Vicepresidente della Commissione europea. “Per accrescere la qualità del trasporto marittimo occorrono anche maggiore severità verso i gli operatori poco scrupolosi che falsano la concorrenza e amministrazioni marittime e società di classificazione più efficienti.”.

Il Terzo pacchetto “Sicurezza marittima” contiene sette proposto legislative distribuite secondo due direttrici principali: una migliore prevenzione degli incidenti e dell’inquinamento e un più efficiente trattamento delle conseguenze degli incidenti.

1. Prevenzione rafforzata degli incidenti e dell’inquinamento del mare

Dopo l’allargamento a 25 Stati membri l’UE è diventata una grande potenza marittima: nel nuovo contesto europeo la prima proposta della Commissione mira a rendere più rigorose le modalità di rilascio delle bandiere europee. Agli Stati membri la Commissione chiede di controllare efficacemente che le navi che battono la loro bandiera rispettino le norme internazionali e, a tale scopo, le invita a dotarsi di un’amministrazione marittima che applichi rigorosamente i criteri di qualità. La responsabilizzazione delle amministrazioni marittime nazionali è il preludio al futuro sviluppo di una bandiera europea.

Due altre proposte sono finalizzate a rafforzare le normative vigenti sulle società di classificazione e sul controllo da parte dello Stato di approdo. La Commissione intende inoltre rifondere queste due direttive in un testo unico più chiaro e più leggibile.

  • Per assicurarsi che le società di classificazione svolgano un lavoro di migliore qualità è indispensabile istituire un sistema di controllo della qualità indipendente e stabilire sanzioni finanziarie più graduali e proporzionate.
  • Per quanto riguarda il controllo da parte dello Stato di approdo, è stato inasprito il regime attualmente vigente nei confronti delle navi non conformi alle norme, ed in particolare sono state inasprite le norme sul divieto di accesso. Infine, la proposta getta la basi per una profonda riforma della vigente normativa: il regime attuale (che prescrive ispezioni, ad opera di ciascuno Stato membro, del 25 % delle navi che fanno scalo nei suoi porti) sarà sostituito da un obiettivo comunitario. È cioè previsto che sia ispezionato il 100 % delle navi che entrano in porti comunitari, alleggerendo peraltro gli obblighi di ispezione delle navi che possiedono alti standard di qualità.

Infine, la Commissione propone di modificare la direttiva sul monitoraggio del traffico. Uno degli obiettivi è il miglioramento del quadro normativo sui luoghi di rifugio per le navi in difficoltà. L’obbligo di designare un’autorità indipendente e l’identificazione preventiva di tutti i potenziali luoghi di rifugio miglioreranno l’efficacia e la rapidità delle decisioni in caso di incidenti in mare. Inoltre, la Commissione propone di generalizzare la dotazione delle navi da pesca con sistemi di identificazione e di localizzazione automatica (AIS) così da ridurre i rischi di abbordaggio e collisione.

2. Il trattamento delle conseguenze degli incidenti

La qualità delle norme di sicurezza marittima dipende anche dalla capacità di analizzare e ricostruire le cause degli incidenti e a trarne utili insegnamenti. Una nuova proposta direttiva di questo Terzo pacchetto intende istituire un quadro normativo armonizzato a livello europeo per lo svolgimento delle inchieste sugli incidenti, nonché a rafforzare l’indipendenza degli organismi di inchiesta.

Infine, le due ultime proposte del pacchetto si propongono di migliorare la qualità della normativa generale in tema di responsabilità e di risarcimento dei danni in caso di incidenti. Si tratta di recepire nel diritto europeo le disposizioni della Convenzione di Atene (2002) onde generalizzare il regime di tutela istituito da questa Convenzione a tutti i passeggeri delle navi nell’UE, ivi compreso il traffico marittimo intraeuropeo e la navigazione interna. Si tratta altresì di responsabilizzare in misura maggiore i proprietari di navi e di imporre loro l’obbligo di sottoscrivere polizze assicurative o di munirsi di garanzie finanziarie per i danni ai terzi, che coprano anche le spese di rimpatrio dei marinai in caso di abbandono.
Informazioni più dettagliate sul contenuto del Terzo pacchetto “Sicurezza marittima” figurano in allegato. I testi in tutti le lingue del Terzo pacchetto sono disponibili sul sito Web della direzione generale dell’Energia e dei trasporti all’indirizzo seguente:

http://ec.europa.eu/transport/maritime/safety/2005_package_3_en.htm


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