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IP/05/1157

Bruxelles, 19 settembre 2005

Ambiente: la Commissione europea finanzia 89 progetti di innovazione in 17 paesi per un totale di 71 milioni di euro

La Commissione europea ha approvato il finanziamento di 89 progetti di innovazione in campo ambientale in 17 paesi nell’ambito del programma LIFE-Ambiente 2005. Si tratta di progetti di dimostrazione di nuovi metodi e tecniche finalizzati ad affrontare varie problematiche ambientali e a contribuire in tal senso a migliorare l’ambiente in Europa. I promotori dei progetti (beneficiari dei finanziamenti) provengono da Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Romania, Spagna, Svezia e Ungheria. Nel complesso rappresentano un investimento di 220 milioni di euro, 71 dei quali stanziati dall’UE.

Il Commissario all’Ambiente, Stavros Dimas, ha commentato: “LIFE-Ambiente sostiene lo sviluppo di tecnologie sempre più efficaci e innovative finalizzate ad affrontare i problemi ambientali. Queste stesse innovazioni danno anche un contributo agli obiettivi di crescita e competitività dell’UE.”

Quest’anno alla Commissione sono pervenute 534 domande di finanziamento nell’ambito del programma LIFE-Ambiente provenienti da organizzazioni pubbliche e private molto diverse tra loro. La Commissione ne ha selezionate 89 che applicheranno tecnologie di punta per risolvere i problemi dell’ambiente.

Quest’anno il settore della gestione dei rifiuti è il primo in termini di numero di progetti selezionati (31) e di finanziamenti comunitari stanziati (27 milioni di euro pari al 39% del totale). La seconda categoria di progetti (22, per un totale di 17 milioni di euro) riguarda la riduzione dell’impatto ambientale prodotto dalle attività economiche. Circa un quinto degli stanziamenti dell’UE (14 milioni di euro) sarà destinato a 17 progetti riguardanti la gestione sostenibile delle acque sotterranee e di superficie, mentre 12 progetti riguardano lo sviluppo e la pianificazione sostenibili dell’utilizzo del territorio e insieme rappresentano 9 milioni di euro, pari al 10% degli stanziamenti disponibili. Infine, sette progetti puntano alla riduzione dell’impatto ambientale dei prodotti e dei servizi (5 milioni di euro).

Il programma LIFE

LIFE è lo strumento finanziario dell’UE che finanzia progetti ambientali e di conservazione della natura in tutta l’UE e in alcuni paesi candidati, in via di adesione e vicini. L’obiettivo è di contribuire alla formulazione e all’attuazione della politica ambientale dell’UE con il finanziamento di azioni specifiche. Dal 1992 LIFE ha cofinanziato circa 2 500 progetti, per un totale di 1 500 milioni di euro stanziati a favore della protezione dell’ambiente.LIFE-Ambiente, che finanzia progetti pilota innovativi e progetti di dimostrazione, è una delle tre componenti tematiche del programma LIFE, accanto a LIFE-Natura e LIFE-Paesi terzi.

LIFE-Natura contribuisce principalmente all’attuazione delle direttive dell’UE sulla conservazione degli uccelli selvatici e sugli habitat selvatici, ed in particolare della rete Natura 2000 delle aree di conservazione istituita dalle due direttive citate. LIFE-Paesi terzi, invece, aiuta i paesi terzi che si affacciano sul Mar Mediterraneo e sul Mar Baltico a creare le capacità necessarie per la tutela dell’ambiente. Per maggiori informazioni sui progetti approvati nell’ambito dei programmi LIFE-Natura e LIFE-Paesi terzi consultare i comunicati stampa IP/05/1155 e IP/05/1156.

L’attuale programma LIFE (noto come “LIFE III”) giunge al termine alla fine del 2006. La Commissione ha proposto un nuovo programma denominato “LIFE+”, che dovrebbe coprire il periodo 2007-2013 e disporre di un bilancio di 2 190 milioni di euro. La proposta è attualmente in discussione al Consiglio dei Ministri e al Parlamento europeo.

Altre informazioni

In allegato viene presentata una sintesi degli 89 progetti finanziati da LIFE-Ambiente. Per informazioni più precise su ciascun progetto è possibile consultare il seguente sito:

http://ec.europa.eu/environment/life/project/index.htm

ALLEGATO

Progetti LIFE-Ambiente 2005 per paese

Belgio – 2 progetti

Entrambi i progetti riguardano la gestione delle acque. Il primo è finalizzato a mettere in atto linee guida di gestione delle buone pratiche per l’utilizzo sicuro di pesticidi al fine di evitare l’inquinamento delle acque sotterranee e di superficie.

Il secondo intende dimostrare come una tecnica di precipitazione dei metalli in loco rappresenti una soluzione sostenibile per il disinquinamento delle acque sotterranee contaminate da metalli non ferrosi.

Danimarca – 6 progetti

Due progetti riguardano la gestione delle acque. Uno è finalizzato a ridurre le emissioni di azoto e di fosforo prodotte dalle attività agricole che si riversano nel bacino idrografico dell’Odense, obiettivo conforme a quello della direttiva quadro sulle acque[1].

L’altro riguarda la protezione integrata delle acque di superficie e sotterranee in tre zone agricole dello Jutland centrorientale.

Due progetti tentano di mitigare l’impatto ambientale delle attività economiche. Il primo è uno studio pilota per sperimentare l’utilizzo di “coperture biologiche” innovative per ridurre le emissioni di gas serra prodotti dalle discariche.

Il secondo intende dimostrare i benefici ambientali, di sicurezza e commerciali di un prototipo di sistema di refrigerazione per supermercati e applicazioni analoghe che utilizza biossido di carbonio come refrigerante.Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, un progetto è finalizzato al riutilizzo dei fanghi di depurazione delle acque reflue, dopo l’incenerimento, nella produzione di calcestruzzo. Il secondo progetto punta a sperimentare l’opportunità di utilizzare i rifiuti e i fanghi di depurazione come materia prima negli impianti di produzione di lana di roccia in Danimarca, Francia, Germania e Regno Unito.

Estonia – 1 progetto

Il progetto intende ridurre al minimo l’impatto ambientale delle attività economiche. In questo senso punterà a dimostrare che le deiezioni dei suini possono essere interamente trasformate per produrre energia e materie prime secondarie (acqua e fertilizzanti) applicando una nuova tecnologia che prevede la fermentazione delle deiezioni, la trasformazione dei biogas in energia “verde” e calore e la separazione completa dei componenti riciclabili da quelli non riciclabili.

Finlandia – 2 progetti

Entrambi i progetti riguardano la gestione dei rifiuti. Uno di essi prende in esame le varie possibilità di riciclaggio dei rifiuti delle apparecchiature elettriche ed elettroniche, conformemente alla normativa UE[2], incentrando l’attenzione in particolare sulle zone rurali.

Il secondo riguarda invece i nuclei domestici, le scuole e gli asili di Helsinki per sensibilizzare maggiormente gli interessati e garantire che i quantitativi di rifiuti prodotti non superino i livelli del 2003.

Francia – 11 progetti

Un progetto di gestione delle acque ridurrà l’inquinamento idrico dovuto ai pesticidi migliorando le pratiche di protezione delle colture con un migliore controllo della quantità di pesticidi erogati. L’esperienza sarà condivisa con partner italiani e spagnoli.

Tre progetti riguardano le tecnologie pulite. Uno sarà la dimostrazione di un’alternativa meccanica, compatibile con l’ambiente, alla fresatura chimica di pannelli di forma complessa utilizzati nell’industria aeronautica e spaziale.

Il secondo ha come obiettivo lo sviluppo di una tecnologia pulita per i processi di finitura nell’industria tessile, basata sull’elettroflocculazione.

L’obiettivo generale del terzo progetto è la riduzione del 30% del quantitativo di CO2 emesso nel processo di essiccazione dei prodotti in terracotta.

Sei progetti riguardano la gestione dei rifiuti. Il primo contribuirà alla progettazione, sviluppo e convalida di linee di assemblaggio innovative senza impiego di piombo e studierà l’affidabilità delle nuove leghe senza piombo, in linea con le direttive UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche2 e sulla restrizione dell’uso di determinate sostanze pericolose in tali apparecchiature[3].

Il secondo progetto svilupperà un processo per la gestione degli aerei fuori uso. Nonostante il numero degli aerei ritirati aumenti costantemente (circa 250 ogni anno), non esiste alcun processo riconosciuto che consenta di smantellare questi mezzi in condizioni di sicurezza e compatibilmente con l’ambiente.Il terzo progetto, che si svilupperà nel dipartimento di Deux-Sèvres, è mirato a ridurre la produzione di rifiuti istituendo degli incentivi per i cittadini e gli operatori economici in tutte le fasi del ciclo di consumo.

Il quarto sarà un progetto di dimostrazione della possibilità tecnica di applicare la tecnologia degli ultrasuoni per ridurre la produzione di fanghi negli impianti di trattamento delle acque reflue.

Il quinto intende dimostrare la fattibilità di una tecnica innovativa per il riciclaggio delle batterie agli ioni di litio, che sono principalmente utilizzate nei telefoni cellulari, nei computer portatili, nelle macchine fotografiche, nei giocattoli e in altre applicazioni.

Il sesto progetto punta a sostituire il piombo con altre leghe nella produzione di componenti elettronici “ecologici” per i sistemi di comunicazione utilizzati nel settore aeronautico e militare. Il progetto garantirà la conformità alla direttiva sulla restrizione dell’uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche3, che dal 1° luglio 2006 vieta l’impiego del piombo in tali apparecchiature.

L’ultimo progetto francese riguarda la gestione della qualità dell’aria e fornirà uno strumento di campionamento dell’aria che adotta un approccio nuovo al monitoraggio del polline nell’aria: invece di misurare i grani di polline secondo la loro morfologia utilizzerà misure in linea dell’antigenicità/allergenicità.

Germania – 6 progetti

Due progetti trattano la gestione delle acque. Il primo adotterà un approccio integrato per ridurre l’inquinamento da fonti agricole diffuse e in questo contribuirà a rafforzare la direttiva quadro sulle acque1.

Il secondo è invece finalizzato a perfezionare le tecnologie per il trattamento delle acque reflue attraverso una tecnologia innovativa che consente di rendere solubili i componenti organici dei fanghi di depurazione e dunque adatti alla produzione di biogas.

Due progetti riguardano le tecnologie pulite per ridurre l’impatto ambientale delle attività economiche. Uno mira a dimostrare l’efficacia, sotto il profilo tecnico e ambientale, di un nuovo legante inorganico utilizzato per gli stampi di blocchi motore in alluminio. Il processo dovrebbe consentire di ridurre del 30% i costi energetici e di limitare sensibilmente la produzione di rifiuti.

Il secondo è invece sul pretrattamento della lana nella produzione di filati. L’obiettivo principale è l’eliminazione delle emissioni di alidi organici assorbibili e una notevole riduzione nell’uso di sostanze chimiche nel processo di pulitura, grazie ad un processo sostenibile di pretrattamento al plasma.

Un progetto tratta la gestione e la prevenzione dei rifiuti con un programma di formazione sulla saldatura senza piombo nell’industria europea dell’elettronica.

L’ultimo progetto è finalizzato a ridurre l’impatto ambientale del comparto dell’acciaio, che attualmente utilizza acidi pericolosi per la discagliatura dei piatti laminati a freddo. Il processo proposto non prevede l’impiego di sostanze chimiche e si basa sulla tecnologia del vuoto ad alta pressione.

Grecia – 4 progetti

Il primo progetto affronta il tema dello sviluppo e della pianificazione dell’utilizzo del territorio proponendo un approccio partecipativo nell’ambito di un ambizioso piano per il recupero socio-ambientale dell’area urbana della Baia di Elefsina entro il 2020.

Un altro progetto sulla gestione della qualità dell’aria intende fornire un sistema integrato di valutazione, monitoraggio e gestione dell’inquinamento atmosferico nella prefettura di Kozani (nella Macedonia occidentale), dov’è situato il più grande impianto a lignite del paese.

Il terzo si riferisce all’impatto ambientale di prodotti e servizi e metterà in atto un concetto di costruzione sostenibile applicando una politica integrata di prodotto che coinvolga tutti gli interessati.

L’ultimo progetto è sulla gestione delle acque e intende predisporre un set di tecnologie compatibili con l’ambiente che riducano al minimo l’inquinamento da fonti diffuse provenienti dai terreni agricoli. Tali tecnologie saranno integrate nel piano di gestione del bacino idrografico dell’Evrotas e nella sua zona costiera.

Irlanda – 2 progetti

Entrambi riguardano la gestione dei rifiuti. Uno svilupperà uno strumento dimostrativo per la progettazione di componenti e sottoinsiemi nel settore automobilistico che comporti l’obbligo di conformità ad alcune disposizioni ambientali, con particolare riferimento alla direttiva sui veicoli fuori uso[4].

Il secondo è un altro progetto dimostrativo dei benefici a livello ambientale e di competitività insiti in un blocco di pallet che riutilizza materiali di scarto ottenuti da pneumatici in combinazione con residui di segheria e truciolato provenienti da pallette scartate.

Italia – 15 progetti

Cinque progetti sono finalizzati a ridurre al minimo l’impatto ambientale delle attività economiche attraverso l’abbattimento delle emissioni di gas serra o lo sviluppo delle migliori tecniche disponibili (BAT). Uno creerà un sito di dimostrazione per la generazione di energia che sfrutterà una nuova tecnologia per l’utilizzo della biomassa.

Il secondo sperimenterà tecniche per la cattura delle emissioni di biossido di carbonio prodotte da una discarica comunale di rifiuti solidi, nell’intento di sviluppare soluzioni per un’applicazione più ampia del processo.

Il terzo è un progetto che intende dimostrare come contenere l’umidità dell’aria a pressione atmosferica senza raffreddamento, una tecnica che riduce sensibilmente il consumo di energia degli impianti di raffreddamento utilizzati in numerose industrie.

Il quarto progetto riguarda il recupero e il riutilizzo dei rifiuti di conceria con la depurazione e il riutilizzo delle acque reflue e l’estrazione di sostanze utili.

Il quinto valuterà come sia possibile applicare BAT di riferimento alle piccole e medie imprese dell’industria tessile e a tal fine propone la costruzione di un impianto dimostrativo.

Altri due progetti s’inseriscono nell’ambito della riduzione dell’impatto ambientale di prodotti e servizi. Il primo punta ad eliminare l’impiego di sostanze pericolose per fissare le decorazioni e i disegni sui prodotti ceramici.

Il secondo svilupperà invece tecniche per individuare e monitorare la contaminazione da prodotti geneticamente modificati nella produzione agricola e definirà norme per separare e preservare i prodotti non OGM in tutta la filiera di approvvigionamento e nella produzione alimentare.

Tre progetti si occupano di sviluppo e pianificazione dell’utilizzo del territorio. Uno applicherà congiuntamente il sistema EMAS di eco-gestione e audit e altri sistemi di contabilità ecologica per ottenere un approccio integrato alla gestione ambientale; il progetto verrà condotto in quattro città pilota.

Altri due progetti intendono sviluppare sistemi di trasporto compatibili con l’ambiente: il primo istituirà un centro per la distribuzione eco-compatibile di merci in ambito urbano nel centro storico di Lucca; il secondo svilupperà strumenti per la pianificazione e il controllo integrati del trasporto merci nelle zone urbane.

Due progetti intendono migliorare la gestione delle acque con nuove tecnologie di trattamento. Uno preparerà un prototipo per la dimostrazione di un nuovo metodo compatibile con l’ambiente per il trattamento delle acque reflue.

L’altro si occupa del trattamento delle acque meteoriche di dilavamento prima che si immettano nei corpi idrici come i canali di drenaggio, i fiumi e i porti.

Gli ultimi tre progetti si concentrano sulla gestione dei rifiuti. Due di essi riguardano il trattamento dei fanghi prodotti dall’industria della ceramica e del marmo.

Il terzo punta a perfezionare ed estendere i risultati conseguiti nel corso di un precedente progetto LIFE-Ambiente che si occupava del riciclaggio degli effluenti di oleificio.

Lussemburgo – 1 progetto

Il progetto realizzerà un nuovo sistema di essiccazione per pannelli a base di legno che consentirà di ridurre sensibilmente le emissioni di composti organici volatili, CO2 e monossido di carbonio nelle fasi di produzione e utilizzo.

Paesi Bassi – 7 progetti

Tre progetti vertono sulla gestione dei rifiuti. Uno sperimenterà una tecnologia di blanching a ciclo chiuso che risulta meno dannosa per l’ambiente rispetto allo stesso trattamento con acqua calda, tecnica in genere utilizzata per i prodotti a base di patate.

Il secondo progetto convertirà le ceneri pesanti prodotte dall’incenerimento dei rifiuti in materie prime secondarie di elevata qualità che troveranno un rapido utilizzo nei settori del calcestruzzo, dei mattoni di silicato di calcio e nell’industria metallurgica.

Il terzo progetto intende dimostrare come sia possibile riciclare i rivestimenti bitumati per tetti.

Il quarto verte sullo sviluppo urbano sostenibile ed è finalizzato a ridurre almeno del 25% il rumore e gli inconvenienti ad esso connessi nelle zone circostanti ai porti; a tal fine verrà applicato un sistema di mappatura e gestione del rumore e verrà stilata un’apposita guida sulle buone pratiche, in conformità della direttiva sul rumore[5].

Il quinto progetto intende limitare l’impatto ambientale delle linee di alta tensione e per questo verrà predisposto un nuovo tipo di linea di alta tensione con campo magnetico ridotto.

Il sesto intende invece ridurre le emissioni di gas serra, in particolare gli idrofluorocarburi (HFC) prodotti dai frigoriferi utilizzando un sistema di refrigerazione a CO2.

Infine, l’ultimo progetto si riferisce alla gestione sostenibile delle acque, soprattutto nel settore dell’orticoltura, e si prefigge di ridurre sensibilmente il ricorso ai pesticidi attraverso un sistema di monitoraggio delle colture.

Portogallo – 2 progetti

Entrambi si occupano di gestione dei rifiuti. Uno intende incrementare la percentuale di riciclaggio di miscele di rifiuti (plastica, gomma e confezioni per bibite in cartone) per progettare nuovi prodotti da utilizzare sulle strade.

Il secondo verte invece sul riutilizzo degli oli di frittura per produrre bio-diesel per l’alimentazione del parco veicoli di Oeiras.

Regno Unito – 10 progetti

Quattro progetti del Regno Unito riguardano la gestione dei rifiuti. Il primo è una dimostrazione dell’impiego di una tecnologia avanzata ad acqua ad alta pressione per recuperare materiale dai pneumatici usati.

Il secondo dimostrerà tecnologie innovative per il riciclaggio di flussi di rifiuti di vetro che attualmente non sono utilizzabili nella maggior parte dei processi di produzione del vetro e vengono pertanto smaltiti in discarica.

Un progetto di prevenzione dei rifiuti servirà a dimostrare come la tecnica dell’idrolisi enzimatica sia una soluzione sicura e compatibile con l’ambiente per trattare i fanghi di depurazione e a fini di riutilizzo.

Il quarto progetto intende ridurre lo smaltimento in discarica di rifiuti ospedalieri non sterili e incentivarne l’impiego come materia prima di prodotti riciclati.

Due progetti mirano a ridurre l’impatto ambientale delle attività economiche. Uno dimostrerà l’efficacia di un nuovo reattore per la digestione aerobica delle acque reflue nel riciclaggio dell’acqua.

L’altro intende riutilizzare i siti dismessi o i terreni abbandonati per coltivazioni destinate alla produzione di energia da biomassa, bonificare i siti danneggiati e produrre energia elettrica e termica da fonti di energia rinnovabili.

Altri due progetti si occupano di questioni connesse alla gestione delle acque. Uno dei due presenterà una nuova tecnologia che converte la formaldeide utilizzata nella fabbricazione di colle, prodotti di legno, conservanti e altro in zuccheri non tossici. Il progetto intende ridurre del 100% la presenza di formaldeide negli effluenti che si riversano nell’estuario del fiume Severn (Regno Unito).

L’altro riguarda il disinquinamento delle acque di superficie contaminate da nitrati di fonte agricola, con l’obiettivo di ridurre almeno dell’85% la concentrazione di nitrati all’insegna dell’efficienza economica.

Un progetto si propone di sviluppare e gestire ambienti urbani di qualità per gli utilizzatori dei corridoi fluviali e gli altri soggetti interessati.

L’ultimo progetto affronta l’aspetto dell’impatto ambientale dei prodotti e dei servizi, incentrandosi sulle potenzialità insite nell’integrazione di serre in altri edifici, ad esempio quelli adibiti ad uffici. Il progetto intende dimostrare i benefici di una progettazione, costruzione e gestione di serre ed edifici sostenibili sotto il profilo ambientale, nonché la possibilità di ridurre l’impatto ambientale della produzione ortofrutticola in serra.

Romania – 1 progetto

In Romania un progetto per la gestione della qualità dell’aria individuerà le fonti di inquinamento atmosferico a Bucarest e nei dintorni, fornendo alle amministrazioni e ai cittadini informazioni sui livelli di inquinamento rilevati.

Spagna – 16 progetti

Tre progetti vertono sulla gestione delle acque. Uno intende definire un modello di gestione integrata dei rifiuti liquidi prodotti dall’industria galvanotecnica.

Il secondo svilupperà tecniche combinate di irrigazione e fertilizzazione per ridurre l’inquinamento del suolo e delle acque sotterranee e incrementare la produttività.

Il terzo è un progetto di dimostrazione dell’uso di un sistema di irrigazione automatizzato nella comunità di “El Vicario” (Guadiana).

Tre progetti si occupano di sviluppo e pianificazione dell’utilizzo del territorio. Il primo è finalizzato a promuovere la mobilità sostenibile in sei siti industriali creando dei meccanismi di gestione e incentivando il trasporto pubblico, l’utilizzo della bicicletta e il car sharing.

Il secondo si occupa della protezione del suolo nelle aree mediterranee dove l’erosione è molto elevata. Servirà a dimostrare i benefici della coltivazione di nuove varietà di mandorli in grado di resistere a condizioni climatiche difficili.

Il terzo progetto intende definire un sistema di gestione sostenibile della viticoltura di montagna per ridurre l’impatto ambientale che questa attività comporta per il paesaggio, il suolo e le risorse idriche.

Quattro progetti si inseriscono nel quadro delle tecnologie pulite. Il primo ridurrà l’impatto ambientale degli impianti di trasformazione alimentare per quanto riguarda le operazioni di pulitura, che in genere consumano ingenti quantitativi di acqua e producono acque reflue altamente inquinate; a tal fine verrà utilizzato l’ozono invece degli agenti di disinfezione chimici usati di solito.

Il secondo è un progetto di dimostrazione dell’opportunità, sotto il profilo tecnico, economico e ambientale, di recuperare energia dai biogas di discarica con l’utilizzo di microturbine e l’eliminazione biologica di solfuro di idrogeno e siloxani.

Il terzo progetto porterà alla costruzione di un impianto pilota per la riduzione delle emissioni di composti organici volatili (COV) nell’aria. Il sistema, che sarà installato in una fabbrica che utilizza solventi per il trattamento di superfici, consentirà di ridurre i livelli di COV emessi a un quinto rispetto ai limiti fissati nella direttiva sui COV[6].

Il quarto progetto servirà a dimostrare come stoccare in maniera efficiente, sotto forma di idrogeno, l’energia prodotta da celle solari per utilizzarla successivamente in motori a celle a combustibile, per l’illuminazione o il raffreddamento.

Sei progetti si occupano di gestione dei rifiuti. Il primo ridurrà l’impatto ambientale delle deiezioni prodotte dagli allevamenti di suini nella regione di Los Serranos, nella comunità di Valencia. A tal fine verranno utilizzati insetti per degradare i rifiuti e trasformarli in fertilizzanti organici.

Il secondo intende ridurre il quantitativo di rifiuti prodotto dall’industria tessile istituendo una procedura comune di gestione dei rifiuti.Un terzo progetto svilupperà un impianto pilota nella città di Baena (Andalusia) in grado di trasformare i rifiuti liquidi derivanti dal processo di produzione dell’olio di oliva in sottoprodotti a valore aggiunto.

Il quarto progetto ridurrà l’impatto ambientale dei fanghi prodotti dagli impianti di trattamento delle acque reflue applicando tecniche adeguate di gestione e riciclaggio.

Il quinto è finalizzato a minimizzare le ripercussioni negative sull’ambiente dei rifiuti prodotti dall’industria della pesca: in questo contesto verranno proposte pratiche efficienti ed integrate di gestione e trasformazione dei rifiuti al fine di riciclare e ridurre i rifiuti prodotti dal settore.

L’ultimo è un progetto di dimostrazione della fattibilità, tecnica ed economica, di un nuovo processo ad alta capacità destinato a separare le leghe di metalli di purezza elevata (>90%). Questo processo, utilizzato per separare il ferro, l’alluminio e i metalli pesanti contenuti nei veicoli fuori uso, consentirà di riutilizzare i metalli in nuovi motori nel settore automobilistico.

Svezia – 2 progetti

Entrambi i progetti intendono attenuare l’impatto ambientale delle attività economiche. Il primo è una dimostrazione di una tecnologia innovativa, basata sulla tecnologia ART® (Advanced Reactor Technology), da utilizzare per la produzione sostenibile nel settore dei prodotti chimici.

Il secondo punta a ridurre le emissioni di gas serra con la sperimentazione e la dimostrazione dell’uso di veicoli pesanti alimentati a dimetiletere. La produzione di dimetiletere come carburante è praticamente neutra per quanto riguarda le emissioni di CO2 e rappresenta pertanto un’alternativa promettente ai carburanti a base di idrocarburi.

Ungheria – 1 progetto

Il progetto riguardante la gestione delle acque valuta l’entità della contaminazione da arsenico delle acque sotterranee dell’Ungheria meridionale e dovrà predisporre un piano di gestione pilota che prevede una nuova tecnologia per l’eliminazione dell’arsenico


[1] Direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque.

[2] Direttiva 2002/96/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 gennaio 2003, sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).

[3] Direttiva 2002/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 gennaio 2003, sulla restrizione dell’uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche.

[4] Direttiva 2000/53/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 settembre 2000, relativa ai veicoli fuori uso.
[5] Direttiva 2002/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 giugno 2002, relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale.

[6] Direttiva 1999/13/CE del Consiglio, dell’11 marzo 1999, sulla limitazione delle emissioni di composti organici volatili dovute all’uso di solventi organici in talune attività e in taluni impianti.


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