Navigation path

Left navigation

Additional tools

L’accordo commerciale UE-USA sul vino accrescerà la tutela delle denominazioni europee e salvaguarderà il più grande mercato di esportazione dell’UE

European Commission - IP/05/1145   15/09/2005

Other available languages: EN FR DE ES PT EL HU PL SL

IP/05/1145

Bruxelles, 15 settembre 2005

L’accordo commerciale UE-USA sul vino accrescerà la tutela delle denominazioni europee e salvaguarderà il più grande mercato di esportazione dell’UE

L’Unione europea e gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo iniziale sul commercio del vino che proteggerà le denominazioni dei vini comunitari e salvaguarderà quello che per l’UE è il mercato di esportazione più grande e redditizio. In base all’accordo, l’amministrazione statunitense presenterà al Congresso una proposta mirante a modificare lo status di denominazioni vinicole comunitarie quali “Borgogna”, “Champagne”, “Chablis”, “Chianti”, “Madera”, “Malaga”, “Porto”, “Sherry” e “Tokaj”, attualmente considerate negli Stati Uniti menzioni semigeneriche e a limitarne l’uso negli Stati Uniti. Questi ultimi, inoltre, dispenseranno l’UE dalle nuove prescrizioni in fatto di certificazione, accetteranno i principi fondamentali delle norme comunitarie sull’etichettatura e si impegnano ad adoperarsi per risolvere eventuali questioni bilaterali relative agli scambi vinicoli attraverso consultazioni bilaterali informali anziché tramite meccanismi di composizione delle controversie. Le due parti si sono altresì impegnate ad andare oltre l’accordo appena concluso, iniziando a negoziarne uno più ambizioso 90 giorni dopo l’entrata in vigore del primo.

Mariann Fischer Boel, commissario per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale, ha salutato positivamente l’accordo: “Sono lieta che si sia potuto concludere questo accordo così importante dopo 20 anni di trattative «a singhiozzo». Gli Stati Uniti, che nel 2004 hanno importato vino comunitario per un valore di circa due miliardi di euro, sono il nostro mercato più grande. L’accordo eliminerà l’incertezza giuridica che ha pesato per diversi anni su questo settore degli scambi e risulterà vantaggioso per i produttori di entrambe le sponde dell’Atlantico. La conclusione di questo accordo iniziale spianerà la strada a una futura stretta collaborazione con gli Stati Uniti nel settore vinicolo.”.

Contesto

L’accordo prevede i seguenti elementi principali.

Gli Stati Uniti e l’Unione europea riconoscono espressamente alle rispettive denominazioni vinicole lo status di “denominazione di origine”.

L’amministrazione statunitense proporrà al Congresso di modificare lo status e limitare l’uso di 17 denominazioni vinicole europee[1] attualmente considerate semigeneriche negli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti accettano i principi fondamentali delle norme comunitarie sull’etichettatura e cercheranno di risolvere eventuali questioni bilaterali relative agli scambi vinicoli attraverso consultazioni bilaterali informali anziché tramite meccanismi di composizione delle controversie.

Gli Stati Uniti hanno la facoltà di utilizzare, a determinate condizioni e per un periodo di tempo limitato, 14 menzioni tradizionali comunitarie[2].

L’Unione europea riconosce le pratiche enologiche statunitensi attualmente approvate negli Stati Uniti ma, per quanto riguarda quelle che non sono attualmente oggetto di deroghe comunitarie, solo in relazione ai vini esportati nell’Unione europea dopo che gli Stati Uniti avranno modificato lo status delle 17 denominazioni vinicole considerate menzioni semigeneriche negli Stati Uniti.

Le esportazioni vinicole comunitarie, comprese quelle di vini con un titolo alcolometrico inferiore al 7%, sono esentate dalle prescrizioni statunitensi in materia di certificazione adottate alla fine del 2004. Non appena modificheranno lo status delle 17 denominazioni viticole attualmente considerate semigeneriche entro i loro confini, gli Stati Uniti beneficeranno di prescrizioni notevolmente semplificate in materia di certificazione nell’Unione europea.

90 giorni dopo l’entrata in vigore dell’accordo saranno avviati negoziati per un accordo più approfondito, comprendenti tra l’altro discussioni sulle indicazioni geografiche, sulle denominazioni di origine, compreso il futuro delle menzioni semigeneriche, sull’uso delle menzioni tradizionali nonché su vini a basso tenore alcolico, certificazione, pratiche enologiche e sull’istituzione di un comitato congiunto sulle questioni vinicole.

Le parti intendono procedere a uno scambio di opinioni sulle questioni vinicole aventi un’incidenza sugli scambi internazionali e sulla maniera di strutturare al meglio la cooperazione internazionale nel settore vinicolo.


[1] Borgogna, Chablis, Champagne, Chianti, Claret, Haut-Sauterne, Hock, Madera, Malaga, Marsala, Moselle, Porto, Retsina, Rhine, Sauterne, Sherry e Tokaj.

[2] Château, classic, clos, cream, crusted/crusting, fine, late bottled vintage, noble, ruby, superior, sur lie, tawny, vintage e vintage character.


Side Bar

My account

Manage your searches and email notifications


Help us improve our website