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IP/04/801

Bruxelles, 24 giugno 2004

“Piante per il futuro”: una visione per le biotecnologie vegetali in Europa fino al 2025

Con la crescita prevista della popolazione mondiale, che dovrebbe passare da 6 a 9 miliardi di persone nei prossimi 50 anni, e con la diminuzione delle risorse fossili, aumenterà la necessità di ricavare alimenti, "biocombustibili" e "biomateriali" da risorse rinnovabili a base vegetale. Da un rapporto presentato oggi a Bruxelles emerge come l’evoluzione nei settori della genomica e delle biotecnologie vegetali possa aiutare l’Europa a far fronte a queste problematiche, ad esempio grazie a vegetali resistenti a stress. Rappresentanti di spicco del settore della ricerca, del comparto alimentare e delle biotecnologie, della comunità agricola e delle organizzazioni dei consumatori hanno presentato al Commissario europeo per la ricerca, Philippe Busquin, una visione a lungo termine per le biotecnologie vegetali in Europa fino al 2025. Il documento presenta tre priorità: produrre alimenti meno costosi, più sani e di migliore qualità; incoraggiare la sostenibilità agricola e ambientale; aumentare la competitività dei settori agricolo, industriale e silvicolo in Europa. I soggetti interessati e i legislatori parteciperanno alla nuova piattaforma tecnologica sulle biotecnologie vegetali per preparare un programma di ricerca strategica entro la fine dell'anno.

"Nonostante l’Europa sia stata in prima linea nel settore delle scienze e delle biotecnologie vegetali, la sua posizione si è drasticamente deteriorata negli ultimi anni, a causa delle preoccupazioni per gli effetti di queste tecnologie, per una scarsa capacità di far conoscere al pubblico i vantaggi di questa tecnologia e per la mancanza di programmi di ricerca strategica rispetto ai nostri concorrenti” ha dichiarato Philippe Busquin. "La situazione è allarmante se si pensa alle sfide alle quali si trova confrontata l’Europa: dare ad una popolazione mondiale in continua crescita una maggiore quantità di prodotti alimentari sani e ottenuti in modo sostenibile e sostituire i materiali ricavati da risorse fossili con nuovi biomateriali sicuri dal punto di vista ambientale estratti da risorse vegetali rinnovabili”.

L’Europa è in ritardo

Negli Stati Uniti le imprese del comparto biotecnologico spendono 650 milioni di euro l’anno per la R&S, mentre le omologhe dell’UE ne investono solo 400 milioni. Lo scorso anno il governo degli Stati Uniti ha varato un’iniziativa – la National Plant Genome Initiative – con un bilancio complessivo di 1,1 miliardi di euro per il periodo 2003-2008. Il sostegno dell’UE-15 è stimato a circa 80 milioni di euro l’anno.

Verso una bioeconomia sostenibile

In Europa si contano 17 milioni di aziende agricole che danno lavoro all’8% della forza lavoro dell’UE a 25, mentre il comparto agro-alimentare ha un fatturato annuo di 600 miliardi di euro. Il documento presentato sottolinea il ruolo che le biotecnologie e la genomica possono svolgere per aiutare l’UE a passare ad una bioeconomia fondata sulla conoscenza, che utilizza risorse vegetali rinnovabili.

Le nuove piante resistenti a stress saranno in grado di garantire una maggiore produttività agricola, nonostante le maggiori instabilità stagionali e i cambiamenti climatici; inoltre, richiederanno un minor apporto di fertilizzanti, pesticidi e acqua. Il programma di ricerca può anche incrementare la diversità genetica delle colture vegetali e dare impulso allo sviluppo di materiali "ecologici", compresi i biocombustibili.

In prospettiva

Il documento invoca la necessità di una piattaforma tecnologica europea per la ricerca nel campo delle biotecnologie vegetali che punti a:

  • sviluppare un’agenda di ricerca strategica in materia di genomica, fisiologia, agronomia, ecologia, bioinformatica e altre specialità emergenti;
  • dare impulso a investimenti pubblici e privati nel settore della R&S e incentivare la trasparenza della ricerca;
  • rafforzare il sostegno dell’industria a favore dell'agenda di ricerca della piattaforma;
  • promuovere il consenso della società attraverso la comprensione reciproca e la comunicazione.

Documento:
http://www.epsoweb.org/catalog/TP/index.htm
http://www.europabio.org/plant_genomics_platform.htm
Piano d’azione CE per le biotecnologie e relazioni:
http://ec.europa.eu/biotechnology


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