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IP/04/1324

Bruxelles, 28 ottobre 2004

La Commissione presenta a un gruppo di esperti i risultati di una ricerca francese sulla TSE individuata in una capra

A seguito dei risultati di un gruppo di ricerca francese che nel cervello di una capra ritiene di aver rilevato la presenza di un’infezione da TSE non distinguibile dalla BSE attraverso i test, la Commissione europea ha trasmesso i dati ricevuti dalle autorità francesi al laboratorio comunitario di riferimento per le TSE con sede a Weybridge in Inghilterra, affinché siano esaminati da un gruppo di esperti. Le TSE sono encefalopatie spongiformi trasmissibili, quali la BSE, che colpisce i bovini, e la scrapie, diffusa tra caprini e ovini. Tra due settimane circa il gruppo di esperti valuterà le prove scientifiche per determinare se indicano la presenza di BSE nella capra. Questo incidente isolato non costituisce un rischio per la sanità pubblica poiché la capra e il suo gregge non sono entrati nella catena alimentare umana e animale.

In circostanze naturali la BSE non è mai stata individuata in ruminanti diversi dai bovini. La sua presenza in caprini o in altri ruminanti era ritenuta teoricamente possibile, ma non è mai stata rilevata. Da parecchi anni vengono tuttavia applicati provvedimenti di sicurezza relativi a tutti i ruminanti da allevamento (bovini, ovini, caprini) per assicurare la massima protezione della sanità pubblica. Tra tali provvedimenti rientrano il divieto di somministrare proteine animali sotto forma di farina di carne e ossa, l’eliminazione dei materiali specifici a rischio (ossia di tessuti come cervello, midollo spinale, parte degli intestini) dalla catena alimentare umana e animale, l’abbattimento degli animali affetti da scrapie (una malattia dei caprini e degli ovini simile alla BSE, ma non trasmissibile all’uomo) e un programma di sorveglianza o monitoraggio delle TSE in tutti gli Stati membri.

La capra in questione è stata individuata nell’ambito di un ampio programma di sorveglianza su scala comunitaria finalizzato all’individuazione di eventuali ceppi di TSE in piccoli ruminanti. Dall’aprile 2002 sono stati sottoposti a test più di 140 000 caprini.

Nel contesto di tale programma dell’UE una capra sana macellata nel 2002 in Francia è stata sottoposta a un test per le TSE condotto su base casuale. A seguito dell’iniziale risultato positivo a una TSE diversa rispetto agli abituali ceppi di scrapie, il cervello dell’animale sospetto è stato oggetto di ulteriori studi scientifici (le prove necessarie richiedono due anni) sulla base dei quali gli esperti francesi hanno concluso che il cervello esaminato potrebbe essere positivo alla BSE. Se confermato, si tratterebbe del primo caso in assoluto di un simile risultato in un caprino. Questa capra era l’unico animale infetto del gregge.

Tutti gli esemplari del gregge, compreso quello infetto sono stati abbattuti e i test effettuati sui 300 animali adulti sono risultati negativi a tutte le TSE. A seguito dell’applicazione delle normativa comunitaria nessun prodotto di questo gregge è pertanto entrato nella catena alimentare umana e animale, evitando in tal modo qualsiasi rischio per la sanità pubblica.

Un gruppo di esperti coordinato dal laboratorio comunitario di riferimento per le TSE di Weybridge esaminerà ora i dati del progetto di ricerca e presenterà alla Commissione un parere sui risultati e sull’eventuale necessità di ulteriori esami.

La Commissione invierà inoltre i risultati della ricerca francese all’Autorità europea per la sicurezza alimentare (AESA), perché possa valutarli. Anche la relazione degli esperti del laboratorio comunitario di riferimento sarà analogamente trasmessa all’AESA. Sulla base dei risultati dell’analisi del laboratorio la Commissione inviterà l’AESA ad apportare gli opportuni aggiornamenti alla valutazione scientifica del rischio relativa ai caprini.

In attesa del parere degli esperti del laboratorio comunitario di riferimento e di un eventuale parere dell’AESA la Commissione non intende proporre immediatamente ulteriori provvedimenti di gestione dei rischi oltre all’ampia normativa già in vigore.

La Commissione, oltre a mantenere uno stretto contatto con le autorità francesi, tiene aggiornate le autorità mediche e veterinarie degli Stati membri.


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