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La Commissione infligge ammende a talune imprese per un cartello nel settore dei tubi idrotermosanitari in rame

European Commission - IP/04/1065   03/09/2004

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IP/04/1065

Bruxelles, 3 settembre 2004

La Commissione infligge ammende a talune imprese per un cartello nel settore dei tubi idrotermosanitari in rame

La Commissione europea ha deciso di infliggere ammende a un gruppo di imprese per un totale di 222,3 milioni di euro per avere attuato, per un periodo che ha raggiunto i 12 anni, un cartello nel mercato europeo dei tubi idrotermosanitari per acqua, gasolio e gas. Le imprese in questione sono il gruppo svedese Boliden, la greca Halcor S.A., HME Nederland BV, il gruppo IMI (Regno Unito), il gruppo KME (Germania, Italia e Francia), Mueller Industries, Inc. (Stati Uniti, Regno Unito e Francia), la finlandese Outokumpu e la tedesca Wieland Werke AG. Con la decisione odierna sale a € 4,55 miliardi l'importo totale delle ammende imposte dall'attuale Commissione per violazioni della normativa antitrust nell'Unione europea da quando essa ha assunto il mandato nell'ottobre 1999.

“A causa del comportamento illecito delle imprese, il prezzo che i consumatori europei hanno pagato per effettuare lavori di sostituzione delle tubature o per acquistare un’abitazione è stato più elevato di quello che avrebbero pagato se il gioco della concorrenza avesse funzionato liberamente. La decisione odierna è un altro esempio della lotta senza tregua che questa Commissione ha condotto nei confronti dei cartelli” ha dichiarato il commissario per la concorrenza Mario Monti.

La Commissione ha concluso che i principali produttori dei tubi idrotermosanitari in rame utilizzati nelle abitazioni e in altri edifici hanno attuato un cartello tra il giugno 1988 e il marzo 2001 nella maggior parte dello Spazio economico europeo in flagrante violazione delle disposizioni del trattato CE e dell'accordo SEE che vietano le pratiche commerciali abusive (rispettivamente gli articoli 81 e 53).

Nel 2000, l’ultimo anno in cui il cartello ha funzionato per l’intero anno, il mercato in questione aveva un valore di circa 1,15 miliardi di euro.

La Commissione è stata informata del comportamento illegale nel gennaio 2001 quando Mueller Industries l’ha contattata in applicazione della comunicazione del 1996 sulla non imposizione o riduzione delle ammende che prevede la non imposizione di ammende all'impresa che per prima rivela l'esistenza di un cartello.

Dall’indagine svolta dalla Commissione è emerso che le imprese avevano costituito un classico cartello ben strutturato che prevedeva l'utilizzo di nomi in codice e lo svolgimento di riunioni in sale anonime di aeroporti con il chiaro obiettivo di evitare la concorrenza mediante la ripartizione di volumi di produzione e di quote di mercato, la fissazione di prezzi obiettivo nonché l'imposizione di aumenti e di altre condizione commerciali relativamente ai tubi idrotermosanitari in rame nudo (e per quanto riguarda i gruppi KME e Wieland i tubi idrotermosanitari in rame isolati in plastica).

“L’obiettivo è mantenere alti i prezzi nei paesi con livello di prezzi elevato: se possibile aumentarli ulteriormente” scrisse uno dei rappresentanti delle imprese negli appunti presi durante la prima riunione a livello europeo che si svolse il 29 settembre 1989 a Zurigo nell’Airport Forum in cui i partecipanti fissarono anche l'incontro successivo che avrebbe avuto luogo meno di un mese dopo nella sala delle negoziazioni dell’aeroporto di Amsterdam. Nel corso delle riunioni essi verificavano inoltre l’applicazione degli accordi illeciti scambiandosi informazioni sulle vendite, sugli ordini, sulle quote di mercato e sui prezzi.

Il cartello è stato organizzato su tre livelli: il primo e il più vecchio era il cosiddetto Sanco club (Sanco è il marchio di un tubo idrotermosanitario in rame nudo) cui partecipavano inizialmente KME e Boliden e a cui si sono uniti successivamente Tréfimétaux, Europa Metalli e Wieland.

Outokumpu e IMI si sono uniti un anno dopo, nel settembre 1989, e Mueller nel 1997, creando il cosiddetto “gruppo dei cinque” maggiori produttori europei: i tre più Wieland e KME (comprese le controllate Tréfimétaux e Europa Metalli).

In considerazione della gravità dei fatti, della durata delle violazioni, della dimensione relativa delle imprese e del loro relativo grado di cooperazione nelle indagini, la Commissione ha inflitto le seguenti ammende:

- Boliden AB, Boliden Fabrication AB e Boliden Cuivre & Zinc S.A.: € 32,6 million

- Halcor S.A.: € 9,16 million

- HME Nederland BV: € 4,49 million

- IMI plc, IMI Kynoch Ltd. e Yorkshire Copper Tube Ltd.: € 44,98 million

- KM Europa Metal AG, Tréfimétaux SA e Europa Metalli SpA: € 67,08 million

- Mueller Industries, Inc., WTC Holding Company, Inc., Mueller Europe Ltd., DENO Holding Company, Inc. e DENO Acquisition EURL: € 0

- Outokumpu Oyj e Outokumpu Copper Products OY: € 36,14 million

- Wieland Werke AG, Austria Buntmetall AG e Buntmetall Amstetten Ges.m.b.H.: € 27,8411 million

Sulle ammende imposte al gruppo KME, Wieland e Halcor è stata calcolata una riduzione per avere fornito volontariamente informazioni che hanno contribuito ad accertare le violazioni. L'ammenda di Outokumpu tiene conto anche del fatto che nel 1990 era stato accertato che l'impresa aveva violato le leggi in materia di concorrenza avendo partecipato a un cartello nel settore dell’acciaio (si veda IP/90/584).


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