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Diritto delle società e governo societario: la Commissione presenta un Piano d'azione

European Commission - IP/03/716   21/05/2003

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IP/03/716

Bruxelles, 21 maggio 2003

Diritto delle società e governo societario: la Commissione presenta un Piano d'azione

Rafforzare i diritti degli azionisti, aumentare la tutela dei dipendenti e dei creditori e promuovere l'efficienza e la competitività delle imprese sono i principali obiettivi del Piano d'azione "Modernizzare il diritto delle società e rafforzare il governo societario nell'Unione europea", appena presentato dalla Commissione europea. Il piano si basa su un ampio insieme di proposte di azioni, con indicazione della priorità, che si estendono su diversi anni. Il Piano d'azione riserva un'attenzione particolare ad una serie di iniziative in materia di governo societario, volte a promuovere la fiducia nei mercati dei capitali. Il piano farà l'oggetto di una consultazione pubblica per un periodo di tre mesi. La Commissione pubblicherà una sintesi delle osservazioni ricevute, che verranno tenute in debita considerazione. La Commissione intende lanciare alcune iniziative nel corso dell'anno o agli inizi del prossimo anno. Contemporaneamente al Piano d'azione, la Commissione ha pubblicato dieci priorità ai fini del miglioramento e dell'armonizzazione della qualità del controllo legale dei conti nell'insieme dell'Unione (cfr. IP/03/715).

Il Commissario responsabile del mercato interno, Frits Bolkestein, ha dichiarato: "Il diritto delle società ed il governo societario sono al centro dell'agenda politica, su entrambe le sponde dell'Atlantico. Il buon funzionamento delle economie presuppone infatti che le imprese siano gestite in maniera efficiente e trasparente. Abbiamo visto chiaramente ciò che avviene in caso contrario: una perdita di investimenti e di posti di lavoro e nei casi peggiori, decisamente troppo frequenti, a farne le spese sono gli azionisti, i dipendenti, i creditori ed il pubblico. È quindi necessaria un'azione tempestiva per assicurare che il pubblico ritrovi stabilmente la fiducia nei mercati finanziari. Il Piano d'azione prevede un quadro chiaro e ragionato che combina, laddove necessario, nuove iniziative legislative con altre soluzioni. Esso contribuirà alla modernizzazione ed all'integrazione del quadro normativo in materia di diritto delle società e di governo societario, come richiesto dalle imprese, dai mercati e dal pubblico. La Commissione si assume le sue responsabilità a questo proposito e l'Europa delle imprese dovrebbe attivarsi e fare altrettanto. Lavorando in stretta collaborazione, abbiamo un'occasione unica di rafforzare il governo societario in Europa e di rappresentare un modello per il resto del mondo."

Il Piano d'azione costituisce la risposta della Commissione alla relazione finale, presentata nel novembre 2002, del gruppo ad alto livello di esperti nazionali di diritto societario, nominato da Frits Bolkestein e presieduto da Jaap Winter (cfr. IP/02/1600).

Finalità ed obiettivi

Il Piano d'azione intende combinare una certa flessibilità sotto il profilo dell'applicazione con la fermezza in materia di principi. Esso si prefigge inoltre di influire sull'evoluzione della regolamentazione a livello internazionale.

I principali obiettivi del Piano d'azione sono:

  • rafforzare i diritti degli azionisti e la tutela dei dipendenti, dei creditori e delle altre parti con le quali le imprese entrano in relazione, adeguando al tempo stesso il diritto delle società e le norme sul governo societario alle esigenze dei diversi tipi di imprese;

  • promuovere l'efficienza e la competitività delle imprese, con particolare attenzione a talune questioni transfrontaliere specifiche.

Perché il piano è necessario?

Il quadro regolamentare europeo per quanto riguarda il diritto delle società ed il governo societario deve essere modernizzato per le seguenti ragioni: la tendenza crescente delle imprese europee ad operare a livello transfrontaliero nel mercato interno, i progressi sul piano dell'integrazione dei mercati europei dei capitali, il rapido sviluppo delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione, l'imminente allargamento dell'UE a dieci nuovi Stati membri e le ripercussioni negative dei recenti scandali finanziari.

Il Piano d'azione stabilisce priorità a breve termine (2003-2005), a medio termine (2006-2008) e a lungo termine (dal 2009 in poi) ed indica, per ciascuna proposta, il tipo di strumento regolamentare da utilizzare ed il calendario approssimativo.

Il Piano d'azione si basa su un ampio insieme di proposte legislative e non, raggruppate sotto i titoli seguenti:

Governo societario

La Commissione ritiene che un codice europeo sul governo societario non apporterebbe un valore aggiunto significativo, ma si limiterebbe ad aggiungere un livello supplementare tra i principi internazionali ed i codici nazionali. Un approccio basato sull'autoregolamentazione del mercato, che preveda esclusivamente raccomandazioni non vincolanti, non è tuttavia sufficiente a garantire un governo societario efficace. Tenuto conto della crescente integrazione dei mercati europei dei capitali, l'Unione europea dovrebbe adottare un approccio comune che comporti un numero limitato di norme essenziali e dovrebbe assicurare un adeguato coordinamento dei codici nazionali sul governo societario.

La Commissione ritiene che le seguenti iniziative siano le più urgenti:

  • introduzione di una dichiarazione annuale sul governo societario. Le società quotate dovrebbero essere tenute ad includere nei documenti annuali una dichiarazione chiara e dettagliata relativa agli elementi principali della loro struttura e delle loro pratiche di governo societario;

  • elaborazione di un quadro legislativo volto a facilitare agli azionisti l'esercizio di una serie di diritti (diritto di porre domande, di presentare risoluzioni, di votare senza essere presenti all'assemblea generale, per via elettronica). Queste possibilità dovrebbero essere offerte a tutti gli azionisti dell'UE ed è inoltre necessario risolvere con urgenza i problemi specifici relativi all'esercizio transfrontaliero del diritto di voto;

  • adozione di una raccomandazione volta a promuovere il ruolo degli amministratori privi di incarichi esecutivi e dei membri del consiglio di vigilanza (indipendenti). È opportuno che standard minimi per quanto riguarda la creazione, la composizione ed il ruolo dei comitati per la nomina, dei comitati per la remunerazione e degli audit committee siano definiti a livello europeo e siano quindi applicati dagli Stati membri, almeno sulla base del principio "comply or explain", in base al quale i comportamenti che si discostino dagli standard fissati devono essere debitamente motivati;

  • adozione di una raccomandazione sulla remunerazione degli amministratori. Gli Stati membri dovrebbero essere invitati quanto prima a dotarsi di un regime regolamentare adeguato, che assicuri agli azionisti maggiore trasparenza ed influenza e che preveda in particolare informazioni dettagliate sulle remunerazioni individuali;

  • creazione di un Forum europeo sul governo societario volto a promuovere il coordinamento e la convergenza dei codici nazionali, della loro applicazione e del controllo di tale applicazione.

Il Piano d'azione propone diverse altre iniziative in materia di governo societario, con le seguenti finalità: assicurare una migliore informazione sul ruolo degli investitori istituzionali nel governo societario; dare attuazione al principio della proporzionalità tra capitale e controllo; offrire alle società quotate la possibilità di scegliere tra una struttura di governo societario monistica ed una dualistica; aumentare le responsabilità degli amministratori per le principali informazioni non finanziarie. Il Piano d'azione sottolinea inoltre che sarebbe interessante, in una prospettiva di medio o lungo termine, cercare di realizzare una vera democrazia degli azionisti ed annuncia che la Commissione intende effettuare uno studio sulle conseguenze di un simile approccio.

Salvaguardia e modificazioni del capitale

La Commissione è dell'avviso che una semplificazione della seconda direttiva sul diritto delle società del 1976, relativa alla costituzione della società per azioni, nonché alla salvaguardia ed alle modificazioni del capitale sociale della stessa, promuoverebbe l'efficienza e la competitività delle imprese senza per questo ridurre la protezione per gli azionisti ed i creditori.

Una proposta di modifica della seconda direttiva costituisce pertanto una priorità a breve termine. Una simile proposta può includere un parziale allentamento di talune norme (ad esempio in relazione ai contributi in natura, all'acquisizione di azioni proprie, o alla limitazione/abolizione dei diritti di opzione che attribuiscono agli azionisti di una società un diritto di prelazione sulle nuove emissioni di azioni).

La proposta di modifica potrebbe inoltre includere l'introduzione di diritti di acquisto ("squeeze-out"), che consentirebbero al detentore di un'ingente partecipazione di maggioranza di obbligare gli azionisti di minoranza a vendergli le loro partecipazioni ad un prezzo equo, e di diritti di vendita ("sell-out") che consentirebbero agli azionisti di minoranza di obbligare i detentori di una cospicua maggioranza del capitale ad acquistare le loro partecipazioni ad un prezzo equo. Queste riforme andrebbero al di là di quanto previsto nella proposta di direttiva sulle offerte pubbliche d'acquisto, che limita l'esercizio di tali diritti alle società quotate ed ai casi di offerta pubblica d'acquisto.

Successivamente, agli Stati membri potrebbe essere proposto come opzione un regime alternativo, non basato sul concetto del capitale sociale previsto dalla legge. La Commissione lancerà, a medio termine, uno studio di fattibilità relativo ad un'alternativa basata su un test di solvibilità.

Gruppi e piramidi

I gruppi di imprese, che sono strutture frequenti nella maggior parte degli Stati membri, rappresentano un modo legittimo di fare affari, ma possono presentare rischi per gli azionisti e i creditori. Una maggiore trasparenza può contribuire a minimizzare tali rischi. Le iniziative volte a migliorare le informazioni finanziarie e non finanziarie pubblicate dai gruppi costituiscono quindi priorità a breve termine. Tali iniziative sarebbero finalizzate ad assicurare una migliore informazione sulla struttura del gruppo e sulle relazioni intragruppo, nonché sulla situazione finanziaria delle varie società facenti parte del gruppo.

Il Piano d'azione prevede una norma quadro che consenta ai dirigenti di un'impresa appartenente ad un gruppo di attuare una politica di gruppo coordinata. Esso sottolinea la necessità di un'azione contro gli abusi di strutture piramidali, definite dal gruppo ad alto livello come catene di società di partecipazione i cui unici o principali attivi sono rappresentati da una partecipazione in un'altra società quotata.

Ristrutturazione e mobilità delle società

Le imprese europee devono poter operare più facilmente a livello transfrontaliero all'interno dell'Unione europea. La Commissione intende presentare a breve termine una nuova proposta di decima direttiva sul diritto delle società che agevoli le fusioni tra imprese di Stati membri diversi, nonché una proposta di quattordicesima direttiva sul diritto delle società, relativa al trasferimento della sede (il centro delle attività di una società e/o la sua sede sociale) da uno Stato membro ad un altro. Il Piano d'azione prevede inoltre le seguenti iniziative: semplificazione di taluni requisiti previsti dalla terza direttiva sul diritto delle società (fusioni nazionali) e dalla sesta direttiva (scissioni nazionali) ed introduzione di diritti di acquisto e di vendita per tutte le società per azioni (vedi sopra).

Altre questioni

Il Piano d'azione comprende inoltre una serie di altre proposte, tra le quali:

    avvio di uno studio di fattibilità sulla possibile introduzione di uno statuto europeo della società privata, che risponderebbe principalmente alle esigenze delle PMI operanti in più di uno Stato membro;

    sostegno a breve termine al processo in corso finalizzato all'introduzione di diverse forme giuridiche europee (società cooperativa europea, associazione europea, mutua europea), e riflessione, a medio termine, sull'elaborazione di uno statuto di fondazione europea;

    estensione degli obblighi di pubblicità applicabili ad una serie di enti giuridici a responsabilità limitata esistenti a livello nazionale.

Contemporaneamente al Piano d'azione, la Commissione ha pubblicato dieci priorità ai fini del miglioramento e dell'armonizzazione della qualità del controllo legale dei conti nell'insieme dell'Unione. L'obiettivo perseguito è assicurare che gli investitori e le altre parti interessate possano avere piena fiducia nell'esattezza dei conti controllati e prevenire i conflitti di interesse (cfr. IP/03/715).

Le prossime tappe

Il Piano d'azione sarà sottoposto all'esame del Parlamento europeo e del Consiglio.

Il Consiglio competitività, che aveva in origine invitato la Commissione ad elaborare il Piano d'azione sostenuto in tale iniziativa dal Consiglio dei ministri dell'Economia e delle Finanze, e dai capi di Stato e di governo in occasione del Consiglio europeo del 20 e 21 marzo 2003 - ha annunciato la sua intenzione di considerare il piano come una priorità.

Nel frattempo, si invitano tutte le parti interessate a presentare le loro osservazioni, entro il 31 agosto 2003, all'indirizzo

Markt-COMPLAW@ec.europa.eu

La Commissione pubblicherà una sintesi delle osservazioni pervenute, che saranno prese in considerazione per l'attuazione del Piano d'azione. Il testo completo del Piano d'azione è disponibile all'indirizzo:

http://ec.europa.eu/internal_market/en/company/company/news/index.htm

Cfr. anche MEMO/03/112.


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