Navigation path

Left navigation

Additional tools

Other available languages: EN FR DE

IP/03/1737

Strasburgo, 16 dicembre 2003

La Commissione ottiene la soppressione della garanzia illimitata concessa a EDF, favorendo in questo modo la concorrenza nel settore energetico

In seguito alla procedura di indagine formale avviata dalla Commissione il 2 aprile 2003, il governo francese ha comunicato alla Commissione che accetta di sopprimere entro il 31 dicembre 2004 la garanzia illimitata dello Stato di cui beneficia EDF. Fra le varie possibilità a sua disposizione per risolvere questo problema di garanzia, la Francia ha optato per una trasformazione dello statuto di EDF. EDF, che è attualmente un'impresa pubblica a carattere industriale e commerciale, diventerebbe una società per azioni di diritto privato. Il fatto che la Francia abbia deciso di cambiare lo status dell'impresa non rientra nel campo di azione della Commissione che, a norma del trattato, non ha la competenza per mettere in questione il regime pubblico o privato delle imprese né lo status scelto dagli Stati membri per le loro imprese pubbliche. Esse possono dunque essere imprese pubbliche o società per azioni, a condizione che non beneficino di aiuti di Stato incompatibili con il trattato. Il governo francese ha inoltre presentato alla Commissione un progetto di riforma del sistema pensionistico che la Commissione ha giudicato compatibile con le norme che disciplinano gli aiuti di Stato. La Commissione richiede infine che EDF rimborsi allo Stato aiuti pari a 889 milioni di euro (più interessi), relativi alla mancata tassazione di una parte degli accantonamenti relativi alla rete di trasporto dell'elettricità ad alta tensione.

Mario Monti, commissario europeo responsabile della concorrenza, ha dichiarato: "Sono lieto che questa questione si sia conclusa in maniera positiva, grazie anche alla collaborazione delle autorità francesi. Per la prima volta, è stata creata per EDF una situazione concorrenziale senza distorsioni dovute agli aiuti di Stato. La realizzazione di condizioni di concorrenza leale e la correzione delle distorsioni eventualmente avvenute sono importanti soprattutto in settori in via di liberalizzazione, come quello dell'energia, permettendo che tale liberalizzazione produca tutti i suoi effetti positivi. La soppressione della garanzia a EDF si iscrive nella nostra politica volta a creare condizioni di concorrenza eque anche nei mercati in cui coesistono imprese pubbliche e private. Questo è avvenuto, in particolare, nel caso delle decisioni relative alle garanzie concesse a banche pubbliche in Germania, Austria e Francia".

La decisione odierna comporta tre aspetti: 1) la soppressione della garanzia illimitata dello Stato di cui beneficia EDF, 2) la riforma del sistema pensionistico del settore del gas e dell'elettricità e 3) la richiesta di rimborso dell'aiuto di Stato derivante dalla mancata tassazione di una parte degli accantonamenti contabili per il rinnovo della rete di trasporto dell'elettricità ad alta tensione.

La soppressione della garanzia

L'11 novembre 2003, la Francia ha notificato alla Commissione la sua intenzione di trasformare EDF in una società per azioni ("société anonyme"). La garanzia dello Stato verrebbe dunque eliminata. È importante notare che la Commissione avrebbe potuto accettare il mantenimento di uno status pubblico con la soppressione della garanzia dello Stato. La Commissione non rimette in alcun modo in questione il carattere pubblico del capitale di EDF, né contesta lo status di EPIC in quanto tale, ma richiede la soppressione della garanzia illimitata a favore di EDF che determina una distorsione della concorrenza.

La riforma del sistema pensionistico del settore del gas e dell'elettricità

Attualmente la gestione delle pensioni dei lavoratori del settore del gas e dell'elettricità è garantita direttamente da EDF e finanziata con i contributi salariali e con il contributo d'equilibrio dovuto da tutte le imprese del settore.

La riforma del sistema pensionistico delle imprese del settore del gas e dell'elettricità prevede la sua integrazione nel sistema generale della sicurezza sociale ed il trasferimento dei diritti a pensione ad una cassa pensionistica autonoma, di recente costituzione, denominata "Caisse nationale des industries électriques et gazières" (CNIEG). Tutti i lavoratori dipendenti ed i datori di lavoro del settore verranno obbligatoriamente affiliati a tale cassa.

Le autorità francesi hanno assunto l'impegno formale che questa integrazione delle imprese del settore del gas e dell'elettricità nei sistemi di diritto privato non avrà alcuna incidenza finanziaria. Il sistema di diritto privato verserà i diritti di base ai lavoratori del settore in cambio del pagamento dei contributi di diritto privato dei lavoratori e dei datori di lavoro. La Commissione conclude che tale cambiamento è neutro dal punto di vista finanziario e non comprende aiuti di Stato.

I diritti specifici delle imprese del settore del gas e dell'elettricità, che comportano delle prestazioni supplementari, resteranno a carico delle imprese. I diritti specifici già acquisiti entro la data della riforma dai lavoratori dipendenti che operano nelle attività di trasporto e di distribuzione dell'elettricità e del gas saranno tuttavia finanziati da un contributo tariffario istituito per legge, che dipenderà dall'esistenza di un collegamento ad una rete di trasporto o di distribuzione di elettricità o di gas. I diritti specifici acquisiti dai lavoratori dipendenti impiegati in altre attività e i diritti futuri continuano a essere finanziati direttamente dalle imprese.

Questa riforma comporta un vantaggio per il settore rispetto alla situazione attuale, ma è conforme alle norme relative agli aiuti di Stato, nella misura in cui elimina la barriera all'entrata sul mercato rappresentata dall'obbligo per qualsiasi concorrente di provvedere alla copertura dei diritti a pensione già acquisiti dai lavoratori di tutto il settore.

In questo modo, la riforma delle pensioni risulta proporzionata e può essere considerata compatibile con le norme del trattato.

L'aiuto fiscale

La Commissione ha per contro adottato una decisione finale negativa riguardo al beneficio fiscale concesso a EDF nel 1997. In tale anno, la legge n. 97-1026 del 10 novembre 1997 ha chiarito la situazione proprietaria della rete di trasporto d'elettricità ad alta tensione (RAG, "Réseau d'Alimentation Générale"). Ai sensi di tale legge, le riserve costituite anteriormente da EDF in esenzione d'imposta nel periodo 1987-1996 sono diventate prive di oggetto e sono state reintegrate. La maggior parte di queste riserve è stata correttamente assoggettata all'imposta sulle società. Tuttavia, una parte delle riserve, pari a 14,119 miliardi di franchi, è stata incorporata direttamente nel capitale di EDF senza comportare una variazione positiva dell'attivo netto imponibile. Il vantaggio fiscale così ottenuto da EDF ammonta a 5,88 miliardi di franchi (14,119 x 41,66%(1)), pari a 888,89 milioni di euro.

Dopo analisi approfondita, la Commissione è giunta alla conclusione che questo beneficio fiscale concesso a EDF costituisce un indebito aiuto al funzionamento, che ne ha rafforzato la posizione rispetto ai suoi concorrenti, ed è stato dunque considerato incompatibile con il mercato comune. In queste circostanze, la Commissione chiede alla Francia di recuperare 888,89 milioni di euro, più gli interessi a decorrere dal 1997.

Antefatti

Il 16 ottobre 2002, la Commissione aveva avviato una prima procedura di indagine formale sull'aiuto fiscale ed aveva proposto delle "misure opportune" sulla soppressione della garanzia illimitata. Dopo il rifiuto di questa proposta da parte del governo francese, il 2 aprile 2003 la Commissione aveva avviato una seconda procedura formale sulla garanzia illimitata di cui beneficia EDF.

L'impresa non è infatti attualmente soggetta al diritto fallimentare, il che equivale ad una garanzia illimitata dello Stato sia nel suo importo che nella sua durata che copre tutti gli impegni dell'impresa. Un'impresa che beneficia di una garanzia illimitata dello Stato ha un rischio d'insolvibilità quasi nullo e può di conseguenza accendere prestiti a condizioni più favorevoli. Tutte le principali agenzie di rating considerano dunque la garanzia dello Stato come un elemento determinante nella valutazione del rischio d'insolvibilità di EDF.

L'applicazione delle norme in materia di aiuti di Stato nei settori in via di liberalizzazione è fondamentale per mantenere gli effetti benefici che derivano dall'apertura di questi mercati alla concorrenza. In particolare, l'esistenza di garanzie illimitate dello Stato, di cui usufruiscono a volte i vecchi monopoli statali, può compromettere gli effetti positivi della liberalizzazione.

(1)Aliquota sulle società applicabile nel 1997.


Side Bar

My account

Manage your searches and email notifications


Help us improve our website